Pubblicato da: virginialess | 12 agosto 2012

Il nipote viene educato male (2)

Che la maleducazione dei bambini e ragazzi trovi in papà e mamma se non la spiegazione causale esclusiva, quanto meno la sponda rassegnata e/o inconsapevole (talvolta assolutoria a prescindere) sembra essere l’opinione prevalente degli esperti.

Confermata anche qui nel blog. Leggete il recente commento di nonna E.! Ha ospitato tre nipotine che descrive come indubitabilmente pestifere e, quando ha azzardato un rimprovero, sua figlia si è offesa al punto da fare le valigie e andarsene. Naturalmente bisognerebbe essere addentro alla situazione concreta per emettere un giudizio motivato…

Ma torno alle citazioni autorevoli. Secondo la psicoterapeuta Mariacandida Mazzilli, responsabile del sito www.psicologiadonna.it, troviamo“genitori assenti, insicuri e superimpegnati, continuamente sotto stress per l’organizzazione della quotidianità, per conciliare lavoro, figli, casa in una continua corsa contro il tempo, al punto che le ore trascorse con i figli rischiano di essere non solo poche, ma anche di pessima qualità”. Veramente, aggiungo, ci sono anche genitori troppo occhiuti e provvidi, detti “elicottero”, ma non è detto che  la loro presenza sia vantaggiosa.

In generale, ognuno dovrebbe riflettere criticamente sull’inevitabilità di “tutti” i propri impegni e, – se è proprio impossibile ridurne qualcuno a favore dei figli – aver chiaro in mente quanto la qualità del rapporto faccia la differenza. Si impegni dunque a “far fruttare” il tempo di cui dispone.

Per questa loro scarsa presenza, papà e mamma si sentono, a torto o a ragione, quasi sempre colpevoli, il che li rende ultrapermissivi, mentre i danni provocati nei ragazzi dalle innumerevoli ore passate davanti a TV e videogiochi o navigando in rete, esposti a informazioni e stimoli spesso inappropriati all’età, sono ahi noi irreversibili.

Ma talvolta, scrive Angela Nava Mambretti (onlus Coordinamento genitori democratici) “ il genitore ha rinunciato consapevolmente all’autorità, memore dei danni che ha prodotto un’educazione autoritaria, spesso quella che ha ricevuto”

Il che chiama in causa, inutile girarci attorno, la generazione di noi nonne… Che di certo, quando dobbiamo purtroppo dolerci del comportamento dei nipoti, abbiamo occasione di riflettere sul perché i nostri figli si rivelino educatori incapaci e deplorare gli errori commessi nei loro confronti. Non so quante di noi siano state madri autoritarie; me ne risultano non poche già a loro volta troppo accondiscendenti, ma il mio angolo di visuale è senz’altro limitato.

I nostri figli sono comunque degli adulti: impediamoci sia di imbalsamarli nel ruolo degli eterni ragazzi ( tuttora bisognosi di soccorso, per cui tentiamo di surrogarli) che di ergerci a censori del modo in cui gestiscono la prole. Forse, un discorso aperto e chiarificatore, quand’anche comporti da parte nostra un doveroso mea culpa, può essere ora intavolato e, chissà, indurli a ripensare la loro funzione di genitori.

Nell’interesse dei nipoti, soprattutto, perché – prosegue la Mambretti “Il concetto di educazione come guida è diventato arcaico, il permessivismo (…) un modello educativo di massa. Ma l’incapacità di dire no ai figli, che gli stessi genitori definiscono tirannici e prepotenti, significa la rinuncia a essere l’adulto di riferimento”

Atteggiamento pessimo, perché comporta la rinuncia a sostenere e difendere le proprie idee e “da un lato consegna senza lottare i propri figli alla cultura dell’omologazione, alla moda del momento e alla legge del mercato, e dall’altro ha riflessi molto preoccupanti sugli stessi processi d’identità dei ragazzi perché viene a mancare quella dinamica di accettazione-contrasto con le figure di riferimento che è la strada obbligata per diventare autonomi”.

E oltre al danno la beffa, per metterla in proverbio. Questi genitori compiacenti e “amiconi” non sono neppure graditi ai figli. Ci sarebbe ancora parecchio da dire; prima o poi riprenderò l’argomento.

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Responses

  1. vogliamo sempre spiegare le cose, ci rivoltiamo il cervello per capire la causa di un certo comportamento…ma mi rendo conto che anche se si riesce a trovare la causa alla fine non è possibile applicare la soluzione.Sono nonna e attraverso mia figlia mi rivedo madre e giovane, senza esperienza nell’educare tre bambini…Di errori ne ho fatti come tutti però ho educato, ho dato ai miei figli una eduzione. Ho fatto del mio meglio cioè quello che ritenevo giusto attraverso i ricordi degli insegnamenti dei miei genitori.Non ho la presunzione di dire che sono stata brava o migliore di altri anzi mi sono sempre messa in discussione osservando anche i modelli di educazioni degli altri ma mai giudicandoli. I miei figli credo che siano venuti su abbastanza bene, ma venivo sempre giudicata dagli altri che si sentivano sicuri e perfetti nell’educare i propri figli. Oggi i miei figli sono adulti e quello che hanno raggiunto e i valori con cui vivono mi riempiono di orgoglio…orgoglio che nascondo nel mio cuore. Ora ho una nipote di quasi tre anni, vivace, allegra e sempre pronta ad intraprendere nuove esperienze. E’ entrata nella scuola senza fare un capriccio, piena di entusiasmo e desiderosa di imparare..una bambina che purtroppo è nata in un momento nel facile per la madre. .Nonostante questo c’è sempre quella persona a puntare il dito e ad emettere giudizi a trovare nella sua educazione l’errore. C’è sempre quella persone che fa paragoni. Io credo che ciascuno dà quello che ha in modo naturale, quello che possiede nella sua persona. Poi aver studiato teorie pedagogiche ma alla fine quello che si trasmette è ciò che si possiede

    • Buon senso, affetto, partecipazione (non ingombrante) rappresentano, cara spank, alcune (tra le molte) “virtù” delle brave nonne. Conoscere un po’ di teoria dell’educazione non è indispensabile; aiuta talvolta a fare delle scelte e verificare i risultati. Si trasforma invece in svantaggio se rende astratti, supponenti, antipatici. Mi fa piacere che la tua nipotina mostri estusiasmo e curiosità. Sii lieta dei suoi progressi e non badare ai giudizi preconcetti.

  2. Sono completamente d’accordo, soprattutto con la parte finale: mi capita molto spesso di vedere attorno a me genitori che non sanno ( non vogliono ) dire no ai propri figli.
    I bambini hanno bisogno ( e prefriscono ) genitori che quando è il momento prendano posizione in modo deciso, genitori che facciano sentire la loro autorità. E’ verissimo che i bambini non gradiscono i genitori compiacenti e amiconi, è una cosa questa che ho sperimentato di persone parlando con i bambini stessi.

    Un saluto

    • E’ così e tante persone di buon senso, bimbi compresi, ne sono convinte. Sembra invece difficile farlo capire ai genitori…
      Come nonna mi pongo almeno un paio di domande.
      Siamo in certo senso responsabili (avendoli educati noi) della cattiva educazione che i nostri figli impartiscono ai loro?
      Possiamo svolgere qualche ruolo utile?


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