Pubblicato da: virginialess | 12 marzo 2011

Noi nonne e la cura dei nipoti: senza limiti? (2)

18720048-grandparents-and-grandchildren-enjoying-beach-holidayLa cura da prodigare ai nostri nipoti ha dei limiti? Me lo ero chiesta tempo fa riferendomi  al primo dei soggetti coinvolti, le nonne ap punto,  per consigliare una riflessione “oggettiva” sulle nostre capacità, forze e stile di vita. Andava poi considerato il coniuge/nonno, il resto della famiglia eccetera, prima di assumere impegni troppo coinvolgenti, anche per non deludere le aspettative dei figlioli. Molte maternità (e paternità) sono infatti realizzabili, qui in Italia, solo grazie alla “protezione” parentale. Situazione di grave ingiustizia, che inoltre rallenta la crescita economica e civile del nostro paese. Ma questo è un altro discorso.

Oggi tratto il te ma  dalla parte del nipotino, o almeno ci provo. Vorrei un po’ considerare  i risultati dell’assidua cura nonnesca. Non parlo della solita nonna indulgente che “vizia” il piccoli, sicché i genitori – pur sempre grati – si trovano a gestire un bambino poco avvezzo ad orari e norme che, se potessero occuparsene, non mancherebbero  d’imporre. Oggi ho avuto notizia della situazione esattamente opposta.

Una nonna porta a spasso il nipotino di un paio d’anni e tenta inutilmente di fargli mangiare una merendina. Dalla conversazione viene fuori che sua figlia, la quale molto di rado può occuparsi del bimbo, lo vizia in modo per lei inaccettabile quanto al cibo, al sonno ecc. Come nonna ha poca voce in capitolo e  però dissente energicamente:” I miei figli mangiavano quel che c’era, se avevano fame, altrimenti restavano a digiuno. Io non avevo mica tanta pazienza…” Però ora ritiene d’imporsela, o fo rse è sua figlia (magari afflitta dai sensi di colpa) a raccomandarla.

Oltre a condividere la frustrazione di questa nonna, mi chiedo  quali svantaggi presenti, per il piccolo, un contesto del genere. Non voglio drammatizzare (i bambini “riescono” al di là dei nostri de/meriti), ma  qualche problema c’è. E’ probabile che i capricci derivino non tanto dall’assenza della mamma, quanto  di una figura autorevole, visto che alla nonna è in certo senso impedito di esserlo. Lei poi, contraria al modello “lassista”, non riesce – io credo –   a nascondere del tutto il fastidio che gliene deriva e il nipotino ne è a suo modo consapevole…

Domande : la nonna non farebbe meglio a parlarne francamente con sua figlia? E costei, la mamma, non dovrebbe dirle: ” Sei molto cara ad occuparti di mio figlio: usa il buon senso con cui ti sei presa cura di me”?  Ma qui  entrano in ballo questioni differenti. Delicate: fiducia, autostima, pregressi vari. I genitori dovrebbero esaminare senza pregiudizio il proprio status filiale, forse imperfettamente “risolto”.

Se nell’intimo disapprovano i metodi con cui vennero educati, è contraddittorio affidare  i  figli proprio ai responsabili, pur inconsapevoli, delle loro frustrazioni. Peggio, tentando di “imporre”, con l’esempio e le raccomandazioni, il proprio modello di giusto accudimento. In questi casi suggerirei di evitare la cura costante dei nonni.  Anche se essi insistono nel proporsi!

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Responses

  1. Purtroppo questi problemi possono presentarsi spesso nella cura dei nipoti: è inevitabile che ci siano disaccordi su come educare un bambino tra la generazione dei nonni e quella dei figli, ma, come appunto dici tu, sarebbe necessario che ci fosse più chiarezza tra le due parti.
    A volte capita che i genitori non possano fare a meno di avvalersi dell’aiuto dei nonni ed in tal caso sarebbe bene che ci fossero intenti comuni, o comunque un accordo su come affrontare l’educazione dei piccoli. Va da sé che sarà quasi impossibile avere opinioni identiche su tutto, così come sarà normale che ci siano aspetti gestiti in un modo dai nonni e in un altro dai genitori. Ma per il bene dei bambini, io credo che ci dovrebbe essere la maggior collaborazione possibile tra i nonni e i genitori, per arrivare ad un compromesso che non crei troppi problemi ai nipotini, i quali, giustamente, potrebbero risentire negativamente dei disaccordi tra le persone che si occupano di loro.
    Per quanto riguarda la mia esperienza personale, fortunatamente, non ho mai avuto di questi problemi, nel senso che i genitori di Chiara non hanno mai criticato il modo in cui mi occupo di lei, nè tantomeno io mi sono mai permessa di mettere bocca nelle decisioni che prendono loro per quanto riguarda l’educazione della piccola. Anzi mi sono ritrovata più di una volta di fronte al papà e alla mamma di Chiara che mi chiedevano consigli su come affrontare determinate situazioni, o che addirittura demandavano a me certe decisioni. Ma so bene che la mia è una situazione anomala, dato che a volte sono più mamma che nonna.


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