Pubblicato da: virginialess | 1 novembre 2011

Nipoti stressati

Partita di football americano.

“I vincitori non si arrendono mai” recita la didascalia.

Non accade, ci auguriamo, ai nostri nipoti…

Da tempo si discute tra gli esperti dello stress eccessivo che pesa sui bambini. “…condannati al successo” li definisce il neuropsichiatra Boris Cyrulnik nel saggio La vergogna. Gravati di troppe aspettative, non possono permettersi di fallire: a scuola, nello sport, nelle amicizie. Persino musica, teatro e giochi vari inducono l’ansia da prestazione,  tipica degli adulti che lavorano in ambienti competitivi. La responsabilità tocca ovviamente alla famiglia: le aspirazioni (spesso irrealizzate) dei genitori vengono caricate sui  bambini e la “vergogna”- ovvero senso di inadeguatezza- scaturisce appunto dal non averle soddisfatte.

In netto contrasto con l’educazione cinese  di Amy Chua, secondo cui i piccoli vanno allenati come atleti per raggiungere l’eccellenza, Cyrulnik è contrario persino alle valutazioni scolastiche. Indeboliscono la fiducia in se stessi, necessaria al successo. ” I genitori dovrebbero sviluppare empatia. Accettare e rispettare i loro figli per come sono, senza cercare di trasformarli a immagine e somiglianza dei loro sogni”

Sono d’accordo sul rispetto delle caratteristiche individuali, che l’educazione deve valorizzare e non stravolgere;  meno sul non-valutare, con l’eccezione forse dei piccolissimi, perché   sapere a che livello di competenze siamo arrivati è secondo me indispensabile per la crescita culturale.

Ed ecco i consigli antistess :

  1. Le attività extra scolastiche debbono essere non più di due
  2. Consultare un medico sportivo prima di scegliere gli sport
  3. Non imporre al bambino qualcosa che non vuole fare
  4. Incoraggiarlo a provare un’attività per almeno tre mesi consecutivi
  5. Incoraggiarne le passioni, anche quelle “inutili”, specie se condivise con gli altri (musica, gruppi teatrali, lavoro…)
  6. Riservare delle ore alla noia e all’ozio

(da “La Repubblica” del 27 ottobre)

Il saggio precetto per cui noi nonne mai interferiamo con i criteri educativi dei genitori non ammette deroghe. Ma di fronte a un nipote chiaramente stressato, vale la pena di intavolare  (non in sua presenza!) una pacata conversazione con mamma e papà.

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