Pubblicato da: virginialess | 25 marzo 2011

Nonni e legislazione

Nipoti di ieri…

…e di oggi

Questo articolo  – sito dell’ AMI (associazione matrimonialisti italiani)- quantifica l’impegno di noi nonni e  chiarisce  alcuni aspetti del nostro status giuridico. Non tutti noti…

“In Italia dal 1995 si è registrato un fenomeno particolarmente significativo: un elevato numero di bambini (0-13 anni) è stato sistematicamente affidato, per gran parte della giornata e nei fine settimana, ai nonni. Si calcola che circa 4 milioni di bambini (pari a circa il 64% della popolazione minorile) vivano gran parte della propria infanzia con i nonni sitter. Il fenomeno dimostra il ruolo sociale imprescindibile svolto dai nonni nel nostro Paese. Fenomeno ed incidenza dello stesso non trovano eguali in Europa. Si può quindi affermare che la spina dorsale della società italiana è caratterizzata dalle persone della terza età che provvedono ad assistere i nipoti ed in moltissimi casi anche i figli quarantenni quando questi ultimi non dispongono di adeguati mezzi di sostentamento o fanno ritorno presso i genitori in caso di separazione. E fin qui nulla che in fondo non si sapesse. Giova solo il richiamo alle ben note carenze del nostro paese in tema di assistenza all’infanzia, rispetto alle quali noi nonne/i faremmo meglio a protestare, oltre che sopperire Quel che segue credo sia meno noto: I nonni italiani (…) osservano soltanto doveri morali e giuridici atteso che il 5% di essi provvede direttamente al mantenimento dei nipoti (allorché non vi provvedano i genitori) così come sancito dall’art. 148 del Codice Civile. Aumentano, pertanto, i casi di nonni trascinati in giudizio affinché vengano costretti a ‘mantenere’ i nipoti. Che ci fosse un  obbligo di legge forse non tutti i nonni lo sanno. Per giunta, la tutela è a senso unico, in quanto… “A questi citati doveri non corrispondono, invece, altrettanti diritti: il Legislatore non ha infatti attribuito ai nonni il diritto autonomo di chiedere al Giudice di vedere e stare con i nipoti allorquando vi sia il rifiuto ingiustificato dei genitori”.   Situazione che si verifica con una certa frequenza. Infatti:  “Capita molto spesso che in caso di separazione (in media 80.000 ogni anno) o divorzio (in media 50.000 all’anno)  i primi a pagare siano proprio i nonni ai quali, per vendetta o ripicca, viene improvvisamente impedito di mantenere vivi i rapporti con i nipotini; gli stessi che, magari, fino a qualche tempo prima avevano contribuito a crescere ed educare”. Il numero dei nonni che protestano  per l’estromissione ammonterebbe a 16.000 l’anno; non pochi quindi quei generi e nuore che coinvolgono i genitori del coniuge nelle  sciagurate ostilità dell’unione fallita.                                      E cito la conclusione: A parere dell’AMI andrebbe contemplata dal Legislatore una norma che contempli il diritto soggettivo pieno dei nonni di poter sempre e comunque mantenere rapporti con i nipoti indipendentemente dalle volontà dei genitori di questi ultimi. Tutto ciò al fine di evitare odiose vendette nei confronti di anziani, attualmente indifesi, ai quali la legge e la società attribuiscono soltanto doveri ed oneri di ogni sorta. E’ scientificamente  dimostrato quanto il ruolo affettivo ed educativo dei nonni sia assolutamente complementare a quello dei genitori, ragion per cui l’improvvisa interruzione  dei rapporti consolidati tra i nonni ed i nipoti non può che aggiungere ulteriori danni a quelli già prodotti dalla spaccatura del matrimonio”. Insomma, un riconoscimento anche giuridico dei nostri diritti sarebbe doveroso oltre che saggio. Forse varrebbe  la pena di interessarsene come categoria, invece di attendere la buona voglia del legislatore…


Avendo un po’ approfondito la ricerca torno sul post dopo un paio di settimane per citare un articolo dell’
avv.Girolamo Aliberti, il quale conferma il deficit normativo di cui sopra, ma aggiunge che 
” in molti casi, le richieste dei nonni sono state accolte sulla base del fatto che al fine di conseguire l’obiettiva tutela dell’interesse del minore è importante mantenere un rapporto relazionale ed affettivo tra nonno e nipote, e i genitori non possono, senza valide ragioni, interrompere tale relazione (Cass. 364/96, Cass.9606/98, Cass. 14345/003, C. App. Lecce 10/02, Trib. Min. Roma 28/02/2001, Trib. Min. Messina 28/02/2001, Trib. Min. Napoli 10/12/2001). Quindi, prima della L.54/2006 pur non esistendo una norma che riconosceva e tutelava il diritto di visita dei nonni, si sosteneva tuttavia che mantenere un rapporto con i nonni costituisse un interesse del minore quando tale rapporto contribuisse a dargli una crescita equilibrata. Veniva, dunque, riconosciuto un diritto ai nipoti ad intrattenere relazioni stabili, durature e significative con i propri nonni, e non viceversa.                                                                                                                      Con la L.54/06 la figura dei nonni ha acquistato maggiore importanza. Il nuovo art. 155c.c. stabilisce, infatti, che “anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi […]e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale” .

In sintesi il diritto dei nonni rimane fuori dalla normativa, ma si accentua quello dei nipoti nei loro confronti.



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