Pubblicato da: virginialess | 10 novembre 2011

Suocere e nuore: sgradite a prescindere…

Figura ambigua. Vedete la suocera o la nuora?

Come ho scritto più volte, provo un limitato interesse per le due donne tradizionalmente in contrasto, ai fianchi di  un maschietto che non fa certo bella figura.   Preferisco parlare di noi nonne in relazione ai nipoti, o comunque da una diversa prospettiva.

Lo riprendo a tratti per la “pressione” esterna, ovvero per la predilezione che i lettori manifestano, segno evidente della sua problematicità.Quando accade,  faccio il possibile- nel mio piccolo – per sfatare qualche pregiudizio, raccomandando misura e raziocinio.

Oggi una signora  ha scritto, cercando consiglio nel web: “se io non voglio conoscere mia nuora?”. Testuale. Chissà a quali siti è approdata, oltre che a questo… E’ possibile che la mamma di lui  abbia maturato un rifiuto così netto nei confronti  di una donna ancora incognita? Logico ipotizzare fonti indirette, quali il sentito dire, le informazioni assunte di proposito, il convincimento sugli effetti negativi del legame per il figliolo. La somma degli elementi disponibili sarebbe tale da produrre il diniego, sia pure espresso in forma interrogativa. Mi auguro che essa indichi, appunto, l’intenzione di pensarci su.

Non affrettiamoci a ritenere fuori “norma” la suocera (in fieri, suppongo) della frase. Diamo anzi per scontato un  motivo, e di qualche peso, al suo “sgradimento” per la nuora. Ne elenco un po’, a caso: divorziata, troppo disinvolta, interessata, troppo vecchia/giovane, straniera (!), socialmente disadatta eccetera. Per rispetto del figlio che ama questa donna e vuole fargliela conoscere, le compete  lo sforzo  di non prescindere dalla persona reale, che – a onta del “difetto” di base – potrebbe avere una serie di caratteristiche tali da compensarlo. Qualora così non fosse, la mamma formulerà con chiarezza il suo giudizio negativo e sarà il figlio a decidere se tenerne conto…

Ho usato con forza la parola rispetto perché è  proprio la sua carenza a colpirmi in questa reciproca ostilità di madre e moglie, peraltro accomunate  dall’affetto per il maschio della famiglia. Gli vorranno anche bene, a loro modo, ma – spregiandosi a vicenda – manifestano di avere un’opinione molto scadente proprio di lui, il figlio/marito.

Se infatti è sua madre a non stimare la nuora, se ne deduce che lo ritiene uno sciocco o peggio, incapace di scegliere la compagna “giusta”. Visto che è stata lei a educarlo, le toccherebbe  quanto meno di fare autocritica! Della nuora che reputa odiosa la suocera ho già parlato e mi ripeto: non coglie la contraddizione tra le virtù dell’amato e la personalità  difettosissima della sua educatrice?

Riflessioni terra terra di questo tipo dovrebbero suggerire a entrambe discrezione, misura e cautela… E infatti, in contrasto con l’opinione diffusa,  ritengo un ulteriore “sgarbo” pretendere che l’uomo di casa “metta al suo posto la mamma”, ovvero “insegni l’educazione a sua moglie”. Non sanno nulla dei ruoli e comportamenti adatti?!

Che poi l’ostilità suocera/nuora venga spiegata dottamente attingendo all’antropologia, sociologia, psicoanalisi  e altre scienze (ne ho scritto qualcosa in “altri pareri”) non giustifica affatto. Conoscere le origini più o meno attendibili di una condotta dannosa dovrebbe anzi aiutarci a modificarla.

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