Pubblicato da: virginialess | 26 febbraio 2011

Mamme e papà dei nostri nipoti

Olivi, simbolo di pace!

Il blog è incentrato su noi nonne e i cari nipoti, per cui ho evitato di riferirmi al resto della famiglia se non per qualche fortuito collegamento. I TG di ieri, sovente  più simili alla  stampa che troviamo dal parrucchiere  (e talvolta sospetto che il bravo artigiano se la procuri per assecondare i -presunti – gusti delle clienti!) che ad organi d’informazione, hanno dedicato alcuni servizi alle separazioni coniugali.

Non è cosa nuova  che la responsabilità ricada anche sui genitori/suoceri, rei di grossolane ingerenze nella vita dei figlioli /generi/nuore. A quel che ho sentito ieri, più del 50% dei fallimenti coniugali sarebbe imputabile ai dissapori provocati dalla loro condotta: sciocca, indiscreta, fastidiosa, provocatoria, paternalistica, recriminatoria, insultante e via aggettivando. C’è di che riflettere ed eventualmente … emendarsi: non è mai troppo tardi, diceva un tempo proprio la TV.

Anni addietro mi era capitato di sentire attribuire una maggior percentuale di “colpa” alla mamma di lui, ma il pezzo di ieri non ne parlava: consideriamola dunque equamente ripartita. Per carità, nelle famiglie dei nostri cari nipoti tutto fila a meraviglia e così sia per sempre. Tuttavia qualche peccatuccio  veniale, venialissimo anzi, l’avremo certo commesso.

No? Sia pure a scopo preventivo, recitiamo a noi stesse ogni giorno un memorandum che suona più o meno così: “Mio genero/nuora e mio figlio/a sono il papà e la mamma dei miei nipoti amatissimi. Per contribuire alla loro felicità sono disposta a fare dei sacrifici, compreso  quello di contare sempre fino a cento prima di parlare!

La mia seconda figliola, sposata ormai da una dozzina d’anni, aveva per casa un decalogo semiserio sulle regole di comportamento per suocera e nuora. Se riesco a recuperarlo, lo copierò volentieri.

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Responses

  1. Rapportarsi con i figli non è mai cosa facile, nessuno ci ha insegnanto come essere genitori, cosa fare e cosa non fare, quali regole imporre, quali cose concedere, quali no. Così ci si fa “consigliare” dal cuore, dalla ragione, dai moti di affetto materno, dal buon senso, dalle debolezze, dalle esperienze che abbiamo vissuto, dagli errori dei nostri genitori che noi non vogliamo più ripetere e dai valori positivi che invece essi ci hanno lasciato in eredità e che noi tentiamo di tramandare a nostra volta alla prole. Tutto questo si complica quando i figli diventano a loro volta genitori: dobbiamo rivedere i nostri comportamenti in un’altra ottica? O dobbiamo continuare a fare i genitori come prima? Così penso sia facile commettere qualche errore, esserci troppo o troppo poco, dare giudizi che a volte non sono richiesti.
    Quanto al fatto che le interferenze pesanti di suoceri invadenti possano sfasciare un matrimonio, credo sia un’esagerazione. Molto dipende, secondo me, da come riescono ad affrontare la situazione i figli. Certo è che se i coniugi difendono a spada tratta i rispettivi genitori, senza riconoscerne i difetti e le mancanze, imputando invece ogni colpa al padre e alla madre dell’altro, allora sì che le cose possono degenerare. Ma se gli sposini sanno crearsi il loro spazio e far in modo che i genitori ne restino fuori – anche a costo di essere un po’ duri, tanto i genitori, essendo tali, finiranno col capire – allora i problemi diminuiscono notevolmente. Ovviamente sarebbe meglio non dover arrivare a questo, sarebbe meglio che suoceri e suocere capissero da soli fin dove possono spingersi, quali sono i loro spazi, quando possono intervenire e quando no. Ma per una civile convivenza sono necessari un sano spirito di adattamento, tanta pazienza e rispetto reciproco. Da nuora mi sono trovata spesso a fare i conti con una presenza a volte un po’ inogombrante da parte di mia suocera, con le sue frasi lasciate a metà che lasciavano trapelare giudizi un po’ taglienti (per esempio sul fatto che io lavorassi, che avessi hobby e interessi, che non fossi insomma solo una madre e una casalinga) e così, da suocera, cerco di non ripetere gli stessi errori, di non giudicare, di non parlare troppo, di non accusare, soprattutto perchè la vita mi ha insegnato che ogni situazione è a sé e solo chi la vive può sapere davvero cosa significhi. Da fuori è sempre tutto facile, tutto risolvibile, tutto scontato, ed è troppo semplice quanto superficiale dare giudizi o dire “Avresti dovuto fare questo”, “Perchè non hai fatto così”, “Se io fossi stata al tuo posto”. Poi, sicuramente, anche io starò seminando errori nel mio ruolo di suocera, in quello di madre e in quello di nonna, ma questo lo potranno dire mia nuora, i miei figli, mia nipote.


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