Pubblicato da: virginialess | 12 luglio 2012

Suocere e nuore, un tormentone

In verità non dovrei lamentarmi di questo “tormentone”, che attira molti visitatori nel blog e mi ha consentito di conoscere virtualmente Anna Maria Cassanese, la saggia e simpatica autrice del decalogo.

Tuttavia a ogni commento ( leggete quelli recenti di Giovanna) torno a chiedermi se, oltre a mostrare empatia per  chi scrive – mamma o moglie – non sia possibile arrecare qualche contributo costruttivo. E provo un vero sconforto. Il disagio, spesso la sofferenza, di queste donne è palese, talvolta profonda; accantonarla come infondata o eccessiva un’ingiusta semplificazione.  Che  le motivazioni del dissidio siano abbastanza chiare per le scienze del comportamento umano, poco giova di norma alle singole suocere e nuore: spesso, e per vari motivi, chiuse nel loro privato.

Eppure sarebbe utile, avendone la possibilità, frequentare un corso sui problemi della famiglia,  documentarsi  in biblioteca e nel web, cercare il contatto più o meno organizzato con  donne afflitte dagli stessi problemi. Saperne di più sul piano teorico e confrontarsi con le situazioni altrui, se non risolve, aiuta parecchio a sdrammatizzare e magari mette al corrente di  qualche soluzione sperimentata con successo.

Nel caso di Giovanna, le due nuore hanno comportamenti opposti. La prima, più lontana, lamenta la scarsità dei contatti e critica  l’assistenza continuativa che dedica alla vecchia madre e le impedisce di muoversi. Naturalmente non tocca alla nuora esprimere giudizi in proposito, ma forse, azzardo, Giovanna  dovrebbe prevedere – d’accordo con il marito –  un aiuto almeno occasionale per consentirsi qualche pausa. Allo scopo di fare visita ai nipoti, se lo desidera (però la nuora non gradisce che li ospiti…), ma soprattutto di occuparsi un po’ di  se stessa, andare al cinema, concedersi una piccola vacanza.

La nuora più giovane, benché vicinissima, la frequenta con molta parsimonia. La relazione , inizialmente cordiale, si è poi raffreddata per vari motivi che qui non ripeto perché Giovanna li racconta nel dettaglio. Entrano in gioco anche i rapporti con la consuocera, sempre delicati, e l’atteggiamento del figlio che, forse, disapprova l’atteggiamento della compagna. Lei ritiene giusto non coinvolgerlo nel “tormentone”, dimostrandosi così madre affettuosa, e tendo a darle ragione.

Ho espresso  più  volte il mio compatimento per lo sfortunato maschietto tormentato da mammà  e dall’amata. Mi chiedo sempre tuttavia, in questi casi, messa tra parentesi la naturale propensione a non crearsi problemi, come egli viva nell’intimo la situazione.

 

I commenti sono in ordine cronologico, a partire dai più recenti. Per la giusta sequenza delle risposte dovete iniziare la lettura dal basso.

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Responses

  1. buona sera mi chiamo Manuela sono vedova e mia suocera causa un arresto cardiaco poi ripreso,non è più autosufficiente è allettata per ora è ancora in ospedale,vive sola in casa aler,ed i medici dicono che non potrà più stare sola,è diabetica,cardiopatica e obesa,io sono disoccupata con mutuo casa e reversibile di 1.000 euro che mi serve per mutuo spese condominiali e non riesco arrivare a fine mese,ho un figlio che vive con me ma che anche lui ha 2 prestiti e percepisce 1.200 euro al mese e gli rimane pochissimo per tirare avanti,mia suocera percepisce1.100 euro di pensione.Tra 2 settimane la dimetteranno considerando che ha risparmi per 15 mila euro e basta,ricoverarla presso RSA è poco e prendere una badante c’è anche la spesa affitto e quindi è poco lo stesso.Vorrei cortesemente avere da voi un consiglio,chi deve sostenere le spese per un’eventuale ricovero in RSA?considerando che lei ha 2 cugini di sangue figli della zia molto benestanti????io non mi posso fare carico e mio figlio ha ben poco per lui come fa ad accudire la nonna???vorrei sapere anche che doveri abbiamo e che diritti,sono disperata anche perchè ho da accudire mia mamma 2 volte la settimana perchè cammina col girello,grazie Vi ringrazio di cuore cordiali saluti:Manuela

    • Situazione difficile, cara Manuela, specie in questi tempi critici. Non sono un legale e, a proposito di Anna, anche lei vedova, avevo chiesto un parere all’AMI, l’associazione degli avvocati matrimonialisti. Il suo caso era più semplice in quanto sua suocera aveva due figli, mentre la tua ha solo dei cugini di primo grado. Sono parenti, credo meno stretti di tuo figlio (suo nipote in linea diretta), mentre tu sei un’affine. I cugini benestanti sono disposti a sostenerla? Ne avete parlato?.
      Se non lo sono occorre verificare gli obblighi legali, e qui occorre l’opinione di un competente.
      Il sito è http://www.ami-avvocati.it/ e alla voce distretti, in alto, trovi l’indirizzo per ogni regione. Per il Lazio
      c’è questo: info@ami-avvocati.it. Posso chiedere io stessa, se preferisci. Spiegami bene come è composta la famiglia (ci sono altri fratelli, nipoti ecc.), scrivendomi all’ indirizzo del blog: noinonne@gmail.com

  2. buongiorno, sono Anna, vorrei chiedere un quesito, che da un po’ di tempo mi sto chiedendo ,a cui però non so risponderemi…….vorrei sapere se come nuora vedova ,ho l’obbligo di assistere mia suocera in caso di malattia grave oppure posso astenermi dal farlo.Sono vedova da 7anni ed ho 2 figli maschi di 11 e 12 anni. Quali sono i miei diritti e doveri in merito…….grazie.

    • Ciao Anna, vorrei essere sicura e provo a informarmi meglio prima di rispondere.
      Essendo la suocera un affine di 1.o grado, l’assistenza è dovuta (fino al 3.o), ma i parenti (figlio, fratello, nipote) precedono nell’obbligo. Tua suocera non ha nessuno?

      Dell’affinità avevo scritto qui:
      “L’affinità è il rapporto che unisce un coniuge con i parenti dell’altro coniuge (art. 78 c.c.). Il grado di affinità è il medesimo che ha il coniuge con il proprio parente: così ad esempio il grado di affinità suocero/nuora (o suocera/genero) è di 1° grado; quello tra cognati di è di 2° grado, e così via.” Naturalmente la parentela è un legame più stretto e gli obblighi, che spettano a tutti, sono “graduati” di conseguenza”
      ( dall’art. “Noi nonni e inostri vecchi. Legge e costume)
      Non ho chiaro se, qualora i parenti manchino e debbano intervenire gli affini, la condizione vedovile abbia rilevanza. Ti faccio sapere.

    • Eccomi con qualche precisazione. Ho posto il quesito all’AMI, gli avvocati matrimonialisti italiani. ll fulcro della cortese e sollecita risposta (avv. Daccò) è qui:
      ” l’articolo 433 c.c. impone l’obbligo alimentare, ma non quello assistenziale. Alimentare vuol dire dare una somma di danaro per attendere alle esigenze primarie, ma per i generi e le nuore tale obbligo successivo rispetto agli altri parenti >
      Quindi tu dovresti contribuire al mantenimento di tua suocera, qualora non vi siano altri parenti, ma non hai l’obbligo di assisterla. La vedovanza non è influente.
      Se vuoi, giro tutta la mail al tuo indirizzo.

      • grazie mille per le precisazioni sono state molto chiare ed esaustive.A questo punto mi viene spontaneo farne un’altra di domanda, siccome mia suocera ha altri 2 figli maschi, che economicamente tanno meglio di me, io sarei comunque obbligata al suo mantenimento? e come funziona a questo punto la divisione ereditaria se io non dovessi contribuire? inciderebbe questo fatto, o non avrebbe rilevanza alcuna???? sarei grata se mi rispondesse come ha fatto prima……….mi è stata molto utile e reziosa……..sapere qual’è la propria posizione riguardo a certe situazioni, fa stare sicuramente meglio e ci allegerisce di alcuni pesi che altrimenti ci porteremmo sulla coscienza.grazie ancora.

        • I parenti precedono gli affini negli obblighi. Essendoci due figli forniti di mezzi, non devi contribuire al mantenimento della suocera. Ti è stato forse chiesto? Lei non ha alcun reddito?
          Quanto all’eredità, non vedo il rapporto.
          Tuttavia andrebbero considerati molti fattori, sui quali non ho alcuna competenza.
          Per esempio, i diritti ereditari tuoi e dei figli derivano dal padre defunto, in quale misura dipende dal numero degli eredi; qual è la situazione di tua suocera (proprietaria di beni, usufruttuaria ecc.); se esiste un testamento precedente ( di suo marito. E’ vedova se ho ben capito) e così via.
          Se vuoi un quadro preciso della situazione devi consultare un legale o un notaio.
          Potresti intanto porre il quesito a chi dà pareri legali, a cominciare dall’AMI. Sono molto gentili.
          Ecco il link: http://www.ami-avvocati.it/

        • grazie ,per la tempestività con cui curi le nostre problematiche volevo farle i complimenti per questo bellissimo blog, che dà solidarietà, sostegno e comprensione ai molti problemi che quotidianamente ci assillano, grazie veramente di cuore, i tuoi consigli sono veramente preziosi e servono a non sentirci soli .E’ molto importante tutto ciò. Grazie, veramente grazie. Un abbraccio affettuoso.Anna.

  3. grazie per la tempestività con cui mi hai risposto.Ti ringrazio per i preziosi consigli che cercherò di mettere in pratica. Con i miei figli non c’è mai stato nessun motivo di discussione, ma sono molto impegnati nel lavoro ed inizialmente ho attribuito a questo motivo le scarse opportunità di dialogo. Ora, con il passar del tempo noto che non c’è il desiderio di stare insieme ed io non voglio assolutamente imporre la nostra presenza. Ho avuto una bellissima famiglia in cui si dava importanza alle ricorrenze, ai pranzi tutti insieme cose che pensavo mia nuora, che ha avuto un infanzia molto diversa, avrebbe apprezzato. Invece vedere che è stato mio figlio ad adeguarsi alle sue abitudini e non viceversa mi fa soffrire. Questa sofferenza avviene sempre in silenzio perchè non voglio essere per i miei figli un problema ma solo una mamma pronta e disponibile alle loro esigenze.Pensi che sia il caso di parlarne? ciao , a presto.

    • Secondo me, sì. Se pensate – con tuo marito, s’intende – di poter discutere apertamente il problema con i figli (da soli), fatelo.
      Qualora riteniate più opportuno un approccio “morbido”, senza recriminazioni e nel corso di una normale conversazione, trovate il modo di considerare con loro la differente “socialità” che caratterizzava la famiglia. Sul genere: “Ti ricordi quando…?” Le loro reazioni dovrebbero fare un po’ di chiarezza.

  4. carissime, ho scoperto da pochissimo questo blog e sono contentissima. Quest argomenti sono molti diffusi tra noi “giovani pensionate” nonne che abbiamo avuto una vita molto attiva e avendo svolto il ruolo di insegnante siamo abituate al confronto ed alla discussione. La cosa che più mi amareggia da quando sono diventata suocera è aver pressocchè interrotto il bellissimo dialogo tra me e i miei due figli maschi. Ora veniamo al problema che mi sta a cuore. Ho una nipotina molto inappetente ed ho avuto varie discussioni con mio figlio e mia nuora che ritengono inutile insistere, distraendola, per farla mangiare un pò di più o magari per darle la frutta. Io ritengo che una sana alimentazione sia il presupposto per una buona crescita.
    Preciso che non penso di essere una suocera invadente , non mi intrometto nelle loro decisioni ,anche se, lo confesso, soffro molto nel sentirmi esclusa dalla loro vita e trattata da “suocera” solo per il ruolo che ricopro. Non avendo avuto figlie femmine avrei desiderato un rapporto diverso , improntato al dialogo ma paritetico.Aspetto i vostri commenti e suggerimenti sopratutto sul tema dell’alimentazione.

    • Benvenuta, amprof, sono ben contenta di accogliere una collega! E auspico un’ attiva partecipazione…Se hai un interesse specifico per qualche argomento e vuoi porlo in evidenza come articolo, lo pubblicherò volentieri.
      Quanto al tuo problema, condiviso da non poche suocere, temo ci sia poco di nuovo da inventare, ma alcune strategie riescono, non sempre, a migliorare la situazione
      La vocazione ad escludendum di tante nuore (avrai letto i commenti al decalogo) sembrerebbe avere un’origine quasi “genetica” e “tocca” quasi sempre alla suocera a dar prova di buona volontà, per affetto e nell’interesse di figlio e nipotini.
      Il mio discorsetto sarà di necessità generico. Le suocere un po’ invadenti a loro volta abbondano; non è il tuo caso, ma dovrei saperne di più per valutare le situazioni in cui ti senta esclusa.
      Con i tuoi figli, a parte la “distrazione” cui i maschi spesso indulgono, il dialogo si è interrotto per cause identificabili?
      Tornando alla nuora, rendersi disponibili a richiesta, offrire alla coppia la possibilità di una vacanza a due, mostrare interesse per le attività che svolge, stabilire buoni rapporti con la mamma di lei… rappresentano, tanto per fare qualche esempio, possibilità da valutare.
      Riguardo alla nipotina, mi spiace, non devi insistere né intrometterti. La responsibiltà della sua crescita compete ai genitori, che non credo trascurino i controlli pediatrici e quant’altro.
      Inoltre hanno ragione: distrarre e vezzeggiare un piccolo (quanti anni ha, a proposito?) inappetente perché mangi di più “carica” spesso il cibo di significati ansiogeni e/o ricattatori negativi e persino pericolosi.
      Puoi preparare quando viene da te le pietanze che gradisce, proporre alla nuora qualche nuova ricetta. Cose del genere, mai giudizi e rimproveri: si sentirebbe disistimata come mamma, il che non giova certo al rapporto.
      A rileggerti!


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