Pubblicato da: virginialess | 27 marzo 2013

Nuore “pesanti”

uovaRischiano di  esserlo anche le uova pasquali, che  metto qui per fare gli auguri  a tutte noi: le ho scelte leggere, appunto, come è sempre opportuno siano le  presenze di parenti e congiunti nei rapporti familiari. Le feste – l’ho già scritto-  spesso evidenziano e aggravano  non infrequenti  pesantezze.

La situazione standard (confermata purtroppo anche in questo blog)  è caratterizzata da: – suocera ingombrante, scontenta perchè figlio e nipoti le vengono per così dire sottratti; nuora infastidita, in cerca di argomenti (o pretesti) per schivare visite e inviti. Sia l’una che l’altra possono avere, oppure no, motivazioni valide a sostegno del proprio sgradimento.

Ma gli standard, si sa, presentato sempre degli scostamenti. Alcuni positivi, altri meno. Nel nostro caso, appartengono al primo tipo nuore e suocere equilibrate e serene (ce ne sono, credetemi) che si frequentano senza problemi e nella giusta misura, con piacere e vantaggio dell’intera famiglia, nipotini in primis. Nel secondo tipo iscrivo le nuore che  si dimostrano ben liete di avere rapporti continui con la suocera, anzi con tutta la famiglia del consorte, ma si rivelano pesanti e in certa misura “profittatrici”.

La loro assiduità, infatti, spesso favorita  dalla vicinanza abitativa, grava vistosamente sulla mamma di lui  –  talvolta su suocero e cognati – nel senso che la nuova famigliola viene  alleggerita  degli oneri e impegni che normalmente le spetterebbero. Non so quanto la pratica  sia numerosa (di norma è  più coinvolta la madre di lei ), ma io stessa ne conosco alcuni esempi . L’ instaurarsi di certe consuetudini è ovviamente favorita dalla disponibilità dei suoceri, amanti della compagnia e nonni affettuosi, i quali  si ritrovano a condividere di continuo pranzi e cene, ad avere i bambini sempre intorno e così via. Una famiglia neopatriarcale , insomma, ma alquanto diversa da quella storica.

L’antica, infatti, essendo in sostanza un’unità produttiva, prevedeva una suddivisione “aziendale “dei compiti e la subordinazione dei giovani agli anziani. La nuora lavorava seguendo le direttive della suocera, la quale si occupava al caso dei piccoli mentre lei era impegnata nei campi o altrove. In questa moderna allargata, non sempre l’ospitalità ai pasti, la cura dei nipoti e lo svolgimento  di  incombenze varie   sono realmente necessarie. L’impressione è che  gli ormai genitori, essendo  stati figlioli bene (troppo)  assistiti, continuino a comportarsi come tali.

Spesso la mamma  neppure lavora, ma trova naturale essere agevolata e condurre vita comoda.  Può lasciare i figli quando  gira per negozi e  incontra le amiche, evita la noia di spentolare, fa con comodo le pulizie di casa mentre la nonna spupazza il bimbo… Nessuna contropartita, di solito: la suocera coinvolta in questa situazione è simpatica,  accondiscendente, portata all’accudimento e quando finisce con lo stufarsi (avviene sempre) preferisce tacere per amor di pace.

Naturalmente non approvo la nuora “pesante” e neppure suo marito, figlio della brava suocera, il quale trae a sua volta vantaggio dalla situazione e non ha nulla da eccepire. Oltre a dar prova d’immaturità, queste coppie assistite appesantiscono la gestione domestica, limitano di fatto la libertà di movimento dei nonni, condizionano in certi casi l’autonomia  di tutta la famiglia. Come al solito, occorre senso della misura: ottima cosa i rapporti cordiali, negativa l’invadenza.

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