Pubblicato da: virginialess | 5 maggio 2011

Quesiti che fanno pensare …

Quanti problemi!

Trovo  interessanti alcune  espressioni inserite nel motore di ricerca – ne ho già scritto – perché  pongono quesiti inediti o rivelano criticità particolari. Ho annotato quelle che nell’ultimo mese mi hanno più  colpita, anche per il disagio sottinteso, e provo a formulare qualche (goffa) risposta.

Ecco un’esclamazione che avrebbe ben figurato nell’ articolo sui generi. ” Allontanare la suocera da mio figlio!”  Nel considerare la loro situazione non ho ipotizzato questa mamma,  angosciata dalla sorte del figliolo in balia di quella di lei.  Che tipo sarà la nuora? Le consiglio di parlargliene, pacatamente: forse è  a sua volta afflitta dall’invadenza materna e una coalizione a tre ( loro due più il figlio-marito) potrà avere ragione dell’ingombrante signora. Se invece la figlia appoggia e condivide, ho qualche dubbio sulla solidità di questa unione, giocata sulle opposte barricate. Leggo proprio ora, fresco fresco : “Quando il genero è arrogante nei confronti della suocera”. Malissimo, si capisce. E ricomincio a farmi domande…

“Nonna fa fare tutto quello che vuole nipote e l’altra nonna è più severa” e ” I nipoti preferiscono i nonni ai genitori” Ne abbiamo parlato parecchio: riassumo. Ai nonni è consentita una maggiore indulgenza. E’ anche normale che, avendo ciascuno il suo carattere, formazione eccetera, i  loro comportamenti si differenzino, ma un minimo di omogeneità dev’essere assicurata, anche per non sconcertare il bambino. Se una nonna gli consente di saltare sui divani  urlando  e l’altra lo costringe a star dritto e zitto sulla seggiola… E’ bene che intervengano i genitori, con il debito tatto, illustrando ai nonni le regole di condotta cui attenersi. Quanto alla seconda situazione, sta al buon senso dei nonni “valorizzare” sempre i genitori, evitando la tentazione (vanesia e negativa) di contrapporre la propria figura alla loro, con l’effetto di minarne l’autorità. Molto efficaci sul tema i commenti di Paola, di cui consiglio la lettura.

“Una nuora deve occuparsi del suocero?”  Il blog non entra nel merito, anche se il suocero è pur sempre un nonno… Ci provo, premessa la genericità del verbo, che interpreto come un accudimento  in condizioni standard. La legislazione dice poco, mi sembra. C’è l’art.433 c.c. sugli alimenti, che elenca, oltre ai parenti, gli “affini” (tale è il suocero) cui sono dovuti, se privi di mezzi. Non credo si tratti di ciò.  Chi si sposa dovrebbe però ben riflettere sul notissimo 143, che tra l’altro recita:   (…) Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco (.)  all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia. Penso che  se ne ricavi, in sostanza, anche una qualche ” cura” del nonno, se ce n’è, appunto, bisogno. Fondamentale  l’atteggiamento del marito, figlio dell’anziano…

Cito solo di passaggio questi  titoli, rinviando alla lettura di ” Nonni e legislazione” che ne tratta: “Legge che obbliga le nuore a far vedere i figli ai suoceri”; “Nuora non fa vedere nipote a nonna paterna”. Mi soffermo invece su un altro, che pone una questione delicata : “Contrasti figlia mamma nascita nipotino”. Naturalmente non è dato conoscere la materia del contendere,  preoccupante comunque. Si tratta proprio del momento in cui ogni divergenza andrebbe accantonata, nel superiore interesse della futura mamma e del neonato. I nonni ideali, lo ripeto, sanno essere presenti e soccorrevoli al momento del bisogno, senza contropartite…

Chiedo dunque a questa futura nonna di riandare con memoria affettuosa alla sua maternità, di comprendere quanto bisogno di  serenità solidale abbia ora la sua figliola e di esserle vicina in ogni modo. Anche se, a proposito dei lamentati contrasti, tutte le “ragioni” fossero dalla sua parte e i “torti” dall’altra!

Advertisements

Responses

  1. Magari potessi! Purtroppo i miei studi di diritto sono stati troppo superficiali per poter fornire consulenze. Tutto quello che posso offrire è un po’ di buona volontà.
    Ciao!
    chicca

    • Peccato! Sulla normativa sono sempre cauta e “relata refero”; se ti capita di notare qualche imprecisione, segnalala.
      Mi farai un piacere

  2. L’articolo di legge corretto è quello riportato qui sotto…il 143 si riferisce alla “nuova famiglia” che si forma al momento del matrimonio.

    Dispositivo dell’art. 433 Codice Civile

    All’obbligo di prestare gli alimenti (1) sono tenuti, nell’ordine (2):
    1) il coniuge [51, 156] (3);
    2) i figli legittimi [231] o legittimati [280 ss.] o naturali [250 ss.; 269 ss.] o adottivi [291 ss.], e, in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali (4);
    3) i genitori [279] e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimo, anche naturali; gli adottanti (5);
    4) i generi e le nuore [434];
    5) il suocero e la suocera (6);
    6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali [439] (7).

    Note

    (1) Gli alimenti legali sono prestazioni di assistenza materiale dovute per legge alla persona che si trova in stato di bisogno economico (così Bianca). Essi trovano la loro fonte, anche costituzionale, nel dovere di solidarietà (art. 2 Cost.).
    Il diritto che ne consegue è un diritto personalissimo, intrasmissibile, irrinunciabile ed imprescrittibile (secondo il dettato dell’art. 2934 del c.c., co. II), inalienabile ed impignorabile; viene qualificato come obbligazione di durata.

    (2) Deve precisarsi come l’obbligo gravi in primis in capo al donatario (art. 437 del c.c., art. 769 del c.c.), ed anche – nel solo caso di adozione di persone maggiori d’età – in capo all’adottante ex art. 436 del c.c..
    L’elencazione tassativa non vige imperativamente per l’alimentando, il quale potrà ben rivolgersi a chi – tra gli obbligati – gli offra maggiori garanzie di adempimento.

    (3) L’obbligo alimentare perdura finché vi è il matrimonio (quindi anche in caso di separazione); in caso di divorzio esso viene a cessare, ma potrà essere sostituito dall’assegno divorzile.

    (4) Sono inclusi tutti gli adottivi: tanto gli adottati dopo la maggiore età, quanto i minori adottati in casi particolari.

    (5) L’obbligo alimentare dei genitori è sussidiario, almeno temporalmente e limitatamente all’ampiezza degli effetti, rispetto all’obbligo di mantenimento (che sussisterà finchè i figli non siano in grado di provvedere a se stessi, soddisfacendo ogni esigenza di vita, mentre gli alimenti dipendono dal bisogno e sono finalizzati al soddisfacimento di esigenze più elementari).

    (6) L’affinità deriva solo da matrimonio e non da adozione.

    (7) Stante la totale equiparazione tra fratelli (di cui alla legge n. 219 del 10 dicembre 2012), sono inclusi i f. naturali, oltre ai legittimi, e quelli il cui rapporto derivi da adozione piena (cd. legittimante).

    • Ti ringrazio per la segnalazione, chicca! Infatti mi riferivo a “chi si sposa”…non avendo individuato, suppongo, altri articoli acconci.

      Questo post è infatti vecchiotto, ma tuttora mi vengono ogni tanto rivolte domande su diritti e doveri in ambito familiare; rispondo di norma indirizzando i lettori su siti più adatti, in particolare l’AMI.
      Un gentile consulente legale sarebbe molto gradito a “Noi nonne”.
      Posso bisogno interpellarti al bisogno? Un caro saluto.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: