Pubblicato da: virginialess | 31 gennaio 2013

Il papà separato e i suoi diritti

La crisi matrimoniale dei figlioli è di sicuro una delle situazioni che più addolora noi nonne. Preoccupate in primis per gli effetti negativi sui nipotini e spesso afflitte da un senso di colpa più o meno palese se il coniuge “colpevole” (in verità è ben rara una responsabilità unica), lui o lei, è stato educato da noi. Gran parte delle separazioni avviene in modo non tanto civile e rispettoso; accuse, recriminazioni, strumentalizzazione dei bambini peggiorano il quadro. Si pongono inoltre non pochi problemi pratici e spesso noi nonne siamo pesantemente coinvolte.

Le statistiche confermano ciò che notiamo guardandoci attorno. Più svantaggiate sono le mamme. I figli vivono in prevalenza con loro, anche quando l’affidamento è condiviso, e spesso i papà vengono meno ai loro doveri economici, tanto che  in questo blog compare quasi ogni giorno la domanda “se il padre non paga, debbono intervenire i nonni?”. 01Tuttavia anche per i padri  separazioni e divorzi risultano tutt’altro che indolori. L’afflizione più frequente riguarda la difficoltà di incontrare i figli con serena regolarità, in quanto le ex mogli, variamente risentite, ostacolano il mantenimento del rapposto. Malissimo, si capisce: la rottura dovrebbe comunque preservare quanto più possibile la funzione di entrambi i genitori. Naturalmente esiste in proposito un’articolata legislazione e, visto che siamo in Europa, essa dovrebbe garantire un trattamento paritetico ai cittadini dei vari paesi, anche per quanto riguarda i legami familiari. Non pare che la giustizia italiana ci riesca… Riporto parte dell‘articolo dell’avv. Claudio Sansò, apparso ieri nel sito dell’AMI, l’associazione di matrimonialisti italiani

<Non è di certo la prima volta che il nostro Paese venga bacchettato in sede europea. In questo caso i giudici di Strasburgo segnalano l’assoluta inerzia della nostra Magistratura rispetto all’impossibilità di un padre separato che non riesce a vedere la figlia.

Il tribunale è impotente dinanzi all’ostruzionismo dalla madre, risulta incapace di garantire all’uomo un effettivo esercizio del proprio diritto”. Purtroppo, in alcuni  casi manca il coraggio da parte dei giudici di provvedere severamente e d’urgenza rispetto a situazioni patologiche, ove il genitore collocatario si arroga il “diritto di vita” dei figli e Strasburgo pretende di più. “Nelle questioni di diritto di famiglia, l’adeguatezza delle misure adottate dalle autorità giudiziarie si misura anche in base alla rapidità con cui le stesse vengono messe in esecuzione. Nel caso di specie, però, la burocrazia ha lasciato decorrere troppo tempo (la sentenza di separazione era del lontano 2003), tanto da compromettere definitivamente una sana e regolare relazione tra padre e figlia”.

Per questo ha condannato l’Italia per violazione del diritto al rispetto dei legami familiari. Secondo i magistrati europei, il nostro Stato non riesce a far adempiere le sue stesse sentenze in tema di famiglia.

Lo Stato italiano dovrà risarcire un padre che aveva ottenuto, con la sentenza di separazione, il diritto a vedere periodicamente la propria figlia di sette anni. Tale provvedimento, tuttavia, non era mai stato rispettato dalla madre, che aveva sempre frapposto un atteggiamento ostruzionistico. L’uomo non è riuscito a vincere tale resistenza in nessun modo, neanche con l’intervento dei servizi sociali. Così si è rivolto alla Corte di Strasburgo che, ancora una volta, ha criticato fortemente il nostro sistema giudiziario.

La sentenza della Corte dei diritti dell’uomo ha riconosciuto al padre un risarcimento del danno morale pari a 15 mila euro: magra consolazione rispetto al legame con la figlia ormai compromesso.

La stessa Corte ha stigmatizzato anche l’operato dei nostri servizi sociali: sarebbero fallimentari, perché non in grado di superare gli ostacoli materiali. Le misure adottate sono spesso automatiche e stereotipate.>

Una conferma di quel che purtroppo sappiamo già: nel Belpaese il richiamo all’Europa viene utilizzato dai governanti a danno dei cittadini, mai a loro favore!

Quanto a noi nonne, inutile, spero, rimarcarlo: qualora fosse una nostra figliola ad adottare un simile comportamento, dovremmo tentare in ogni modo di ricondurla alla ragione. Per quanto “colpevole” possa essere stato il marito, nostro ex genero, i suoi diritti di padre vanno rispettati, soprattutto nell’interesse dei nipotini.

Annunci

Responses

  1. Molto bello il blog… pero’ aspetto nuovi post, e’ da troppo tempo che non ci sono aggiornamenti. Vabbe’, intanto mi sono iscritto ai feed RSS, continuo a seguirvi!

    • Grazie lucia, mi fa piacere. Pubblico in media un post a settimana, non ce la farei ad aumentare la frequenza… Quanto ai commenti, alcuni ne hanno molti e altri no. I lettori preferiscono alcuni argomenti, ma mi sembra giusto parlare un po’ di tutto quello che ci riguarda come nonne.

  2. Salve,
    si parla di torti del padre o della madre, ma a volte si tratta, anche, di genitori che devono fare i conti con nuovi partner, a loro volta con figli ingelositi da nuove presenze.
    Non sempre le famiglie allargate funzionano e il bambino o la bambina, che deve raggiungere periodicamente il genitore, diventa un ospite sgradito. Ostilità che si evidenziano apertamente con maltrattamenti fisici, da parte del bambino padrone di casa, e psicologici, da parte del nuovo partner, con grande disagio per il piccolo o la piccola con lo zainetto. .
    I danni sul figlio o la figlia ospite sono gravissimi, fino a compromettere il rapporto con il genitore, che si trova a dover compiere scelte dolorose o mediare, quasi sempre, maldestramente.
    Come nonna sono estremamente addolorata per le scelte di mio figlio e non manco di esprimergli tutto il mio biasimo; ma come donna sono altrettanto delusa dall’egoismo e dalla totale mancanza di solidarietà tra queste giovani donne, che usano la stupidità dei maschi con estrema spudoratezza.
    Mi rendo conto di essere, forse, troppo severa; ma questo scaricare l’egoismo degli adulti sulle spalle dei piccoli, mi disgusta e mi umilia come donna e come madre.
    Mi piacerebbe conoscere il pensiero di chi legge.
    Grazie per l’attenzione,
    Ida.

    • Purtroppo si tratta di situazioni frequenti, gentile ida1954, e non per questo meno dolorose.
      Il padre della sentenza europea ha fatto notizia, mentre rimangono anonime le tante famiglie disgregate e problematiche.
      Basta guardarsi attorno… Nelle classi dei miei nipoti, per esempio, il numero di ragazzi con i genitori separati è statisticamente “vincente”.
      Avviene che nei nuclei allargati si creino inconvenienti, quasi sempre a danno dei figli che definisci “ospiti”.
      Sono d’accordo nel deplorare, quando c’è, l’egoismo dei genitori. Molti si separano con motivazioni banali, ritenendo di aver diritto a un’ipotetica felicità personale, che – spesso proprio a causa della propria immaturità – non sanno coltivare nella vita di coppia.
      Ma, bisogna dirlo, di solito non sono stati educati alla responsabilità e alla cura degli altri, figli compresi.
      Naturalmente ogni situazione ha le sue peculiarità. Una civile separazione può essere meno dannosa, per i nostri nipoti, del clima ingrato tipico della coppia ormai “scoppiata”.
      Certo, il genitore che trova un altro partner dovrebbe aver cura di valutarne con raziocinio la capacità di rapporto con i propri figlioli.
      Certo, una donna intelligente e sensibile dovrebbe essere solidale nella cura dei piccoli e rispettosa della loro madre.
      Dovrebbero, appunto. Che tristezza…


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: