Pubblicato da: virginialess | 7 novembre 2013

Educazione etica 5

due-barbie-umaneQueste due modelle non c’entrano, sia chiaro; espongono un trucco esagerato. Tanto da apparire bambole, oggetti, non persone.

Come le giovanissime prostitute di cui i media ci danno in questi giorni notizie a raffica.  I verbali pubblicati sono avvilenti, tolgono la voglia di commentare.

“Siamo ragazze esigenti. Vogliamo macchine, vestiti, cose griffate”

“Un giorno ci siamo collegate su una bacheca di annunci e incontri per trovare dei lavoretti ed essere indipendenti”

«Due belle ragazze, sembrano molto più grandi della loro età. Imbronciate, aggressive. La più grande, durante l’interrogatorio, ha pianto solo quando le hanno detto che le avrebbero tolto il cellulare »

«Alla madre, quando le hanno comunicato che non sarebbe tornata a casa, sarebbe andata direttamente in comunità, la ragazza si è rivolta col tono di dare ordini: vai a prendermi i pantaloni e il giubbotto, almeno. La madre ha eseguito» La quale madre, hanno detto i media, era al corrente, o comunque riceveva denaro.

Sulla bacheca hanno incontrato Mirko Ieni, divenuto il loro lenone, ma si prostituivano già. Come le studentesse di Milano con i loro coetanei (Ricordate Facciamolo a skuola? Educazione etica 2*) che, pare, abbiano fatto entrare nel giro anche degli adulti. I giornali parlano di   altre giovanissime a L’Aquila.

«Sgomenta l’assenza di pudicizia, di senso della riservatezza e dell’intimità. Il commercio del corpo considerato la norma, nessuna censura corre tra i coetanei, solo la presa d’atto di un’abilità». L’ho già scritto e mi avvilisce ripeterlo. Manca ogni educazione etica: il rispetto di sè suona espressione vuota, astratta.

«L’aggressività, la violenza, il sesso diventano esperienze più virtuali che reali. L’adolescenza chiama al compito della sessualità. Attraverso la sessualità, si può esercitare un potere, persino un dominio. Il corpo diventa uno strumento neutro, un utensile da utilizzare per accedere a ciò che si desidera»

Poco si parla, in tanto clamore mediatico, degli uomini. Gli  “utilizzatori finali”, per usare la (in)felice espressione coniata qualche anno fa, di rado vengono giudicati con il disprezzo che meriterebbero. Adulti mal cresciuti, sembrano trovare “comprensione” persino tra le donne del loro ambiente.

Che tristezza!

*https://virginialess.wordpress.com/2011/05/21/educazione-etica-2/

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