Pubblicato da: virginialess | 1 aprile 2012

Scuola dei nipoti e pesce d’aprile 2

Quale pesce d’aprile dell’anno scorso, ma era vero anche quello, avevo citato lo studente ignorante di Eco, che pronunciava come Biperio il nome famoso di Nino Bixio. Iscritto all’università, eppure la sua cultura di base non andava oltre l’ortografia degli SMS e dintorni.

Anche la notizia di oggi, ripresa da La stampa, è autentica e scolastica,  un settore cui presto attenzione sia come ex docente che quale nonna in carica. Vorrei suggerisse qualche riflessione alle famiglie che fanno sacrifici economici per iscrivere i ragazzi nelle scuole private, – una scelta agevolata mediante incentivi dai governi degli ultimi anni, secondo me  per  ragioni ambigue  – e contribuisse a sfatare il pregiudizio sulla superiorità di alcuni corsi di studio rispetto ad altri. Riesce bene all’università chi ha studiato seriamente, poco importa se nei licei o negli istituti tecnici.

Le scuole migliori? Quelle normali

(…)  gli istituti italiani più virtuosi sono tecnici e statali

FLAVIA AMABILE   Roma

Quali sono le scuole migliori in Italia dal punto di vista di chi vuole proseguire gli studi? La Fondazione Agnelli è arrivata al terzo anno della sua indagine per il Piemonte, al secondo anno per l’Emilia Romagna ma per la prima volta allarga l’analisi anche alle scuole lombarde e calabresi su richiesta dell’Ufficio scolastico della Lombardia e della Regione Calabria. Il risultato è una fotografia piuttosto nitida. Le migliori sono in provincia. Sono istituti pubblici, possono essere licei dove è più probabile che si creino effetti positivi per le capacità individuali, ma anche tecnici, sfatando la pessima fama di questi istituti secondari. Nessun particolare blasone, sono scuole frequentate in genere da persone non particolarmente benestanti o legate alla cultura. Da questo tipo di scuole che potrebbero trovarsi ovunque in Italia arrivano i ragazzi che hanno ottenuto i migliori risultati durante il primo anno di università.

Poiché  i dati statistici disponibili risalgono al 2008/09, non conosciamo tutti gli effetti delle contestate scelte al risparmio. Rimane acclarata la maggiore cura, anche finanziaria, che i paesi avanzati hanno dell’istruzione,  specialmente nei periodi di crisi.

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Responses

  1. Se devo fare un intervento chirurgico, scelgo una struttura pubblica, così per la mia formazione ho scelto istituto tecnico e università pubblica. Si tratta di scelte “obbligate”, dal momento che non potrei fare altrimenti, ma sostengo che il pubblico deve essere privilegiato in un paese democratico!

    • Sono d’accordo, si capisce, anche in base all’esperienza diretta. Prima che le scuole private divenissero paritarie, per gli esami di maturità le loro classi venivano aggregate alle statali. Mi è accaduto più volte di esaminare i loro studenti, trovandoli in media meno preparati dei frequentatori di licei pubblici.
      Situazione complicata, connessa, tra l’altro, al tema spinoso della laicità dello stato…


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