Pubblicato da: virginialess | 21 maggio 2011

Educazione etica 2

Torno desolata all’argomento per  via dei molti articoli dedicati al comportamento sessuale di ragazzi appena adolescenti. Sono comparsi su diversi giornali e ne “L’espresso” n.19 ce n’è uno allucinante di Sabrina Minardi –  da me citata per l’educazione cinese  – intitolato “Piccole escort”. Vi si riassume un libro appena pubblicato “ Facciamolo a skuola…” di Marida Lombardo Pijola, la giornalista che ha lanciato l’allarme.

Non dubito che le disdicevoli situazioni descritte (e abbastanza documentate ) riguardino la minoranza, ma provocano sgomento, ansia e paura. Si parla  di fanciulle dodicenni dedite alla promiscuità, alla facile vendita di favori in cambio di ricariche telefoniche e piccole somme, use a esibirsi per divertimento in rete e sui cellulari. I maschietti non sono da meno, aggiungendo all’immoralità prepotenza e ricatti, talvolta  stupri di gruppo. E di norma i coetanei che non condividono e riescono a sottrarsi all’andazzo, stanno zitti per imbarazzo e timore.

Quel che colpisce, in questo disgustoso scimmiottamento del peggior mondo adulto, popolato di <utilizzatori e “talent scout”: sfruttatori, cioè coetanei (…) che compilano liste delle ragazzine disponibili e organizzano gli incontri nelle scuole> è proprio l’incapacità di giudizio etico. I ragazzi in questione   non sembrano in grado di formarselo e infatti non si vergognano, perché non percepiscono l’oscenità dei loro comportamenti… Non ne parlano tra loro né con gli adulti e spesso “fanno sesso perché è un modo di distinguersi, per provare emozioni, e perché ciò che il gruppo ordina è legge”.

Insomma, almeno una parte di questa generazione manca di punti di riferimento, non possiede una mappa di valori cui attenersi e vaga sperduta in un arido deserto emotivo. In estrema sintesi, il “deficit” etico è molto grave. Corre l’obbligo, si capisce, d’interrogarsi un po’ sulle cause e i possibili rimedi. Ho insegnato filosofia per tanti anni e ben volentieri aprirei un discorso sui fondamenti etici della moralità individuale… Mi limiterò a un paio di considerazioni molto semplici.

L’etica su cui dovremmo basare la nostra condotta può avere un’origine religiosa oppure laica. Inutile dire che tutte le grandi religioni  predicano una virtuosa gestione della persona e  che i laici seri tengono in gran conto il precetto kantiano di considerare l’umanità propria e altrui sempre “come fine e mai come mezzo”: i ragazzi di cui parliamo fanno esattamente il contrario, non attingendo né all’una né all’altra fonte. Difetta, appunto, la coscienza morale. Perché mai? Sotto accusa sono, naturalmente, i genitori.

Il loro comportamento sciocco e distratto risalirebbe all’influsso degli anni Ottanta, “ anni di benessere che esaltavano uno stile di vita edonistico e in cui la televisione ha preso il sopravvento” scrive la sociologa Francesca Zajczyk. Alcuni di quei genitori “hanno costruito l’esistenza coltivando in fondo (…) la speranza di quel tipo di successo: mediatico, materiale”. E “la politica  ha consentito (mettendoci di suo!, aggiungo) che queste idee penetrassero così rapidamente”. La classica versione per cui le colpe dei padri…

Il giornalista Michele Serra non è d’accordo. “ A ogni colpa grave o veniale di un minore corrisponde (…) un coro di mea culpa degli adulti così assordante  da impedire al colpevole una solitaria, salutare analisi dell’accaduto”. E prosegue osservando come i genitori delle precedenti generazioni,” spesso non così presenti e solleciti e dialoganti” perché occupati in faticosi lavori, pretendessero dai figli – in cambio di mantenimento e istruzione- il rispetto di alcuni doveri: “studiare, non infrangere troppo le regole, non dare scandalo” Il rapporto con i genitori era più “ gerarchico e separato”, ma sviluppava nei figli la precoce consapevolezza delle responsabilità individuali. Che ora, invece, si tende a procrastinare, e di molto…

Quale il ruolo di noi nonne in proposito? Anzitutto avere  idee chiare sull’argomento, quali che siano quelle altrui, e… predicarle, sì proprio: con tranquilla insistenza. La tesi che un adolescente possa e debba essere considerato l’autore delle proprie scelte è secondo me giustissima. Dichiariamo con forza, quando se ne presenta l’occasione, che certi comportamenti  sono immorali  e vanno stigmatizzati, quand’anche li adottino persone a noi vicine. L’uso strumentale del corpo implica il disprezzo di sé, disumanizza, corrompe mente e cuore. Che sia diffuso e incoraggiato è segno di un degrado morale cui non dobbiamo arrenderci. Ripetiamolo ai nostri nipoti.

Del problematico rapporto che tanti adolescenti d’oggi hanno con il corpo, vissuto come “altro da sé” , si parlerà in un interessante convegno a Pistoia dal 27 al 29 maggio. Per chi fosse in zona… Questo è il link: http://www.dialoghisulluomo.it/

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