Pubblicato da: virginialess | 11 giugno 2013

In vacanza con i nonni (e parenti vari)

familyL’estate è alle porte, il tema torna di attualità. Parlandone in precedenti occasioni mi ero soffermata su un argomento circoscritto: bambini  che vanno in vacanza con i nonni e problemi collegati all’ansia dei genitori o alle scelte educative dei nonni.

Una lettrice si preoccupa invece di  altro:Sono qui a chiedere qualche consiglio x gestione diplomatica della suocera e della cognata in previsione delle ferie estive: la suocera abita nel piano terra della nostra casa (ex sua), la cognata porta da lei suoi figli (la ragazza e’ brava e a volte gioca con i piccoli ma per lo piu’ si annoia a morte, il bimbo gioca con il 8483324-tre-generazioni-di-una-famiglia-seduti-insieme-sulla-spiaggia-di-invernomio e la mia bimba piccola appena si trovano un po’ in disaccordo…” Il commento è uno dei recenti al decalogo

Insomma le vacanze  della famiglia allargata, con nonni, zii e cuginetti, delle quali molti serbano negli anni un buon ricordo, non sono esenti da rischi. Soprattutto se, come in questo caso, sono il risultato di una certa forzatura. Infatti “La suocera per averli tutti con se (dice ‘i bimbi sono la mia vita’) dipinge un quadro idilliaco, vero forse 5 min su tutta la giornata.” scrive la signora, che appare persona ragionevole e controllata. Quali consigli darle?

Esclusa la possibilità di interrompere la consuetudine, come ha fatto una cognata, non rimane che mettere  a punto la strategia diplomatica cui lei stessa fa riferimento. La  principale fonte di tensione nasce di consueto dai litigi infantili,  ma anche la compresenza di più donne nella gestione di pulizie, pasti ecc. può creare frizioni. Giova dunque armarsi di pazienza e lavorare su vari  fronti.

Suocera e cognata: convincerle a suddividere i compiti. E’ bene occuparsi a turno di  spesa, cucina, sorvaglianza  attività dei bambini ecc.in modo da non sovrapporre i ruoli. Per es. se i piccoli litigano quando sono con X, tocca a  lei gestirli e le altre non interverranno.

Nipote più grande: coinvolgerla “professionalmente” nell’intrattenimento dei più piccoli concordando un’equa “ricompensa”: paghetta”, regali, gita… Si sentirà valorizzata e dovrebbe annoiarsi meno.

Nipotini: tenerli occupati, si  capisce . Programmare con la cognata l’impiego della loro giornata. Chiedere alla nonna affettuosa di gestirli da sola in alcune  situazioni ( una passeggiata, la cena…) mentre le madri fanno altro.

Per non apparire militatesco, il “regime” va presentato con garbo, sollecitando iniziative e proposte. Funziona? Abbastanza, con persone almeno un po’ consapevoli dei problemi e disposte a collaborare per alleggerirli.

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Responses

  1. Grazie delle sue proposte.
    La cognata non c’è durante la giornata. Lei e sua madre … pensa che il suo figlio (cugino dei miei) ha provato per la prima volta (9 anni) a prendersi da solo una fetta di prosciutto crudo dalla confezione (l’ho invitato io, a fare come fanno i miei). La nonna (mia suocera) subito a rimproverarlo perché non è riuscito bene ,gli ha tolto la forchetta per fare lei. Non gli fa prendere neanche un bicchiere d’acqua da solo !
    Il bello è che proprio così anche acasa sua! Il bicchiere/qualsiasi dalla mamma o la sorella, visto che femmina le tocca o magari perché vice capo di cucina/casa e guai il maschio che prova fare qualcosa? Beh, oltre a ordinare il bicchiere d’acqua naturalmente…
    Cmq provo parlare con la suocera e la cognata, magari qualche cosa va in meglio!! Notte e grazie ancora

    • “Tentar non nuoce”, per metterla in proverbio. E buone vacanze, comunque vada!
      I miei pareri non possono che essere i generici, adattabili (si spera) alle situazioni concrete.
      Questa suocera/nonna fa parte della categoria – tuttora numerosa, a onta dei profondi cambiamenti della struttura familiare – delle donne che centralizzano la gestione domestica.
      A tutto provvedono, ovunque intervengono: quasi marito, figli e parentela varia (maschile, soprattutto) fossero incapaci di svolgere le più elementari incombenze.
      Sbagliato, ovviamente, soprattutto nell’età della crescita dei nipoti, i quali si confrontano con modelli educativi superati e dannosi.
      La cura e l’attenzione che le “matriarche” profondono nasce – più che da autentica disponibilità – dall’esigenza di sentirsi al centro, di risultare indispensabili.
      Una madre equilibrata, al contrario, deve favorire, com’è noto, abilità, responsabilità, autonomia…


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