Pubblicato da: virginialess | 30 gennaio 2011

Noi nonne/i: come essere benvoluti?

nonna paperaIl commento di Giulia gratifica molto  noi nonni. Ai suoi rende un bellissimo tributo di affetto, che tutti speriamo di ricevere (espresso,  sottinteso, almeno intuibile), quando li definisce pilastri e risorse inesauribili della sua giovane esistenza.

Le sue   parole mi hanno indotta a riflettere su quanto ho scritto finora e a correggere un po’ il tiro. MI sono infatti soffermata soprattutto sulle fatiche, sia pure dolci e appaganti, cui  siamo  (noi nonne in particolare)  chiamati nella cura dei nipoti e ben poco sulle doti che  dobbiamo possedere, e dimostrare, per essere benvoluti da loro.

Non c’è dubbio che, amandoli, desideriamo essere ricambiati. Con viva soddisfazione informiamo gli amici di quanto i bimbi gradiscano venire da noi, essere accompagnati in vacanza, giocare e fare i compiti con i cari nonni. Finché i nipoti  sono piccolini, le nostre attenzioni (e spesso la maggiore indulgenza che, giustamente, ci compete) ricevono una facile remunerazione.

Mi chiedo quali caratteristiche personali e atteggiamenti positivi ottengano però un effetto duraturo, traducendosi infine nel magnifico encomio della nipote ventenne. Deve certo trattarsi di una “cifra”, un insieme di elementi ben connessi, da cui il nostro discendente riesce a ricavare sicurezza, fiducia e – forse soprattutto-  il senso della continuità familiare.

Non ne posseggo una definizione esauriente e attendo fiduciosa il contributo della categoria!

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Responses

  1. Che belle le parole di Giulia! Di sicuro questi due nonni sono stati (e sono) eccezionali e credo proprio che possano essere orgogliosa della loro nipote ventenne che, in modo molto dolce, tratteggia la sua vita intrecciata a quella dei nonni, il loro tempo passato insieme, gli appuntamenti importanti a cui loro non sono mai mancati, la quotidianità vissuta con queste due figure che l’hanno sostenuta sempre.
    Giulia scrive che la cosa importante è esserci, ma io, da nonna, mi chiedo quale sia il modo giusto di esserci e mi dico anche che, come nessuno ci insegna a fare i genitori, non esiste nemmeno un corso per imparare a fare i nonni. Cerchiamo di fare del nostro meglio, questo è normale, ma il nostro meglio sarà la cosa giusta? Sarà quello che realmente serve ai nostri cuccioli? Però questo intervento positivo di Giulia mi conforta e spero che, quando avrà vent’anni, anche la mia nipotina possa essere contenta di come è cresciuta, del tempo che abbiamo passato insieme, di tutte le piccole grandi cose che abbiamo fatto.

  2. Una definizione esauriente dei nonni perfetti non credo esista, perchè ogni nonno e ogni nonna hanno le loro idee, hanno fatto determinate esperienze, hanno vissuto in un certo modo e inevitabilmente tutto questo li porta ad essere persone diverse l’una dall’altra e ciò si riflette anche nel loro essere nonni. Per quella che è stata la mia esperienza i miei nonni (soprattutto materni) hanno sempre saputo ESSERCI. Mentre i miei genitori lavoravano e inseguivano le loro carriere, i nonni erano lì, presenti, per le piccole cose di tutti i giorni, per portarmi a scuola la mattina, per venirmi a prendere il pomeriggio, per accompagnarmi a ginnastica artistica, a pallavolo, a inglese. C’erano la domenica pomeriggio per accompagnarmi al cinema, c’erano alle recite di Natale della scuola, c’erano ad aiutarmi nei compiti, a fare i biscotti tutti insieme, a passare le estati al mare… Ma c’erano anche quando ho iniziato a diventare più grande, quando cercavo il mio spazio nel mondo e loro sapevano farsi da parte, ma darmi una mano se ne avevo bisogno. C’erano per farmi fare pratica con la macchina quando dovevo prendere la patente, c’erano il giorno del mio diploma quando sono tornata a casa raggiante perchè finalmente era finita la maturità, c’erano quando ero preoccupata per l’inizio dell’università, c’erano quando ho superato il primo esame con un bel 30… Io per tutto questo sono infinitamente grata a loro, perchè noi giovani abbiamo sì voglia di prenderci i nostri spazi, ma a volte abbiamo anche bisogno di qualcuno che ci stia vicino in modo discreto, che sappia ascoltarci e tentare di capirci, che ci dica “bravo” quando facciamo qualcosa di giusto, quando otteniamo buoni risultati, e, perchè no, che ci riprenda senza esagerare se combiniamo qualche guaio. Con questo non voglio dire che rinnego le figure dei miei genitori, per carità. So che mi vogliono bene e io ne voglio a loro, ma nella vita, forse giustamente, non hanno mai messo da parte le rispettive carriere, e così spesso stanchi e stressati per il lavoro non avevano (e non hanno) la calma e il tempo necessari per affrontare serenamente determinate situazioni. I nonni invece, più rilassati e più pazienti, più esperti e più sereni, hanno la capacità di essere presenti senza essere invadenti, di rimproverare ma senza infervorarsi troppo, di lodare facendoci sentire davvero importanti, e di dedicarsi a noi senza riserve. Il loro esserci sempre fa sì che per me siano tanto tanto importanti e so di essere fortunata.


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