Pubblicato da: virginialess | 5 giugno 2013

Suocere e nuore: il decalogo (“narrazioni”2)

suocnuoreAvevo in mente di compilare le “narrazioni” riunendo  brani significativi dei tanti commenti al decalogo. Tuttavia uno degli ultimi  mi sembra anche da solo un  esempio eloquente di rapporti mal impostati e peggio condotti. Rispondo sempre negli spazi a ciò destinati, ma questa volta lo faccio qui, sperando che la maggiore visibilità abbia qualche effetto sulle tante suocere e nuore in  conflitto. Scrive Sabyl:

“mia suocera ha le chiavi di casa, dopo più di un anno di insistenza è riuscita a convincere mio marito a fare dei lavori nella nostra casa, togliere un muro di cui io non sentivo il bisogno di disfarmene, senza dirmi nulla si sono organizzati e lei ha fatto fare i lavori che voleva.”

Pessimo! Non solo per le chiavi, “vietatissime” dal decalogo, quanto per la posizione  del marito che, evidentemente succube della mamma,  consente ai lavori murari che lei (non sua moglie, addirittura ignara di tutto) ha deciso di fare. Ripeto la solita domanda: non si era accorta, Sabyl, dell’autoritarismo della suocera e della debolezza del marito? In verità molte donne ben lo sanno, ma vogliono  illudersi: “Le cose cambieranno quando saremo sposati” Non accade mai!

“Questa è solo l’ultima. Da dove iniziare ??? abbiamo un concetto di igiene diverso, per le mia mania di pulizie sono stata spesso presa di mira da battutine nel suo salotto con sua figlia o a casa dei loro parenti “cosi vivi male”;

Qui ho idea che sia la nuora a esagerare, La “mania” delle pulizie non è una virtù. Può divenire patologica (rupofobia ) e caratterizza le persone che vorrebbero tenere tutto sotto controllo. Ecco un sito che se occupa(http://salute-benessere.excite.it/mania-delle-pulizie-psicologia.html ); sono ovviamente maleducate le battute dei parenti sull’argomento.

“ho optato per il nido non appena deciso di rientrare in ufficio, sono stata bombardata da telefonate da chiunque per ricordarmi che “lei è disponibile” a stare in casa nostra dal lunedi al venerdi per tenere il bambino; per il primo natale del mio bimbo ho fatto in modo di invitare tutti i nonni a casa da noi per averli insieme (parenti di lui a 40km i miei a 250km) e poter fare per la prima volta la brava padrona di casa senza i problemi della gravidanza … risultato una mega litigata con tutti perchè mia suocera e mia cognata hanno portato cena di vigilia e pranzo di natale fatto da loro da casa loro contro il mio volere, umiliatissima da tutti, “tradizione di famiglia”.”

Sabyl ha fatto bene a optare per il nido, visto che per fortuna lavora; mentre senza dubbio sbagliano  le suocere che “pretendono” l’affidamento del nipote. Del piccolo sono responsabili i genitori e le loro scelte non vanno criticate.  Del tutto fuor di luogo, è chiaro, l’ingerenza prepotente di suocera e cognata nella gestione della cena natalizia.

“Quando è nato mio figlio, ho rotto le acque in anticipo, ho chiesto a mio marito di comprare un fiocco in farmacia, 11euro, sottolineando “prendilo per me poi ti ridò i soldi”, la sua risposta “si si ho chiesto a mia madre, ci pensa lei”. Uscita dall’ospedale, ho dovuto trascorrere la prima notte a casa di mia suocera, perchè “orami è quasi buio, stiamo da mia madre”, l’indomani a casa nostra ho chiesto emozionata notizie del fiocco, mia suocera ha tirato fuori dalla borsa un nastro di quelli che se tiri un filo si trasforma in ghirlanda da pacco regalo, dicendomi che quello che avevo chiesto io era troppo caro…”

Nell’episodio  la figura del marito appare  davvero “strana” (la moglie  dovrà rimborsarlo del fiocco?!); lui subito si rivolge alla mamma, la quale dà inutile (pagava la nuora!) prova di taccagneria, eccetera. Il fulcro di questo quadro desolante torna a essere  lui, papà del bimbo, cui  Sabyl non sembra attribuire alcuna autonomia. Lo mostra del tutto soggetto alla madre  invadente e neppure allude alla possibilità che stia dalla sua parte. Insomma anche  il   rapporto di coppia si mostra compromesso.

“…e tanto tanto altro ancora cosi ridicolo, come lei e mio marito,”  dice infatti  ” che non so se vale la pena continuare a starci male. Una cosa è sicura, finché ho uno stipendio, mio figlio uscirà di casa con me e rientrerà la sera con me, preferisco essere cattiva piuttosto che passare da incapace e lasciare la mia creatura ad una becera vecchia zozza !”

Magari la suocera non è così “zozza” e se potesse rispondere darebbe della fissata a sua nuora. La quale ha fatto una questione di principio della gestione in proprio del figlio e, immagino, lo tiene lontano il più possibile dai parenti. Ovviamente non occorre  che lo “lasci”, ci mancherebbe,  ma il piccolo dovrà pure aver rapporti con tutta la famiglia, per quanto imperfetta, e non in mezzo a  inimicizie e tensioni. Facile a dirsi, in situazioni del genere.

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Responses

  1. Cara Sabyl, ecco una risposta più accurata.
    Premetto che, quando mi trovo a esaminare le frizioni tra suocera e nuora (non avendo modo, si capisce, di ascoltare la proverbiale altra campana) sono portata ad assumere una posizione “mediana”, cioè a distribuire un po’ torti e ragioni, poiché la tendenza di entrambe a presentare l’altra nella luce peggiore è purtroppo la norma.
    Ma non sembra il tuo caso, almeno quanto a pulizia e dintorni. Gli esempi che citi metterebbero in crisi la meno “fissata” delle casalinghe e vanno oltre la minima decenza.
    Ok, a tua suocera compete la maglia nera per scarsa igiene e trascuratezza domestica. Forse qualche battutina su ragnatele e bottiglie dell’acqua mi scapperebbe, a onta della diplomazia!
    Purtroppo tuo marito, a quanto scrivi, segue le sue orme.
    E’ bene che piccoli non siano ostacolati nella loro libera crescita, ma quale genitore assennato consentirebbe al suo di gattonare sulla pubblica piazza (ovviamente sudicia e inoltre oleosa in quanto) frequentata dai bus?
    Trovo in verità singolare la tua assenza di reazioni. Secondo me faresti bene a confrontarti senza remore con il papà del tuo bambino anzichè roderti il fegato.
    Se infatti non hai “potere” sullo stile di vita di tua suocera, ben diverso – cioè paritetico e solidale – deve essere il rapporto di coppia.
    Il compagno ha il dovere di essere dalla tua parte e di aiutarti a gestire al meglio le relazioni con la sua famiglia, “mediando” per quanto è possibile tra la sciatteria di sua madre e le tue esigenze di pulizia.
    Che, dal commento, appaiono del tutto normali: il frettazzo dei pavimenti, tanto per dire, qui da me viene lavato nel secchio apposito, neppure nel lavandino del bagno. Troverei maniacali le pattine e anche, a parte la fase neonatale, la disinfezione di questo e quello (spesso causa di allergie).
    La questione si complica se, come appare, tuo marito trova adeguata la gestione igienica della mamma ed esagerata la tua… Non la poni ed evito ulteriori illazioni.
    Un cordiale augurio per tutto e a rileggerti!

    • In passato ho preteso aiuto nei lavori domestici, ma spesso mi sono sentita rispondere “sono stanco” … oppure “e basta!” a voce alta. Sto per gettare la spugna, nel senso che faccio da sola quello che posso e quando/dove non riesco pazienza, ma di certo non voglio abbassare il mio livello. Dopo la pausa estiva, molto lunga per mia scelta, ho pensato che forse è meglio vivere senza amareggiarsi il sangue, lasciar correre qualcosa, fare da sola quello che pretendo ma certo tutto ciò a discapito della stima che avevo nei confronti di mio marito. Che viva pure, lui, come vuole ed io come voglio io ma in maniera del tutto distaccata. Ho sposato lui, ma non la sua famiglia. Voglio concentrarmi di più su mio figlio e il mio lavoro, sono sicura che cosi riuscirò a vivere in maniera più serena. Farò qualche tour-de-force quando ci saranno visite attese, del resto se la mia opinione in fatto di gestione della casa non conta perché tanto affanno nel fare la colf?

      • Non vale infatti la pena di mettersi in affanno, cara Sabyl. Quanto al tuo “lasciar correre” potrei condividerlo (in parte) soltanto se tuo marito fosse oggettivamente molto più impegnato nel lavoro, con pochissimo tempo da trascorrere in casa. Ogni coppia rappresenta un caso a sè, si capisce, ma provo tristezza quando leggo che la stima si affievolisce e la rassegnazione avanza. Ti auguro il meglio, un abbraccio

  2. Quando si utilizza un piatto per stendere dell’affettato a tavola, non si ripone dopo l’uso ma va prima lavato, dopo il caffè le tazzine vanno lavate con spugnetta e/o sapone e non soltanto con le dita sotto l’acqua, perché le incrostazioni e le tracce di rossetto non se ne vanno. Li ogni posata ha i suoi fossili, nella pentola dell’acqua c’è sempre qualcosa della cottura precedente che galleggia, presa una bottiglia dal box è cosi complicato spolverarla? meglio averla sul tavolo tutto il tempo con la ragnatela? eh si, si abbina a quelle sui muri! la bottiglia d’acqua da cui si beve a canna di notte non va messa a tavola per pranzo ..sono fissata si, ho gli incubi ormai! ma non mi sono mai lamentata pubblicamente, per non umiliarla, però loro lo fanno alle mie spalle. Le mie sono regole di convivenza, di condivisione di spazi comuni, valgono per chiunque. Quando si è soli forse si può fare come si vuole, ci si può abbrutire come pare e piace.
    “Eh questo bambino che ancora non arriva, secondo me…” questa è una frase che non scorderò mai !!! Il peggior nemico di una donna è sempre un’altra donna.
    Dopo la minaccia di aborto sono rimasta:
    prima da mia mamma (pulizie giornaliere, pasti variegati, zero fatiche come raccomandatomi dai medici, ammetto che di lei approfitto sempre),
    poi da lei (“cucina e mangia pure ciò che vuoi io guardo la tv”, evvai di pasta e burro) e cosi per non dare troppo disturbo e visto che le pulisco-lavo-stiro da me (lungi da me dal pesare su qualcuno) allora ho deciso di stare sola a casa. Senza macchina, in una zona senza un esercizio commerciale, ho aspettato gli ultimi mesi per fare acquisti per il bimbo solo per scaramanzia, oltre i tantissimi regali da tutti, moltissimo ho acquistato e acquisto io (trio, seggiolino auto, biancheria, vestiti, giochi, latte, retta nido, …) visto che il papà ha il mutuo, ma va bene cosi e di questo non mi sono mai lamentata, ognuno contribuisce per quello che può. Non sono una che non delega o non si fida, semplicemente uno fa quello che sente. Mi mancava solo il fiocco…
    Qualche sera fa il papà è uscito col bimbo per una passeggiata, rientrati ho notato che il bimbo aveva le mani nerissime, il viso pieno di moccioli e polvere “arrivati alla piazza degli autobus ha voluto gattonare”, non ho detto una parola, l’ho preso e rilavato, cosa avrebbe fatto una non-fissata? (ovviamente mi rode il fegato) Vogliamo aprire un altro post? Non cambierò il mio stile di vita, voglio migliorare non peggiorare perché voglio, anzi vorrei, che mio figlio diventasse un uomo capace di meritare e far felice la sua donna, tutto qui.

  3. Cara Virginia non immaginavo che prendesse un mio commento come spunto per un suo post… cmq ha ragione lei, bisognerebbe sentire anche l’altra campana per poter giudicare la situazione. Non voglio aver ragione a tutti i costi, voglio solo che si rispetti il modo in cui io decido di vivere la mia vita. Non sono una maniaca delle pulizie, sono semplicemente una donna del XXI secolo, che lavora, cerca di rinunciare il meno possibile a se stessa e che sistematicamente 1 giorno a settimana dedica qualche ora alle pulizie della casa, il minimo sindacale. Pulisco il bagno 1 volta a settimana, sembra troppo per voi? credo solo che farlo a giovedi alterni non faccia per me; lavo gli stracci nel lavandino del bagno, non in quello della cucina, sono una fissata? forse, ma nella mie insalate mai nessuno ha trovato dei capelli. Spazzo il pavimento tutte le sere dopo cena, mio figlio gattona tutto il tempo che siamo a casa, mi chiamano “quella con la scopa sempre in mano”, sono una fissata? o forse pretendo rispetto per il piccolo? Ho amiche che fanno indossare pantofole agli ospiti, lo condivido ma non lo pratico, di loro cosa direbbe? fissate? Non tengo mio figlio lontano da nessun parente, partecipo a tutte le riunioni della famiglia acquisita, non mi sono mai rifiutata, sono molto educata e soprattutto diplomatica. Mia suocera si è autoinvitata tante volte, esempio la settimana scorsa ha dormito da noi, nessun problema, ma il mio giudizio su di lei non cambia.

    • Cara Sabyl, spero non ti sia dispiaciuta la trasposizione in post del commento. Lo faccio quando il contenuto mi sembra significativo e coinvolgente. Sono fuori e mal connessa; risponderò nel dettaglio appena possibile. In sostanza difendo le tue ragioni… L’espressione “mania” a proposito delle pulizie l’hai usata tu stessa nel commento.
      A presto!


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