Pubblicato da: virginialess | 28 aprile 2011

In vacanza con i nipoti 2

  Il commento di  Fiorella sulla “cura dei nipoti”  mi fa sentire  triste per lei:  quest’estate la tanto gradita compagnia  del nipotino le verrà a mancare perché i genitori, separati,  preferiscono affidarlo all’asilo estivo. E’ una nonna paterna e invidia “un pizzico”  Paola che, in  situazione analoga, non soffre la stessa privazione.  Qualche frase consolatoria mi sembra inutile;  provo a fare la mia parte allargando un po’ il tema  dell’ultimo articolo.

Dunque  per un paio di stagioni questa nonna ha con gioia “portato” al mare il nipotino, il quale la preferisce a quella materna. E non perché sia più indulgente: “credo per la sicurezza che riesco ad infondere nella sua giovanissima mente e per il mondo fantastico che gli creo intorno e attraverso il quale si risolvono le paure e i timori.”  E spiega che l’ ex nuora ha sempre avvertito in proposito un “moto di stizza” ,  infine tradotto – sembrerebbe – nella scelta che l’ addolora e  deprime.

Il web abbonda -molto più di quanto mi aspettassi – di notizie avvilenti su argomenti di questo genere; ne ho già ripresi alcuni. Si va da nonni che intraprendono azioni legali (e le perdono) onde frequentare i nipoti, a quelli che invece le subiscono in quanto debbono in alcuni casi mantenerli. Quando poi intervengono separazioni e divorzi con molta frequenza il coniuge ” vincente” si vendica ( se gli riesce ) sulla famiglia dell’altro privandola della compagnia dei bambini, tant’è che la giurisprudenza interviene  a tutelare il diritto dei nipoti a mantenere i rapporti con tutti i nonni.

Si sprecano, poi, le nuore- persino future, cioè ancora fidanzate – fortemente mal disposte nei confronti della mamma di lui, critiche di ogni aspetto del suo comportamento, gusto, discorso, gestione della casa e finanche  qualità dei cibi. Il che mi sembra oltretutto paradossale dovendosene per logica ricavare che l’uomo amato riesce a esser tale malgrado, in contrasto, ad onta di una genitrice siffatta.  Una ragazza chiudeva trionfalmente il suo  velenoso post dichiarando lieta che  il suo compagno  ( figlio della vituperata)  condivideva in pieno! Direi che a Fiorella è andata meglio e la nuora, malgrado qualche critica, ha mantenuto i rapporti affidandole  più  volte il piccino.

A questo punto vestirò  per l’occasione – me ne scuso in anticipo  – i panni dell’avvocato del diavolo, figura “avversa” nelle cause di canonizzazione, che proprio papa Woytjla, prossimo beato, ritenne non più necessaria. Qui val la pena di riesumarla: in famiglia, più che altrove, imbattersi in versioni opposte del caso in discussione è sovente la norma. Espongo dunque, ovviamente in astratto,  le possibili argomentazioni di segno contrario.

Gli esperti dell’infanzia sconsigliano l’affidamento continuo ai nonni,  propagandando  viceversa la compagnia dei coetanei, specie per i figli unici. Ora che il bimbo ha quattro anni, la scelta dell’asilo estivo  mi sembra opportuna e infatti anche il papà la condivide. I miei nipoti hanno tratto vantaggio da questa esperienza, mentre noi nonni (paterni e materni)  li abbiamo frequentati in altre occasioni.  Immagino che anche Fiorella potrà farlo.

I genitori poi  -non dimentichiamolo – costituiscono pur sempre la “fonte” legittima  delle scelte educative  (anche “personalizzate”, cioè differenti da quelle di provenienza)  e  qualora  la nonna avesse  adottato criteri  che essi ritengono errati, potrebbero a buon  diritto ridurre  i tempi della sua presenza accanto al bimbo .  A tal proposito non tutto mi è chiaro.  Spero che Fiorella risponda: qual’è il senso della frase sul mondo fantastico in grado di risolvere paure e timori? Il piccolo ha problemi particolari? Le ” fantasie” che gli giovano suscitano le critiche dei familiari? E lei, Fiorella, commette forse l’errore di “menar vanto” della preferenza che il nipote le accorda?

Per noi nonne c’è infine un precetto di grande buon senso che compare un po’ ovunque, espresso in termini dotti come in parole povere. Ottima cosa essere disponibili, affettuose, soccorrevoli… Ma evitiamo assolutamente di considerare la vita dei figli (e dei loro figli) come il completamento della nostra. Ognuno ha la sua. Se non coltiviamo degli interessi, anche molto semplici, manteniamo delle relazioni sociali, prendiamo impegni da cui trarre qualche modesta gratificazione, c’è il rischio  –  cresciuti i bambini – di trovarci davanti un vuoto deprimente e pericoloso.

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Responses

  1. bravi ragazzi continuate a farvi sempre srntire

  2. io non sono un papà però vorrei comunque esprimere il mio pensiero. sono legatissimo alla figura delle mie due nonne, soprattutto a quella paterna. mi hanno insegnato molto entrambe, fin da piccolo; devo moltissimo a loro ed anche ora che non ci sono più i loro insegnamenti, la loro allegria ed il loro affetto mi aiutano spesso.

    non porterei mai via un bimbo dai suoi affetti, i nonni sono importantissimi nella vita di un bambino…

    sta moda proprio non la concepisco.

    Marco.


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