Pubblicato da: virginialess | 2 settembre 2013

Nonni (troppo?) impegnati

18720048-grandparents-and-grandchildren-enjoying-beach-holiday18718939-grandparents-and-grandchildren-enjoying-beach-holidayEccoci agli sgoccioli delle vacanze e alcuni di noi sono tuttora rallegrati (?) dalla compagnia dei nipotini. Le mie piccole note rischiano di riuscire un po’ acide… Ma guardandomi attorno, non posso fare a meno di pensare che  talvolta, con l’impegno dei nonni, si ecceda alquanto. Ed essi, pur lieti dell’affetto dei piccoli e in certo senso orgogliosi del contributo che arrecano al benessere della famiglia allargata, manifestano una certa stanchezza. Giustificata, ritengo.

Niente di personale, ci tengo a chiarire: sono tutt’altro che oberata! L’età e la collocazione geografica dei due nipoti hanno ridotto negli anni il nostro impegno; le occasioni d’incontro e di ospitalità rappresentano una gioia  attesa e, di necessità, meno frequente di quanto ci piacerebbe.  Amici e conoscenti si  trovano di solito in condizioni  di maggior vicinanza,  certo gradita poiché non si tratta di convivenza o affidamento continuativo, e consente loro di seguire la crescita dei piccoli con la partecipazione e l’interesse che merita. Tuttavia la serie d’impegni che ne deriva riesce a essere consistente.

Utilizzo quale esempio una coppia che ha due figlie, mamme rispettivamente di due e tre bambini dai 13 ai 3 anni. Tutti vivono durante l’anno  nella stessa città e trascorrono l’estate nel medesimo condominio al mare, dove  le nuove famiglie hanno, in successione,  preso casa. In inverno la nonna si reca un giorno a settimana presso ciascuna figlia (il tragitto con i mezzi richiede un paio d’ore): preleva i nipotini a scuola, li accompagna in palestra, intrattiene in casa,  eccetera.  Compleanni e ricorrenze varie vengono festeggiati nella casa d’origine , adatta allo scopo; se si opta per altra location, lei non manca di approntare le sue lodate torte e altri generi di conforto.

A chiusura delle scuole ci si sposta al mare. Due  nipoti, i cui genitori rimangono in città, vengono ospitati dai  nonni, i quali tengono d’occhio anche gli altri tre,  che spesso rimangono da soli con la tata perché il papà è fuori tutta la settimana e la mamma ha impegni di lavoro sia pure flessibili. In agosto tutti hanno le ferie e i nonni sono liberi, salvo imprevisti. Ma rientrano in servizio a settembre, fino all’inizio dell’anno scolastico, quando il ciclo si rinnova.

Interventi di questo tipo, anche più impegnativi, sono molto diffusi. Non  pochi nonni accompagnano e/o riprendono i nipoti a scuola quasi tutti i giorni, li ospitano regolarmente ai pasti e, se occorre, anche a dormire.  Amano i piccoli, forse  sarebbero rattristati da una minore assiduità  e spesso ripetono che i nipoti riempono loro la vita. Ma talvolta si dicono stanchi della routine, lamentano di non aver tempo per se stessi e  vorrebbero figli meno bisognosi di ( o pronti a chiedere) aiuto.

Naturalmente il mio consiglio è di evitare gli eccessi. La disponibilità dei nonni non rappresenta un diritto per i genitori, che dovrebbero essere in grado di cavarsela, salvo casi particolari; i nonni, pur presenti e assidui, non dovrebbero assumere impegni genitoriali, rinunciando a impiegare in autonomia la loro terza (o quarta) età.

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Responses

  1. ciao virginia. ti scrivo per sfogarmi un pò e capire dove sbaglio. ho 25 anni e sono mamma di una bimba di un mese. sono sposata e abito sopra i miei che sono ancora giovani (50enni) e hanno mio fratello, 23enne, in casa. ci tengo a precisare che entrambi siamo in affitto e che dunque non sto sopra di loro per motivi economici, anzi. io abitavo già qui, sono loro ad averci seguiti dopo aver venduto la loro casa di proprietà. da quando è nata la bimba è cambiato tutto, da persone normali sono diventati superinvadenti ma non per dare una mano, solamente per venire a qualsiasi orario ad osservare il giocattolino nuovo. in particolare dopo un’episodio che ora ti racconto i rapporti si sono ridotti ai minimi termini: mio fratello chiama una sera (ora di cena)per dire che sarebbe salito a vedere la bimba. risponde mio marito al tel, dicendo che magari era meglio in un’altro momento,perchè lui stava cucinando e nel frattempo teneva la bambina, il tutto dopo una giornata di lavoro pesante che va dalle 7 alle 17. io, avendo fatto il cesareo, ero a letto con una tremenda sciatalgia che mi mozzava il respiro ad ogni tentativo di alzarmi. morale della favola: mia madre si offende perchè avevamo detto a mio fratello di non salire (preciso che dopo cena mio marito l’ha richiamato dicendo che se voleva salire poteva farlo, ma ha risposto mia madre dicendo “che il ragazzo adesso non poteva, che stava facendo la doccia”. la mattina seguente mia madre mi dice che mio marito si è comportato male e mio padre dice a mio marito che sarebbe bene che lui cambiasse per diventare come loro. virginia, io forse sono chiusa di mentalità ma mi sono offesa. credo che in un momento così delicato potevano per una volta mettere me davanti a tutto, essendo loro figlia, ed evitare sia di parteggiare per quel nullafacente di mio fartello che non sa cosa sia la stanchezza perchè non ha mai lavorato e non si è nemmeno diplomato ed inoltre dovevano evitare di pretendere che mio marito si comporti in casa propria come loro vogliono e comandano. ci sono rimasta male, mi sento abbandonata. dalla mattina successiva alla discussione (la bimba aveva 4 giorni) non è più venuto nessuno ad aiutarmi. sono andata avanti ad antidolorifici e il pochissimo latte che avevo, per lo stress e la stanchezza fisica, è andato via. avevo ancora i punti del cesareo e nessuno si è preoccupato di me o della mia piccola. oltretutto mia madre ha detto, mentendo spudoratamente,a tutti i parenti che lei e mio fratello mi danno una mano con la bambina (udite udite, sono sposata e indipendente da 5 anni e ho bisogno dell’aiuto di un ragazzino nullafacente). ci sto male, davvero. nel momento del bisogno mi hanno abbandonata. non lo dimenticherò mai. quando sarà anziana si faccia aiutare dl suo prezioso figliolo a cui non si può nemmeno dire di passare più tardi perchè la mamma chioccia inizia a beccare. sono io ad essere cattiva?

    • Sono dalla tua parte, cara silvy. In questo momento fuori sede e mal connessa; la vicenda mi sembra emblematica quanto a (malgestito) rapporto con figli e nipoti. Da parte dei tuoi genitori, s’intende. Se non ti dà noia, prenderò spunto da quello che scrivi per un articolo, appena rientro. A presto!


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