Pubblicato da: virginialess | 13 maggio 2012

Nipoti bugiardi

Quando gli adulti dicono bugie ( avviene sovente) rischiano di fare pessime figure. Meno nel Belpaese, avvezzo a un assolutorio pietismo “partecipativo”; con esiti a volte disastrosi in quelli di tradizione protestante, dove l’aver mentito sotto giuramento può segnare la fine di una carriera politica. Tuttavia la menzogna pare sia una malattia “endemica”, molto studiata per contenerne i danni, particolarmente durante l’età evolutiva.

Ce lo conferma l’inserto scientifico di  La Repubblica del 27 aprile scorso, dando conto di una ricerca sul bullismo nelle scuole ( i bulli mentono e anche le loro vittime!) condotta  dalla psicologa VictoriaTalwar, Canada. Il ricorso alla bugia è diffusissimo e rappresenta addirittura una “tappa nella crescita psicologica del bambino” e senza distinzioni di  “cultura nazionale, civiltà o etnia”: la tendenza a mentire è “costante sotto ogni latitudine”.

I bambini iniziano  verso i due anni e  vanno avanti fino all’adolescenza (quando la bugia diventa una forma di protezione dagli adulti), con percentuali che superano il 33%. Le motivazioni più frequenti: evitare guai e punizioni, attirare l’attenzione, essere approvati dagli adulti. Quanto ai genitori, si rivelano pessimi poliziotti. Se ne accorgono nella metà dei casi quando i figli sono piccolissimi, per scendere  fino al 25% man mano che crescono. Occorre preoccuparsi? Non tanto, a patto di seguire  seguire le norme sintetizzate nelle vignette. Giova poi molto la sincerità degli adulti. Essi  mentono mediamente una volta al giorno davanti ai figli:  per i quali è difficile distinguere tra le bugie deplorevoli e quelle a fin di bene…

Sono invece allarmanti – dice Elena Dusi, neuropsichiatra infantile allo Stella Maris – le bugie che manipolano la realtà, perché rivelano il tentativo di sfuggire a una situazione che crea insicurezza. Per esempio se il bambino mente dicendo di essere ricco. Oppure se nasconde ai genitori gli insuccessi scolastici: il rapporto non è sereno ed egli teme di condividere le piccole sconfitte quotidiane.

“Un bambino che dice troppe bugie diventerà un adulto abituato a mentire?”La Dusi tende a escludere che esista un legame diretto tra le bugie infantili e quelle adulte: “Lo sviluppo di un individuo non è mai un’autostrada” e le motivazioni della menzogna sono “completamente diverse”.

Spesso i bambini hanno un rapporto più rilassato con noi nonne, cui non compete di punirli o di esercitare un ruolo istituzionale di controllo. Siamo perciò avvantaggiate nel cogliere le motivazioni più serie della bugia del nipote e, se è il caso, collaborare con i genitori. Sempre senza dimenticare misura e discrezione e, soprattutto, il rispetto che compete a ogni persona, specie se in crescita.

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