Pubblicato da: virginialess | 16 novembre 2012

Nipoti picchiati

Fanno  senza dubbio un pessimo effetto queste immagini! Ecco il link del video, che non credo si apra da qui: http://www.today.it/cronaca/scontri-roma-cariche-polizia-video.html

«Ecco chi è l’agente che manganella in faccia lo studente»

L’altro ieri, com’è noto, la manifestazione cui hanno partecipato anche gli studenti era indetta in diversi paesi europei. I tagli di spesa, è un dato di fatto, poco o nulla hanno inciso su privilegi e sperperi, penalizzando invece i soggetti più deboli, la cultura (la quale “non si mangia”!) e l’istruzione. Quest’ultima andrebbe al contrario sostenuta, oltre che riformata, essendo acclarato il collegamento  tra buona scuola e capacità produttiva dell’intera nazione. E i nostri laureati migliori, formatisi tra mille difficoltà, spesso lavorano all’estero.

La premessa, scontata, serve a  ribadire quanto la protesta studentesca fosse in questo caso fondata. E anche pacifica: i facinorosi con il casco e armati di spranghe risultano poi, alle verifiche, infiltrati già noti e “attesi”. Non si capisce, osservano molti, come la polizia non riesca a tenerli sotto controllo, allontanandoli per tempo.

Ma qui voglio soffermarmi in breve su due punti , per esprimere il mio convinto dissenso di cittadina:

1) perché da noi è vietato manifestare davanti ai palazzi del governo, come in tutti gli stati democratici? Gli eletti dal popolo, blindati e scortatissimi, non offrono di sè, nella loro  separatezza (timorosa e/o supponente), un’immagine degna del paese avanzato che ci illudiamo di essere. E allontana dalla politica”sana” i giovani – compresi i nostri nipoti- con facilità persuasi di quanto sia inutile e persino pericoloso esprimere, con la sola presenza, le proprie  opinioni.

2) perché i rappresentanti delle varie istituzioni spesso presentano le  violenze della polizia quali reazioni (in certo senso giustificate o almeno comprensibili) alle provocazioni dei manifestanti? Il ministro Cancellieri “si è soffermata sulle immagini che mostravano poliziotti colpire manifestanti a manganellate : «Una foto è spesso l’effetto finale di qualcosa che magari si è svolto prima. Io porterei anche le foto del poliziotto cui hanno spaccato il casco in testa: foto per foto, parliamone»”. C’è una mistificazione di fondo in questa tesi.  Spostiamoci, per esempio, in un reparto psichiatrico. Giustificheremmo il personale che, aggredito da un pazzo, reagisca picchiandolo? Ovvio che no: medici e infermieri sono lì in veste professionale.

Parimenti, i poliziotti non sono ragazzi  contrapposti ad altri ragazzi, ma tutori dell’ordine. Le provocazioni non giustificano un bel nulla, anzi. Non essere in grado di “sopportarle”, reagire con la violenza ( esistono sistemi non cruenti per rendere inoffensivo il picchiatore), dimostra che la loro professionalità è scadente. O peggio (insinuano non pochi malevoli), che certe condotte sono funzionali al “modello gestionale”.

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