Pubblicato da: virginialess | 2 febbraio 2012

Ragazzi disordinati: decalogo

Composizione di Bernard Pras

Gli elenchi, meglio se in dieci punti, vanno davvero di moda. Ne ho trovato  uno che dà consigli sul modo di gestire il  disordine che molto spesso i ragazzi lasciano in giro. Per fortuna di noi nonne (che abbiamo già dato!), si tratta di precetti destinati in primis ai genitori dei nostri cari nipoti. Conviene comunque interessarsene, sia per parlarne in famiglia che per gestire senza attriti le eventuali ospitalità prolungate.

L’articolo di “la Repubblica” si riferisce all’Inghilterra (non che altrove vada diversamente), i cui  teen ager di ambo i sessi esibiscono camerette immonde: vestiti sporchi a terra, cassetti spalancati, piatti con avanzi  maleodoranti abbandonati su scaffali e scrivania, libri e quaderni sparpagliati ovunque, magari tra coperte e lenzuola del letto disfatto.

I soliti esperti di tecniche educative consigliano ai genitori una certa indulgenza. Gli adolescenti fanno fatica, essendo le loro facoltà cognitive ancora in fase di sviluppo, a controllare gli impulsi e adottare il punto di vista altrui. Sono però in grado di assumere delle responsabilà e vanno indotti a farlo, senza giustificarli per le inampienze, ma senza drammatizzare  quando “sgarrano” un po’.

Inutile rimproverarli in continuazione ( si ottiene l’effetto “pioggia che cade”), dare in escandescenze, minacciare punizioni irrealizzabili. Le tecniche  che pare funzionino richiedono un pizzico di humour (” understatement”, appunto) decisamente anglosassone. Esempi: far sparire tutti i panni lasciati a terra, oppure aggiungervi i propri da lavare; riordinare  a fondo la camera, cambiando posto a ogni cosa. L’irritazione dovrebbe favorire il rispetto delle scadenze che i genitori stabiliranno perché la prole ormai grandina operi in proprio.  E se i ragazzi continuano a lasciarsi dietro un percorso di guerra puniteli             (senza impietosirvi) privandoli di qualcosa a cui tengono: festa, gita, cinema, computer …

Ma il primo approccio al problema – dice Jim Fay, fondatore del Love and Logic Institute, un centro di consulenze familiari – dev’essere sempre la richiesta bonaria di fare ordine.

E – aggiungo di mio – nel corso di amichevoli conversazioni sull’organizzazione familiare e il ruolo che in essa compete a giovani e adulti.  Dal dialogo, magari non subito,  qualche risultato viene sempre fuori…

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