Pubblicato da: virginialess | 10 novembre 2012

Nuora in crisi: diplomazia

Ho chiesto ad Annamaria Cassanese un consiglio per Myriam, la nuora in crisi  dell’articolo precedente. La sua risposta è un elogio della diplomazia, un’arte che la moglie di lui deve imparare a coltivare. Magari prima, aggiungo io, che la situazione degeneri.

Scrive Annamaria: <…che affini l’intuito femminile e cominci a giocare carte diverse con la rivale in  amore , perchè di questo si tratta :  si sforzi di trovare parole elogiative verso la madre di lui per qualche competenza che la suocera avrà- nessuno è totalmente cattivo  o completamente angelico – e rivolga, presente il marito, qualche apprezzamento della signora in questione,  e non solo veleno. Se poi  la sua abilità relazionale comincia a espandersi  si rivolga direttamente alla suocera chiedendole consigli su come faceva il suo famoso arrosto –che tutti ricordano- o altro, vero  immaginario  .

Se poi la sua abilità diventa sublime, le chieda  in quale modo ci si può fare amare dal marito o… dal gatto di casa: chieda consigli, che suoneranno come elogi alle orecchie della vecchia (?)  signora che non ha altro da fare se non  ripensare a  come era bello quando qualcuno dipendeva da lei .

 Le nuore ( ma ognuno di noi) dovrebbe imparare le strategie dialettiche e comportamentali  che non si insegnano a scuola  ( quando studieremo al liceo un po’ di psicologia ? ) ma che sono utili in ogni circostanza  -dalla politica ai rapporti familiari  : vedrà i rapporti familiari magicamente ammorbidirsi, se riuscirà a trasformare la guerra in alleanza e magari in affetto>

“Rivali in amore” sono dunque suocera e nuora intente a contendersi l’uomo di casa… A volte mi sembra che vogliano piuttosto schiacciarlo, ma forse è anche questa una prova di affetto.

Quanto al resto, concordo in pieno: “le strategie dialettiche e comportamentali” sarebbero utilissime, e non solo con la suocera. Dal mio angolo di visuale, “filosofico”, osservo che, per capirne il senso e praticarle, bisogna anzitutto conoscere se stessi e autoeducarsi a una visione razionale dell’esistenza. Non è certo facile.

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Responses

  1. in realtà non l’ho estromessa,non l’invito, tutto qui. Nel senso, le volte che veniva staa tre ore con in braccio la piccola, allora ho detto a mio marito, che spesso lavora da casa: -Tesoro, io ho da fare, tieni tu la piccola. Se per caso viene tua madre però non me la fare trovare piangente che uole stare in braccio, altrimenti te la vedi tu. – Al che, quando sono tornata lei era ancora a casa e la puffa era agitatissima come al solito (un pupazzo, non una bambina), mio marito doveva lavorare e io gli ho detto: – Tesoro, anche io ho da fare, che ti avevo detto? Adesso te la vedi tu. – La sera è arrivato: – Hai ragione, non può fare così, forse è meglio se la vede a casa loro o fuori. – Semplicemente non l’ho più chiamata, ma non mi sono mai messa a dirle: “NOn voglio che vieni” o cose del genere. Un paio di volte non mi sono fatta trovare e altre non ho richiamato, oppure ho richiamato solo quando la bambina dormiva. Anche in questo ho cercato un po’ di diplomazia, perchè ho veramente da fare a casa… sembra si sia offesa lo stesso…. :(

    • Bah, nel tuo primo commento la situazione sembrava più critica. Ti dichiaravi, appunto, sull’orlo di una crisi, con la suocera pronta a recriminare e lamentarsi su varie questioni.
      Da quel che hai scritto in seguito, ci si fa l’idea che di fatto la frequenti molto poco. Qui sotto racconti l’episodio della minestra, te presente, ma ripeti ora che tuo marito ha deciso in autonomia di portarle da solo la nipotina. E infatti premettevi di passare le domeniche da sola.
      Insomma direi che il disagio che lamenti é per così dire “strutturale”.
      In sintesi, vorresti che la madre di tuo marito fosse una persona diversa, con la quale intrattenere rapporti gradevoli. Giusto?

      E’ molto difficile che le persone cambino, specie a a una certa età, e tua suocera si è mostrata qual è fin dall’inizio.
      Se la “separatezza” familiare ti rattrista (non ne dubito) e vuoi cambiare le cose, temo che l’onere “diplomatico” ricada tutto sulle
      tue spalle. Quanto agli strumenti, occorre che siano adatti alle caratteristiche del soggetto. Conviene comunque fare qualche tentativo…

      • Di fatto, sono costretta a farlo, perchè per lei qualunque cosa non va mai bene. Se sale solo mio marito (l’ultima di ieri) mi sgrida perchè secondo lei le porto poco rispetto. Non vorrei che fosse una persona diversa, credo di aver letto proprio qui che in fondo le suocere hanno cresciuto i nostri mariti e noi nuore dobbiamo essere grate per questo, cerco di evitare di incontrarla perchè o mi sgrida per qualcosa o mi mette in ridicolo di fronte agli altri o mi tratta male. A volte provo a farci un discorso per finire le cose ma le cose finiscono per degenerare perchp lei si mette a gridare che ha problemi di cuore… E’ vero che non so come comportarmi, nessuno mi da un consiglio serio. C’è una parte di me che vorrebbe davvero farla contenta, ma a questo punto mi chiedo se sia possibile. Sono in crisi perchèè non so daero come muovermi, è triste pensare che qualunque cosa fai non vai bene, che se ti rendi utile non vieniaccolta e se torni indietro sulle tue decisioni per far piacere ti giudicano incoerente. Di fatto perdo la libertà di agire nei suoi confronti. Non è bello, non è una situazione non dico serena, ma nemmeno distesa e questo porta a brutte rotture, a divisioni, a litigi continui. Se fa lei qualcosa di sbagliato se ne dimentica, se faccio io qualcosa che lei crede sbagliato mi viene rinfacciato. Di fatto adesso la frequento molto di meno per pura sopravvivenza, ho cercato finchè mi è stato possiubile ma poi visto che non bastava mai ho iniziato ad agire di conseguenza. E’ normale che una suocera faccia questo? Non dovrebbe in quanto più grande e saggia promuovere la pace in famiglia?

        • Certo che dovrebbe promuoverla! Mia suocera era in ciò impagabile. Se veniva a conoscenza di qualche dissapore coniugale (accadeva di rado) esprimeva, solo se richiesta, un saggio consiglio; al caso, inclinava, moderatamente, dalla mia parte. E non c’è dubbio che volesse al figlio un gran bene.
          Purtroppo sembra ormai appurato che la tua è di ben altra pasta; i consigli “canonici” risultano inefficaci e – ovviamente – non ho modo di sapere da lei cosa a sua volta ti rimproveri.
          La tesi di Annamaria (quella delle due donne in atavica contesa) è classica, nelle scienze che si occupano della psiche… Ma, dico io, siamo (dovremmo essere) soggetti razionali e civilizzati, capaci di autocontrollo.
          Come ricordi, non trovavo fornita di logica la disistima della nuora adversus la suocera, ma neppure il contrario. In tal caso il figlio amatissimo sarebbe uno stupido incapace di scegliere la compagna giusta! E poiché è stata sua madre a educarlo…
          Peraltro suocere e nuore continuano a malvolersi: i miei ragionamenti valgono poco!
          Tornando a quel che puoi fare, riconsidero gli interventi esterni,
          visto che le tue iniziative risultano comunque inefficaci.
          Secondo me occorre coinvolgere una persona capace di valutare senza pregiudizio lo stato dei vostri rapporti: fornita di influenza e autorità su tua suocera.
          Hai escluso tuo marito, anche se di solito è proprio il figlio a “frenare” un po’ le intemperanze della mamma ( ovvero della moglie); rimane tuo suocero, che hai fugacemente nominato.
          E’ in grado di svolgere questo ruolo?
          Altrimenti un altro parente autorevole, il parroco (ammesso che siate dei fedeli), una zia affettuosa… Al limite, lo psicologo!
          Insomma, costui dovrebbe far “capire” a tua suocera che si comporta male nei tuoi confronti.
          Non credo che ne sia davvero consapevole.

  2. Ma veramente non c’è stato un momento iniziale, è stata più o meno sempre così, l’esempio del piatto preferito risale a un mese dal matrimonio… e mio marito mi difende, ma povero, io non voglio che litighi co sua madre, ritengo di essere tra le due quella che ragiona di più quindi tante volte sto zitta di fronte a certe cose, tutto qui.

    • Capisco. Abbiamo dunque una signora parecchio scocciante, con le sue discutibili -se non sciocche- “fisse”, che marito, figlio e in sostanza anche tu, nuora, sopportano o almeno evitano di contraddire troppo. Per non provocare le sue reazioni fastidiose e lamentevoli…
      Sono d’accordo fino a certo punto. Lodevole e assennato il proposito di non “aizzare” tuo marito contro la mamma, ma – mi chiedo – possibile che i due maschi di casa non provino fastidio e dispiacere per lo stato dei vostri rapporti ? Come hanno reagito, per es., quando l’hai estromessa da casa tua?
      Non ho nuore, ma ho imparato parecchio da un’ottima suocera, che tuttora rimpiango. Anzitutto la discrezione e il rispetto reciproco.
      Se “predicassi”in tal modo (contaddicendoli in ogni occasione) con i miei generi, i primi a farmelo notare sarebbero il marito e le figlie. Potresti forse, senza malanimo, concordare qualche strategia con i due uomini.

  3. Vi ringrazio davvero tanto dell’interessamento, ma vorrei porre un esempio. Sto svezzando la bambina, la pediatra mi spiega che i bambini devono mangiare senza sale fino al primo anno di età perchè i reni non sono formati e potrebbe fargli male. Andiamo da lei con mio marito e la bimba dopo qualche giorno, contenti delle pappe del fatto che mangi ecc…, mi chiede come faccio il brodo:
    – Come mi ha detto la pediatra: mezzo litro d’acqua ecc…Enuncio gli ingredienti
    – il sale non ce lo metti?
    – Ma sai io non lo sapevo (mento, ho cresciuto 5 nipoti, ma mento perchè lei era maestra d’asilo 40 anni fà e allora ho imparato che non si può contraddire…) però sembra che faccia male ai reni della bimba quindi non ce lo metto.
    – Tanto appena me la lasci io glielo faccio col sale che altrimenti non sa di niente e non se lo mangia.
    Ovviamente mia figlia ha sempre mangiato.
    Capisco le strategie dialettiche ma se chiedo una ricetta mi viene risposto “Tanto tu sai cucinare, a che ti serve? Fai venire mio figlio e se lo mangia qui!” E in tutto questo non ci vedo proprio nente di razionale… comunque grazie, riproverò e vedremo…

    • Infatti, come scrivo nel proporlo, il pezzo di Annamaria si riferisce, secondo me, a una situazione “iniziale”.
      Quando i rapporti sono ormai tanto compromessi un approccio del genere potrebbe apparire quasi provocatorio alla suocera già maldisposta.
      Quanto alla visione razionale dell’esistenza, intendevo dire che se essa ci caratterizzasse tutti quanti (comprese le madri dei mariti!) eviteremmo certe condotte. Incontrollate ed emotive, appunto.
      In verità ho omesso la parte iniziale della mail, nella quale la psicoterapeuta si riferiva (riassumo alla buona) ai mariti/figli, quasi sempre propensi a lavarsene le mani, lasciando che le due donne “combattano” a modo loro.
      Non mi sembra il tuo caso, visto che accenni alle domeniche in cui tuo marito si reca con la bambina dai suoi e tu rimani a casa da sola.
      Mancano, naturalmente, per formulare un giudizio calzante, parecchi elementi.
      Almeno due: una sintesi del pregresso ( per es. la suocera ha mostrato da subito le caratteristiche che descrivi?) e qual è il pensiero del figliolo sul comportamento di sua madre.
      A rileggerti


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