Pubblicato da: virginialess | 27 gennaio 2011

Noi nonne e la cura dei nipoti: senza limiti?

Avevo scritto un po’ sul nipote neonato affidato ai nonni. Ci sono i pro e i contro, ma non insisto sull’argomento. Nel nostro bel paese spesso la maternità non sarebbe possibile senza il loro attivo coinvolgimento a causa della cronica  e colpevole carenza di sostegno e strutture. Il nido sul posto di lavoro? Un miraggio o poco più. La tutela della famiglia si riduce  alla comparsata televisiva del politico di turno… E ben sappiamo quanto sia cresciuta la natalità in Francia dopo le iniziative degli anni passati. Mi ero proposta di non fare comizi e chiudo.

Parliamo invece del piccolo intorno all’anno e mezzo o due, quando sarebbe forse possibile trovare un’alternativa, ma si preferiscono ancora i nonni, e  più avanti, quando ( sempre loro!) si alternano con la scuola materna. La soluzione è comoda e quasi sempre gradita. Tutti amiamo i nostri nipoti. Concorrono l’istinto, la naturale benevolenza verso i cuccioli, e poi il richiamo alla giovinezza, il senso della continuità familiare e altro ancora.

Esistono realtà non rarissime, ma comunque  atipiche come quella dei genitori molto giovani così ben descritta da Paola (ciao, ci sei?) nei suoi commenti. Per le quali ciò che dirò più avanti va bene solo in parte, perché i ragazzi/madre/ padre si tende a sentirli  più figli che genitori e  il nipote si colloca in una posizione per  così dire “mediana”. Sempre tenendo conto della situazione concreta, anche loro però bisognerà darli per cresciuti, a un certo punto, in modo che possano assumere quel ruolo autorevole  in buona parte surrogato dai nonni.

Nei confronti di genitori  in condizioni standard,  i pro e contro  della cura protratta vanno esaminati -senza buonismi nocivi-  rispetto ai tre soggetti in gioco. Comincio dai nonni. Affezionatissimi al bimbo, noi  in particolare, richiamate alle gioie della crescita in un’età più quieta e consapevole. Tuttavia, prima d’impegnarci alla presenza costante di un piccolino che richiederà un’attenzione continuativa, modificherà radicalmente le nostre giornate e – non va sottovalutato-  sarà sicuramente rumoroso, consiglio vivamente un bella seduta di riflessione con nostro marito. Siamo disposti a rinunciare senza rimpianto, per esempio, alla libertà di una gita non programmata, ai pomeriggi  di burraco, alla piscina mattutina? La risposta deve essere onesta e razionale.

Noi nonne saremo le più coinvolte. Qualora accadesse ( capita!)  che il consorte si limiti a qualche accompagnamento e giochino, mentre  tutto il resto ricade sulle nostre spalle, non ci sentiremo frustrate? Naturalmente molto dipende dal tipo di vita che facciamo; magari saremo felici di trascorrere il pomeriggio al parco con il nipotino, dove incontreremo le amiche parimenti occupate. Ottimo. L’importante è avere le idee chiare, “prima”.

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Responses

  1. Paola, non è mai bello vedere i figli che si dividono, ma devo dire che ho provato una punta di invidia nel leggere il tuo commento: invidia perché riesci comunque a goderti la tua nipotina e a vivere con lei i momenti in cui la presenza dei genitori, per un motivo o un altro, viene a mancare. Anch’io sono nonna paterna e mi sono sempre considerata di serie B, perché naturalmente ci si rivolge alla propria mamma piuttosto che alla suocera, tuttavia il mio nipotino di quasi quattro anni cerca me, piuttosto che la nonna materna, e non perché lo vizio, in quanto sono una nonna un po’ severa, ma credo per la sicurezza che riesco ad infondere nella sua giovanissima mente e per il mondo fantastico che gli creo intorno e attraverso il quale si risolvono le paure e i timori. Questo però ha sempre creato un moto di stizza in mia nuora, tanto che per questa estate lei (e comunque anche mi figlio sembra essere d’accordo!) ha deciso di mandare il bambino all’asilo estivo, invece di lasciarlo a me, che potrei portarlo al mare tutte le mattine, come ho sempre fatto negli anni scorsi…. Da tutte le parti si sente parlare del valore della presenza dei nonni: si riferisce forse ai nonni uomini? :-) Questa situazione mi crea uno stato di stress emotivo che mi ha portato a cercare un blog e a scrivere….Ciao

  2. Carissima Virginia, torno sul tuo blog dopo un periodo di “latitanza” forzata, dovuto ad impegni lavorativi un po’ intensi (a scuola sta per finire il quadrimestre, quindi ho montagne di compiti da correggere e varie riunioni pomeridiane).
    Per prima cosa vorrei rinnovare i miei complimenti per questo spazio che hai creato: trovo sempre molto interessanti e stimolanti i tuoi post.
    Venendo poi all’argomento di questa pagina, mi sono ritrovata al cento per cento nelle parole che hai scritto su genitori giovani, nonni e nipoti. E’ vero, quando i nostri figli diventano genitori presto è difficile considerarli davvero tali, continuano ad essere i nostri “cuccioli”, insieme al nuovo arrivato. Un po’ è colpa nostra, di noi genitori, che continuiamo a svolgere il nostro ruolo senza modificarlo, sia nei confronti dei ragazzi, sia nei confronti del nipote; ma un po’ credo sia colpa anche dei nostri figli, che tendono a volte ad adagiarsi sugli allori, più o meno consapevolmente. E’ difficile perchè ci sembra che i ragazzi abbiano doppiamente bisogno: bisogno di aiuto per trovare la loro strada e per crescere loro, e bisogno di aiuto per crescere il figlio che è arrivato. Così ci ritroviamo a dispensare cure a tutti, senza diversificare i ruoli, dimenticandoci che non abbiamo un figlio in più, ma un nipote.
    Se mio figlio e la sua ex-ragazza fossero rimasti insieme, se abitassero ancora tutti e due con la bambina, forse sarei più propensa a lasciare che se la cavassero da soli; ed infatti, quando erano ancora una famiglia, forse mi attenevo un po’ di più ai miei “ruoli”, anche perchè avevano meno bisogno di aiuto. Ma da quando non stanno più insieme (ovvero quasi due anni) li vedo più fragili entrambi, e allora sono diventata un po’ più “chioccia”, me li tengo sotto la mia ala protettrice, li ascolto, li guardo cercare ognuno la propria strada, il proprio posto nel mondo, con i loro dubbi, le loro insicurezze, i loro sogni. E ho “adottato” anche Chiaretta, la mia nipotina, che è entrata di diritto in questo clima di chioccia e pulcini, perchè quando i suoi genitori lavorano e io no, lei è con me; perchè d’estate andiamo al mare insieme; perchè quando la sua mamma va in palestra lei cena da me; perchè quando il suo papà va a calcetto la metto a letto io; perchè se i suoi genitori vanno in discoteca me la spupazzo io, tra un gioco, un cartone animato, una favola e una torta preparata insieme. Sbaglio? Faccio la cosa giusta? Non lo so. Io so solo che faccio quello che il cuore mi dice, faccio quello che penso possa far sorridere la mia nipotina, mio figlio e la sua ex ragazza, che potrei quasi chiamare “figlia”, dal momento che le voglio un bene immenso.
    E per tornare all’argomento più generale del tuo post, a me nessuno ha mai chiesto, prima, se fossi disposta ad occuparmi della bimba che era in arrivo. Ma vista l’età dei genitori, l’avevo messo in conto subito: sapevamo tutti che quella non sarebbe stata solo una nipotina per noi nonni. Mio marito lavora molto e i nonni materni anche, per cui è normale che la bambina stia tanto con me. Così mi ritrovo con un lavoro che, pur lasciandomi del tempo libero, è comunque da seguire, con qualche hobby che continuo a coltivare, con la nipotina da badare… e spesso sono di corsa e mi faccio in quattro per conciliare tutto. Non nego che qualche volta mi piacerebbe avere più tempo per me, ora che sono una cinquantenne con figli grandi, un lavoro che amo e la possibilità di dedicarmi a tante cose. Ma ammetto anche che avere una bimba spesso in giro per casa, occuparmi di lei a volte più come una mamma che come una nonna, mi fa stare bene, mi rende felice e – non lo nego – mi fa sentire anche meno vecchia, non mi fa pensare al tempo che passa. Continuo ad occuparmi di qualcuno come facevo tempo fa, corro come quando i miei bambini erano piccoli, mi ritrovo a giocare con la mia nipotina, a portarla al parco e a parlare con le mamme dei suoi amichetti (e alcune non hanno poi molti anni in meno di me)… Ed ecco quindi che c’è anche il rovescio della medaglia e occuparmi così tanto di Chiara non è solo un impegno, ma anche un piacere, una cosa che, più o meno consapevolmente, ho scelto di fare e continuo a portare avanti. Per adesso allora va bene così, non è detto che ci sia un solo modo per fare i nonni e i genitori, e forse l’importante è semplicemente che ci sia serenità nel fare le cose, che ci siano sorrisi, che ci sia la voglia di dare e ricevere affetto. E poi chissà, forse in futuro ci saranno altri nipotini (magari questa volta da mia figlia, 28 anni, la prima da cui mi sarei aspettata dei bambini… – ma si sa che la vita è del tutto imprevedibile! – ) ed io sarò una nonna-nonna e non più una nonna-mamma, una nonna che non lavora più, che vizia i nipotini e che per il resto se la spassa in giro per il mondo con la sua dolce metà.

    • Ciao Paola, sono contenta di “rivederti”! I tuoi commenti sono sempre belli e ricchi di umanità.
      Che i genitori giovanissimi siano un caso atipico, l’ho infatti scritto, accennando anche al ruolo peculiare dei nonni coinvolti. Poi si è anche posto il problema della separazione, peraltro da mettere in conto anche per coppie più mature! Per fortuna – in primo luogo della piccola Chiara- tutta la famiglia (tu, soprattutto) l’ avete bilanciata con un surplus di accoglienza e affetto. Per te l’impegno è gratificante, malgrado tutti gli altri, e lo porti avanti con gioia.
      Ne sono lieta e partecipe, né vorrei che i miei articoletti suonassero come un invito ad esseri “duri” per principio nei confronti dei papà e mamma ragazzi, ma neppure di quelli più adulti. E’ bene consentire loro un po’ di libertà! Anch’io sono felice della compagnia dei nipoti e spesso esorto i miei a una vacanza o serata fuori. Un po’ “ritemprati” stanno meglio anche con i figli.
      Le situazioni sono tante ed io mi tengo sulle generali… Confermo però, con tutti i possibili distinguo, la tesi di partenza: a ciascuno il suo ruolo.


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