Pubblicato da: virginialess | 2 settembre 2011

La scuola dei nipoti: gli asili nido

Le vacanze sono finite  per tutte  o quasi e l’apertura delle scuole si avvicina. Ormai in pensione ho continuato a interessarmene  per abitudine consolidata e in relazione ai nipoti. Quest’anno la gradita “responsabilità” del blog mi suggerisce un approccio più metodico e vorrei dire qualcosa per ogni fascia d’età. In famiglia mancano ormai i bimbi piccoli; le note sugli asili nido e la materna le ricavo soprattutto dal web e faccio conto sui commenti delle nonne coinvolte.

Le ragioni che inducono/convincono tante nonne a prendersi cura dei nipotini neonati risaltano nette e incontrovertibili se solo si dà un’occhiata alle cifre. Né fa meraviglia il decremento delle nascite. Penso che tante   coppie senza figli dovrebbero avere un po’ più coraggio , ma è comprensibile che, se  non possono contare sull’assistenza delle famiglie, tendano a rimandare sine die la nascita che pure desiderano.

“Con un costo medio di 15 mila euro annui a bambino l’asilo nido italiano si posiziona in cima alla classifica europea dei più costosi, sebbene ci siano differenze enormi tra comune e comune. Di massima comunque si può dire che ci siano lungo tutto lo Stivale pochi posti e a peso d’oro” trovo in “liquida magazine”, dati del 2009. Ci sono, manco a dirlo, più possibilità di trovarne nelle regioni del nord che del sud  e sono pochissimi i comuni virtuosi che riescono a soddisfare l’intera richiesta.  Ma anche in Lombardia: “Tra caro rette e liste di attesa: il 23% dei bimbi non riesce ad accedervi. Lecco la più cara (572 € al mese), a Udine l’incremento record (+23% rispetto al 2006/07)” Cifre superiori a quelle che ho trovato per altre regioni: sui 400€.

Non va meglio a Rimini, dove : “La soluzione per il problema della mancanza di posti negli asili a Rimini passa, secondo il consigliere regionale del Pdl Marco Lombardi, necessariamente dai servizi offerti dai privati. “Il Comune non riesce a far fronte alle richieste delle famiglie e la provincia di Rimini e’ penultima in regione per le risposte a questo servizio lasciando fuori 865 bambini – scrive in una nota – e il costo medio annuale a bambino in una struttura pubblica e’ di 8.855 euro. Quindi se si volesse da un giorno all’altro dare risposte a tutte le richieste inevase occorrerebbe un investimento di denaro pubblico di oltre 7,6 milioni di euro”. (Il resto del carlino). Ragion per cui meglio dare un contributo ai privati (sui 3 milioni) e lasciare che le famiglie si accollino la maggior spesa.

I quali privati, almeno a sentir loro, non sarebbero in grado di erogare il servizio  senza il sostegno pubblico. Se le cifre sono corrette, la situazione è questa:   “Da qualche settimana sto raccogliendo informazioni per aprire un micronido in Lombardia: max 10 bambini (forse 12, devo ancora capire bene la faccenda del 20% in più in deroga rispetto alla norma), formalità abbastanza limitate, tempi di apertura discretamente rapidi.
Un solo problema, visto dal punto di vista dell’imprenditore che avvia un’attività di questo genere: ma se posso tenere 10 bambini a, diciamo, una retta massima di mercato di 750 – 800 euro(che è tantissimo!!!) per il tempo pieno di 10 -11 ore di copertura del servizio, incassando un max di 88 mila euro (su 11 mesi di apertura) e se devo pagare 3 dipendenti, 2 educatrici e una terza che faccia cucina e pulizie, con l’affitto mi vanno via grosso modo 85 mila euro l’anno (ovviamente i dipendenti non si possono far lavorare 11 ore al giorno, c’è l’obbligo della compresenza per tutto l’orario, i contributi e le imposte vanno pagati, se un dipendente prende 1.100 euro netti al mese per 13 più il TFR ne costa 2100 al mese all’azienda).
E non ho ancora pagato bollette, cibo, pannolini, arredato i locali, tinteggiato…. per non parlare del lavoro non retribuito di chi il nido lo amministra.
Ma se voglio fare le cose in regola, rispettare i contratti nazionali di lavoro, far lavorare le persone senza spremere straordinari non riconosciuti o contratti a progetto farlocchi…. non ci sto nei costi!!!!!!!!!
(2009, dal blog di Liquida)

E non so quante famigliole siano in grado di sborsare una retta del genere. Con quella somma si riesce a procurarsi, almeno nella mia zona, qualche aiuto  abbastanza qualificato, come una neo-diplomata amante dei bambini. Ecco rendersi quasi  inevitabile, anche a non tener conto della maggior serenità dei genitori, la presenza almeno parziale delle nonne, se libere dal lavoro…

Non è infatti neppure scontato che – potendo permetterselo- l’iscrizione del piccolo al nido privato, risolva ogni problema : “L’asilo è aperto dalle 8 del mattino, fino alle… indovinate un po’. Tu mamma che lavori, fino a che ora immagini che possa rimanere aperto? Un servizio ben retribuito, ben 620 euro al mese, nato e creato per incontrare le esigenze delle donne, famiglie che lavorano. Donne e famiglie che magari hanno i parenti lontani che non possono donare il loro aiuto. Semplice fino alle 17, ovvio. E io come faccio? Con le ore di allattamento esco alle 16, ma da dicembre in avanti? Esco alle 18. (Bravi bimbi) ”

In conclusione, come ho già scritto altrove, la cura del nipote neonato sembra anche a me, sfavorevole a che i nonni surroghino i genitori, l’unica occasione in cui – essendone  effettivamente in grado – è doveroso farsi avanti. Insieme a tutti quelli che, in famiglia, possono dedicare un po’ di tempo e lavoro al nuovo arrivato. Messe da parte le aride cifre, la gratificazione affettiva ci ricompenserà ad abundantiam!

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