Pubblicato da: virginialess | 29 dicembre 2011

“Frasi di nonni ai nipotini”

Questa espressione viene usata spesso durante la ricerca del blog. Immagino che il visitatore desideri trovare parole augurali adatte alle ricorrenze, come appunto in questo periodo  (e  rimane deluso), ma forse si tratta anche di nonni interessati al  tema più ampio del dialogo con i nipoti. La domanda me la sono posta spesso anch’io: ” Di cosa parlare  con i nostri nipoti?” Oppure: ” Ci sono “regole” per conversare con i piccoli di casa?”

I nipoti ci sono spesso affidati, lo dicono le statistiche. Da neonati i nonni li curano, da grandicelli li accompagnano, intrattengono, portano in vacanza eccetera. Anche da adolescenti capita che siano ospiti ai pasti o per alcuni giorni. Naturalmente diventano spettatori del quotidiano dei nonni e partecipano alla conversazione, interloquendo di solito  con maggiore libertà di quanta ne fosse accordata alle generazioni    precedenti.  Va  da sé che non esistono schemi rigidi e ogni nucleo familiare ha le sue peculiarità di contenuti e forme espressive. Ci sono tuttavia dei “precetti” ragionevoli da tener presenti.

Cominciamo dai bambini piccolissimi. Si sconsiglia agli adulti ( e pare che i nonni lo facciano spesso) di utilizzare un linguaggio che ne riproduca i graziosi balbettamenti e le tenere paroline smozzicate, cioè il ” bambinese”.  Occorre invece usare un fraseggio normale, per quanto ridotto e semplice, e una corretta pronuncia. Il piccolo non va rimproverato se dice “aua”, ma noi diremo “acqua”, ricordandoci di parlare di lui in terza persona ( “Adesso la nonna dà l’acqua a Paolo”) perché fino ai 18 mesi non distingue l’io dal tu.

Con i nipoti più gradicelli giova intrattenere delle brevi conversazioni, evitando di lasciarli da soli davanti alla TV. Costringiamoci a seguire anche noi il programma, magari sbrigando qualche lavoretto conciliabile, e stimoliamo osservazioni e commenti. E’ bene incoraggiarli a raccontare le esperienze scolastiche fin dalla materna, imparare  i nomi degli amichetti, delle maestre  eccetera. Man mano che i nipoti crescono siamo pronte ad accogliere le eventuali confidenze, evitando però di interrogarli con insistenza sul loro privato.

Altra abitudine male accetta dai ragazzini è l’eccesso di smancerie, l’uso dei diminutivi infantili e la citazione di episodi della prima infanzia, magari un po’ ridicoli, specie davanti agli amici. Quanto alla sostanza delle nostre amene chiacchiere, oltre alle consuete favole per i piccoli,  ai nipoti piacciono – ne ho parlato a proposito della“memoria storica” – le vicende di famiglia, a cominciare dall’infanzia dei genitori, che danno  il senso della continuità tra le generazioni e rafforzano la loro identità inserendola in un contesto più preciso e riconoscibile.

Nauralmente la narrazione dev’essere “gradevole” ( non nel senso di menzognera), cioè rilassata ed esente da lagnanze e recriminazioni. Vietate anche le lungaggini autobiografiche e l’elogio di maniera dei    tempi andati. Consigliata al contrario l’attenzione al presente: cerchiamo di renderci conto delle tendenze, opinioni e interessi delle nuove generazioni. Il che non significa condivisione acritica o giovanilismo sciocco. Quando capita, commentiamo con i nipoti più grandi il telegiornale e i servizi di attualità, sollecitiamo i loro pareri ed esprimiamo senza supponenza i nostri. Dialogare fa bene ad ogni età…

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Responses

  1. Mia suocera è solita richiedere che “si porti a vedere” la bambina a suoi vicini/conoscenti: fin da quando la bomba era appena nata. Con regolare insistenza fa presente a me e al figlio che i Signori Tizio o la Signora Caio chiedono spesso della bambina e piacerebbe loro vederla:”portatela una volta!”, è la richiesta. E in effetti lei smania per poter mostrare l’adorata nipotina e quando, più che altro per liberarsi del ripetitivo leitmotiv, organizziamo la visita (alla presenza sua e del marito ovviamente e questo sia che si vada noi a trovare i curiosi in questione, sia che li si inviti a visitarci in casa nostra), la situazione diventa presto imbarazzante e irritante. Imbarazzante intanto perché per lo più si tratta di semisconosciuti coetanei di questi nonni quasi settantenni ai quali si ha poco da dire, ma anche perché inizia una sorta di esibizione della bimba e delle sue capacità quasi fosse un fenomeno da circo che lei, creatura di neanche due anni in una situazione non spontanea e di fronte ad estranei, per lo più rifiuta. Irritante perché il continuo dire alla bimba “di’ questo..fai questo..fai sentire che dici bene questo..fai vedere che sai fare quello..” è un atteggiamento innanzitutto insistente nei confronti della bimba che evidentementec la mette a disagio e la confonde ed inoltre, a mio parere, alla lunga, se ripetuto come modalità costante di rapportare la nipote ad estranei, la cresce o esasperandone timidezza e insicurezza a causa dello sgradito sentirsi esposta o esasperandone il protagonismo e assecondando eventuali inclinazioni a diventare “spocchiosetta”, cosa antipatica e diseducativa. Io comprendo l’ignoranza agreste e l’età avanzata dei suoceri, ma sono in difficoltà nel trovare un modo delicato ma fermo di comunicare il mio disappunto e non solo: oltre a comunicare disaccordo, pretendere rispetto della priorità di genitore nelle scelte educative (che passano anche da queste situazioni) e quindi ottenere che si possa fare a meno di questi siparietti. 

    • Scusandomi per il refuso “bomba” all’inizio, da leggersi “bimba”, aggiungo un dettaglio che dà meglio l’idea del temperamento della nonna-suocera in questione: creando un filo diretto (che a me sembra di identificazione/proprietà) nonna-nipote, sbagliato di per sè e ancor più indelicato perché bypassa la (mia) presenza della figura della madre, ai commenti o domande che parenti,amici,estranei rivolgano direttamente alla bambina, risponde lei oppure risponde indicando alla bambina (ribadisco: di ancora solo 1 anno e mezzo..cominciamo bene!) cosa dire! Non mi sogno di farlo nemmeno io che sono la madre e magari molte volte se dovessi suggerire una risposta a mia figlia, ne avrei una anche piuttosto diversa da quella che si permette di intromettere fulminea lei! La debole personalità del mio compagno, per lo più remissivo alla personalità della madre, timoroso di offenderla nell’avanzarle un appunto o totalmente insensibile di fronte a queste “sfumature”, mi mette nell’imbarazzante necessità di mandar giù il fastidio che provo, in attesa di trovare il modo migliore di far notare la cosa, senza offendere nessuno e sperando di farmi capire da chi, giustificandosj con la semplicità delle intenzioni, già in altre occasioni, ha semplicemente ignorato le mie richieste e ripetuto con disinvolta incuranza gli stessi identici atteggiamenti (es. alla richiesta di non lasciar aprire e mettere le mani alla bambina nell’armadietto delle bottiglie – “ah ma tanto non le tocca” – non ostante le abbiamo spiegato che questo significa dare permessi in contrasto con le nostre abituali negazioni, oltre tutto in questo caso motivate da evitare un pericolo come quello di far cadere oggetti di vetro e farsi male..).

    • La “brava nonna” non deve comportarsi nel modo che descrivi, cara Independence.
      Ne ho scritto qui ( https://virginialess.wordpress.com/2011/10/01/decalogo-della-brava-nonna-i-no/), un decalogo che ha avuto modesto seguito rispetto a quello per suocere e nuore. C’è anche quello dei sì. Cito un punto adatto al tuo caso.
      “3) Non insistiamo per portarlo in giro allo scopo di mostrarlo ai nostri amici. E’ una persona, non  un attestato di merito familiare.”
      E’ naturale che i nonni siano orgogliosi del nipotino. Intervengono spinte ancestrali (i nostri geni perdurano!), genitorialità rinnovata, eccetera. Nei tuoi suoceri sembra prevalere la vanità e le manifestazioni non appaiono educatissime. Di sicuro nuocciono alla piccola: la tua analisi è corretta e puntuale.
      Che fare? Con delicatezza, come preferisci, puoi accampare indisposizioni e giornate no della piccola, ma più che i pretesti sevirebbe un discorso affettuoso e chiaro del papà.
      Già, i nonni invadenti hanno sempre (o quasi) dei figlioli sul genere del tuo compagno (” debole personalità (…) per lo più remissivo (…), timoroso di offenderla (…) o totalmente insensibile di fronte a queste “sfumature”).
      Alcuni sono in buona fede nel ritenere “sfumature” le intrusioni educative, pur riconoscendole errate, altri decidono di ignorarle per quieto vivere.
      Di solito rivolgo una domanda cattiva alle donne che se ne lamentano: non ti sei accorta “prima” di avere accanto un più o meno convinto “mammone”?
      E quasi tutte rispondono di sì, ma che speravano nel cambiamento. Illusorio. Prova comunque a forzare l’intervento del tuo compagno.
      Se non riesci, dovresti affrontare il problema con tua suocera.
      La vedo dura comunque. In bocca al lupo e fammi sapere.


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