Pubblicato da: virginialess | 16 aprile 2013

Nipoti maleducati

indexbusSu http://www.7giorni.info trovo questo pezzo di Alessandra Stella, intitolato La fragilità dei nonni non fa bene a nessuno! Di nipoti maleducati c’è abbondanza, ma questo resoconto mi colpisce per la sua semplicità e concretezza. Lo trascrivo tal quale. Inutile dire che non dobbiamo certo consentire ai nostri di comportarsi in tal modo…

A volte, per troppo affetto, i nonni dimenticano le basi di una buona educazione, a partire dal rispetto che i nipoti devono avere per loro. Ne è un esempio l’esperienza narrata qui di seguito.

Salgono sull’autobus in grande confusione. La nonna non appare proprio in gran forma e l’autista è di quelli spericolati che amano le curve e le fermate brusche. Sono seduta e li guardo, pensando che forse escono dall’istituto privato che ha sede lì vicino.

I bambini sono tre, due femmine e un maschio: l’età sembra di scuola elementare, forse quello più grande frequenta già la media. 

Tutti e tre si buttano a sedere nei posti liberi e la nonna oblitera la tessera e poi si attacca a un sostegno. I ragazzini sono simpatici, scherzano su qualcosa che non conosco, si agitano e sono felici. 

La nonna tiene lo zaino di quella più piccola. Francamente le avrei lasciato il posto perché faceva davvero molta fatica ma non ho avuto il coraggio. Era come se non le venisse neppure in mente che uno dei nipoti dovesse farla sedere. Dopo tre fermate annuncia che sono arrivati e si avvicina all’uscita. Tutti si precipitano, spintonandosi, per arrivare per primi. Lei scende per ultima con una certa fatica così capisco la scelta della porta vicino all’autista: lui la vede e può darle tempo.

Sono rimasta tristissima a lungo. Ma perché a volte non si ha il coraggio di insegnare la buona educazione ai nipoti? Sicuramente esistono rapporti ingarbugliati anche con i genitori.

Era una signora dall’aspetto gentile, travolta dall’energia ma anche dalla maleducazione di bambini che evidentemente sono abituati a fare così. Nessuno di loro ha pensato alla sua fatica: neppure lei. 

La colpa non è certo solo dei bambini, tuttavia è un episodio che fa pensare!”

Fa pensare ai loro genitori, si capisce, che evidentemente li hanno “cresciuti” così. Un risultato al quale non avremmo dovuto concorrere. Pensiamoci per tempo, appunto.

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Responses

  1. Sono senz’altro d’accordo con lei, ma anche i nonni dovrebbero farsi rispettare: altrimenti i nipoti penseranno che voler bene equivale a farsi trattare come zerbini. In certi casi poi i nonni rischiano veramente la salute. Imoltre, perchè non insegnare (sempre in limiti ragionevoli) ai bambini l’importanza non solo di fare da se’, ma anche di dare una mano sfruttando la loro grande energia?

    Sono contenta comunque di aver insegnato ai miei figli che bisogna considerare l’età delle persone (anche la mia oramai rispetto al loro vigore) e trattare gli anziani con delicatezza…quando vanno a prendere la nonna di 92 anni per portarla a mangiare a casa nostra la trattano con grande premura.
    Devo dire che mi piace quando danno una mano anche a me e mi evitano “scalate” pericolose in cucina! :) :)

    Un caro saluto e complimenti per il suo blog
    chicca

    Post scrictum un po’ maligno: per mio suocero io sono sempre stata una “sposa insufficiente”… e forse anche una “cattiva madre”…e le mie istruzioni in merito allo zaino non sono state apprezzate neanche un po’ ! Ebbene si, sono un caso particolare: il mio matrimonio è stato segnato soprattutto dall’antipatia di mio suocero nei miei confronti, antipatia diventata poi reciproca…ma questa è un’altra storia!

    • Dovrebbero farsi affettuosamente rispettare, certo. Ma la responsabilità educativa (anche nei confronti di nonni troppo accondiscendenti) compete in primis al genitore.
      A malvolere la nuora, si sa, è per definizione la suocera. Ma conosco un altro paio di casi in cui è il padre di lui a trovarla inadeguata o antipatica. Di solito le motivazioni sono un po’ diverse. Nel tuo caso?

      • Probabilmente per lui non sono stata abbastanza affettuosa e “reverenziale” nei suoi confronti e nei confronti di sua moglie. Tieni conto che mi sono messa insieme con mio marito che ero molto giovane (e molto giovane era anche lui) e anche abbastanza timida. I rabbuffi e le critiche alle mie scelte che ho ricevuto da mio suocero non hanno migliorato i nostri rapporti. Negli anni mi ha detto un sacco di cattiverie avendo spesso l’accortezza di farlo quando non c’era nessun altro ad ascoltare…ma anche quando mio marito era presente non è cambiato granchè: non mi ha mai difeso (un po’ mi invitava ad essere meno permalosa e un po’ mi dava della vaneggiante) e questo, sebbene gli voglia molto bene, non glielo perdonerò mai. Le invadenze e le pretese dei suoi genitori di averci sempre a pranzo da loro ecc ecc hanno guastato i primi anni di matrimonio, anche se devo dire che anche i miei parenti ci hanno scocciato un bel po’. Ma io ho fatto sempre il possibile, anche bruscamente se necessario, per metterli al loro posto. Inoltre mio padre aveva un grandissimo rispetto di mio marito. Mai l’ho udito dire una parola su di lui che non fosse di lode e mia madre mi ha confermato che la stessa cosa avveniva in mia assenza. Al contrario i miei suoceri ( la suocera a dire il vero si trattiene un po’ di più perchè più intelligente) hanno sempre parlato malissimo del marito della figlia ( santa e martire a sentire loro) e quindi, immagino, anche di me…Quando sono nati i nipoti tutti i nonni sono impazziti, ma i nonni paterni in particolare mi si piantavano in casa praticamente tutti i pomeriggi con la scusa di aiutare, presenziavano l’allattamento ecc ecc. Tornata al lavoro si sono occupati dei nipoti per circa un annetto/due. Poi d’accordo con mio marito ho lasciato il lavoro (anche questo un “privilegio” secondo mio suocero non concesso alla sua povera figliola) e quindi ho avuto la gioia di crescere i nostri figli in prima persona. I nonni hanno potuto fare i nonni e non gli educatori (non gli riusciva molto bene) e poi i nonni paterni si sono distratti (grazie a Dio!) con la figlia della figlia. Perfino a lei il nonno ha parlato male del padre! Per fortuna ora che è grande lo manda ben bene a quel paese.

        Nella mia vicenda ci sono un po’ tutti gli elementi tipici del cattivo rapporto dei figli adulti con i genitori: la mancanza di una vita propria che li porta ad invadere la vita della nuova coppia, il volersi sostituire ai neo-genitori (mio suocero diceva che nessuna era una mamma più brava di sua moglie, mettendo così in dubbio le mie capacità e forse persino i miei sentimenti di madre: pensa cosa può voler significare questo per una donna che ha appena partorito), l’uomo che non prende mai posizione in modo netto nel difendere la propria compagna. Per fortuna il tempo passa, l’energia di questi nonni ossessivi si smorza e anche la nostra paura di nuore di offendere. Si rifiutano i pranzi domenicali, si evitano le vacanze insieme (queste meriterebbero un racconto a parte) e meno li si vede meglio è. Rapporti cortesi e abbastanza distaccati: raccolgono quello che hanno seminato.

        Spero che quello che ho vissuto mi serva ad evitare di fare i loro stessi errori: non vorrei veramente essere l’unico motivo di litigio per le future famiglie dei miei figli.
        Mi scuso per la lunghezza dello sfogo. Sarei curiosa di sapere se i casi di suocero ostile alla nuora che tu conosci sono simili al mio…
        Un caro saluto
        chicca

        ps: il malvolere di mio suocero nei miei confronti si è trasferito su mia figlia, colpevole di non saper fare i “servizi” (cosa non vera fra l’altro) e secondo lui non ho mai imparato a cucinare veramente. Che i “servizi” non li sappia fare mio figlio non gli interessa e quando viene, raramente, a mangiare da me prima di ingozzarsi annusa sospettosamente ogni pietanza.

        • Ciao chicca, rispondo in ritardo perché sono fuori, con una connessione un po’ precaria. Eh sì, la tua vicenda familiare è abbastanza tipica. Genitori che continuano a stare addosso ai figli adulti e accasati, i quali a fatica si rendono un po’ autonomi, e non sempre. Anche il marito che non “difende” dai suoi la giovane moglie è purtroppo un classico. D’altra parte si tratta del solito “cane che si morde la coda”: l’iperprotezione produce adolescenze prolungate e genitori che, vuoi per senso di colpa (pur poco consapevoli “sanno” di aver sbagliato), vuoi per abitudine, “assistono” (leggi:invadono) le nuove famiglie. Più impegnate sono di norma le madri, ma anche i padri, sia pure in modo diverso, fanno la loro parte. Ho esperienza di qualche caso, già nella mia cerchia ristretta.Ne parlerò magari in un articolo.
          Naturalmente devi fare di tutto educare in maniera corretta i tuoi figli, soprattutto riguardiìo alla differenza di genere: maschi e femmine debbono avere, in casa e fuori, i medesimi impegni.

  2. Certo, cara chicca, e infatti l’apertura dell’articolo si riferisce proprio a tale atteggiamento dei nonni. E’ però ben difficile che i nipoti si rendano conto e arrivino di propria iniziativa al “No grazie, faccio io!”
    Tu stessa scrivi: “Mio figlio, su ordine della sottoscritta, si è sempre rifiutato di consegnare il suo fardello,…” Quell’ordine, giustamente impartito, sta appunto a mostrare un corretto intervento educativo: del genitore, appunto.

  3. Non é detto che l’atteggiamento dei nipoti sia causato dalla mancata educazione dei genitori, bensì da un atteggiamento eccessivamente “accomodante” (al limite del servile) tenuto dalla nonna. Mio suocero, ad esempio, con gravissimi problemi alla schiena, pretendeva di portare i pesanti zaini dei nipoti…con la figlia di sua figlia l’ha fatto per anni, quando andava a prenderla a scuola. Mio figlio, su ordine della sottoscritta, si è sempre rifiutato di consegnare il suo fardello, proprio in considerazione del rispetto che si deve a chi è più grande di noi.


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