Pubblicato da: virginialess | 15 maggio 2011

Bambini maleducati

  Il titolo non riguarda, si spera, i nostri cari nipoti… Ma è un dato di fatto,      purtroppo, che i piccoli italiani educatissimi  mediamente non siano;  all’estero – l’ho constatato più volte – gli addetti al turismo li temono come un flagello biblico. Dal forum “Cercounbimbo” : mentre aspettiamo le consumazioni il bimbo, 4 anni, salta sul tavolino, spicca un salto e atterra sul tavolo accanto, punta una signora anziana, la colpisce in fronte con la pistola a ventose, ruba la teiera e torna da noi…”   Le scene cui ho assistito  non si spingevano a questi livelli, ma l’arrivo della coppia con figlioletti in un ristorante già popolato di piccoli francesi o tedeschi (tranquilli e inosservati )  provocava quasi sempre trambusto e fastidio. Le giustificazioni canoniche ( “debbono crescere”, “non bisogna soffocarli” , “liberi=creativi” ecc.) le rispedisco fin d’ora ai mittenti; non direi  proprio che i conculcati fanciulli stranieri vengano su peggio dei nostri.

Anche in patria la condotta infantile lascia a desiderare. Siamo nel condominio  di un  quotato quartiere cittadino:

-ragazzini che giocano a pallone e non si fermano nemmeno se qualcuno passa a piedi…
– ragazzini che, finita la merenda o finito di bere, lasciano bicchierini, bottigliette e sacchettini sulle panchine o per terra
– ragazzini (anche grandicelli) che utilizzano il  portone di vetro come “porta” per giocare a calcio…
– ragazzini che si piazzano sotto le finestre della camera da letto a giocare e urlare, a far rimbalzare il pallone fino a
oltre mezzanotte(a volte anche con la partecipazione degli adulti) quando il regolamento di condominio sancisce che è proibito fare chiasso oltre le 22 di sera
– bambini sui 6 anni che, col sedere bello a riposo sulle macchinine elettriche, scorrazzano dalle 4 del pomeriggio alle 23 di sera come se stessero facendo le gare, avanti e indietro….vi assicuro che il rumore è infernale sia dall’appartamento che dalla corte dove, se gli adulti vogliono parlare, devono urlare perché altrimenti non ci si sente….
– ragazzini con gli scooter, che non abitano neppure nel  palazzo, che arrivano in gruppo e fanno i giri della corte quando tale corte è rigorosamente area pedonale.

La principale e ovvia domanda riguarda i genitori: perché  consentono tali comportamenti? Non volendo predicare di mio, riporto qualche parere autorevole. Il primo brano è di Giovanni Bollea, celebre neuropsichiatra infantile appena scomparso ( “ I no che aiutano a crescere”);    il secondo di Paolo Crepet, spesso presente in Tv  (“Sfamiglia”)

“Eppure le piccole frustrazioni motivate fanno parte della vita, aiutano a riconoscere i confini tra l’io e il mondo, permettono di imparare a controllare gli impulsi, a dominare l’ansia che nasce dall’attesa, a sopportare le avversità. Ciò che questo libro si propone è fornire le indicazioni utili a decifrare come, quando e perché è importante dire di no. Per ogni età esistono infatti degli snodi particolarmente importanti, il cui superamento avvia un cambiamento positivo nello sviluppo della personalità, il cui mancato riconoscimento può al contrario innescare dinamiche onnipotenti e autocentrate. Un no detto al momento giusto può quindi essere il punto di partenza per una crescita equilibrata e felice.”

“I genitori sembrano arrendersi, concedere tutto ai figli per paura di sentirsi rifiutati o solo per senso di colpa.(…)  Perché educare significa «accompagnare», voler rischiare di credere nell’altro, avere coraggio: proprio come amare.”  E in un’intervista Crepet ha dichiarato:«Nella vita di una persona è essenziale il desiderio. Non c’è vita, senza desiderio. Invece noi ai figli lo togliamo. Per non rischiare, non poniamo limiti. E se poi, per un rifiuto, per un no, ci si sente in colpa, non si è autorevoli.>

La parola chiave della cura verso i figli (amore) rischia dunque di tradursi in un colpevole autoinganno se non è sorretta da altre fondamentali: coraggio, autorevolezza, equilibrio,  limite, controllo … E qualora noi nonne fossimo davvero convinte che qualche errore importante viene commesso nell’educazione dei nipoti? L’intervento “a gamba tesa” è comunque escluso; consentito (e doveroso, penso) qualche sommesso e prudente consiglio.



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Responses

  1. Purtroppo di situazione critiche nel comportamento dei bambini e dei ragazzi ce ne sono tante. Ne vedo a scuola, in qualità di insegnante, dove adolescenti e genitori sembrano spalleggiarsi a vicenda, e gli adulti non si rendono conto che sarebbe bene collaborare con gli insegnanti per indirizzare i ragazzi verso comportamenti più corretti. E ne vedo in giro, al parco, per strada, nei negozi, al ristorante.
    Mi rendo conto – ora che ho una nipotina di quattro anni e mi sono quindi trovata nuovamente catapultata nel mondo dei bambini – che non sempre è facile gestire richieste e capricci, ed è semplice da fuori dire “Si dovrebbe fare così”, “Perchè non hai agito così”, ecc… Ma c’è comunque un limite a tutto e un conto è qualche capriccio o pianto, tutt’altra cosa è lasciare un bambino completamente senza freni. Non è certo perchè gliele diamo tutte vinte che nostro figlio o nostro nipote ci amerà di più.


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