Pubblicato da: virginialess | 29 gennaio 2014

Nonni invadenti 2

famigliaAll’indirizzo del blog (lo ripeto: noinonne@gmail.com) mi vengono talvolta richiesti “pareri personalizzati”, che  volentieri cerco di formulare, in tutta modestia e  soprattutto attraverso il dialogo con l’interlocutore. Uno dei temi ricorrenti riguarda la presenza eccessiva dei nonni nella vita delle giovani  coppie. Se ne parla parecchio nel web e di recente ho fatto un nuovo giro esplorativo.  La corrispondenza che riporto mi sembra interessante, dal sito: http://www.bimbinsalute.it/roller/esperto/entry/psi-nonni-invadenti-2.ht

Sono un papà che come tanti passa molto tempo con suo figlio, ma la continua presenza dei genitori della mia compagna mi esaspera e mi crea continui scontri interiori con me stesso.

Egli racconta poi come questi nonni, pur vivendo in un’alta città, sono sempre nella nostra, se gli dici che non hai bisogno loro si impongono, si vogliono sentire utili a tutti i costi in un modo o in un altro vogliono imporsi. La compagna sembra trovare normale la presenza dei suoi, cui il bambino è stato spesso affidato in precedenza, quando il papà era assente tutta la settimana per lavoro, e ne consegue uno stato di disagio anche per la coppia.

La situazione ( opposta rispetto a quella di Silvy!) è molto diffusa. Ma vale la pena di mettere  in evidenza la risposta della psicologa infantile, la dott.ssa Silvia Piva, la quale sottolinea come, nel caso dei nonni invadenti, meriti attenzione non solo l’atteggiamento dei nonni, ma quello del genitore/figlio. Più di frequente la mamma, ma non mancano padri che considerano “normale” e in certo senso impongono l’assidua presenza dei propri genitori. Cerchi di capire soprattutto perché sua moglie fa così fatica a lasciare il suo status di figlia… consiglia infatti la terapeuta. Riporto alcuni brani della sua risposta.

Che cosa porta questi nonni ad essere così soffocanti?

Che cosa porta sua moglie a rimanere ancora così figlia, tanto da non riuscire a fare a meno dei suoi genitori, tanto da non riuscire a promuovere la sua nuova famiglia?

I nonni certamente attraverso suo figlio colmano un vuoto: l’età che avanza, una coppia stanca… cosa c’è di meglio di un bambino per recuperare vitalità e speranza?

Fin qui tutto bene… ma il problema è che questo bambino sta diventando il loro e questo li rende sempre più “potenti” e “invadenti” e in più il vostro bambino diventa uno strumento, che viene utilizzato dai nonni in modo controfobico (la paura della vecchiaia e della morte).

E poi c’è il problema di sua moglie, cosa la porta a “dare” suo figlio ai propri genitori?

È importante parlarne molto, cercando di vedere sia i problemi gestionali concreti sia quelli, più importanti, di natura relazionale.

I nonni sono bravissimi ed adorano il bambino, ma per il bene di tutti bisogna porre dei sani limiti(…) La vostra coppia viene inconsciamente attaccata dalla presenza continua dei nonni e la coppia va protetta, perché è il cuore di ogni famiglia.

Ne parli tantissimo con sua moglie, non attaccando i nonni, ma centrando il discorso sul bisogno, di suo figlio in primis, di avere il vostro nido, senza interferenze educative o relazionali.

Trovo molto consigliabile questo approccio. E’ notorio che le coppie afflitte da nonni invadenti arrivano spesso al  litigio;  dovrebbero in primis fare un po’ di “analisi”, per meglio conoscersi (anche nelle inevitabili debolezze) e  costituire un fronte comune, per quanto affettuoso, contro i nonni invadenti. Ai quali, inutile dirlo, gioverebbe il medesimo approccio autocritico: “La mia presenza presso figli e nipoti non è per caso eccessiva?”

 Se sefora apre un corso per “vecchi analogici” mi iscrivo di corsa!  Confesso che non sospettavo

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Responses

  1. Virginia, oltre alle cause vinte (se giustamente o meno, non si sa) dai nonni che reclamano i nipoti (come fossero oggetti da contendersi coi genitori), ormai grazie al cielo ci sono anhce casi di nonni a cui è stato impedito di frequentare i nipoti a causa della loro condotta scorretta e rapporti familiari malsani. E non sto parlando di casi limite da servizi sociali, ma dei “classici” nonni invadenti e morbosi, giudicanti verso i genitori, che ormai, è provato, possono arrecare danni anche ai nipoti. Vorrei che si smettesse di sottovalutare il problema, alcuni parenti disfunzionali (tra cui i nonni) possono essere davvero molto dannosi per i piccoli. https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/cassazione_nonno_stalker-3793294.html https://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/famiglia/2018/08/21/news/_nonno_stalker_vietati_i_contatti_con_i_nipoti-202690738/

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    • Cara Ofelia, anch’io sono convinta dell’esistenza di parenti (nonni, in particolare) che è bene tenere lontani dai bambini. Negli articoli sui nonni invadenti* e altrove ho dato più volte notizia di vicende legali avverse ai loro comportamenti persecutori.
      Contesto inoltre regolarmente, con tanto di citazioni “tecniche”, il danno che l’appropriazione del ruolo genitoriale da parte dei nonni arreca ai nipoti. E ho ripetuto fino alla noia come i criteri educativi di papà e mamma, condivisi o meno, non debbano essere mai messi in discussione e tanto meno disattesi da chi li affianca nella cura dei figli.
      Purtroppo non è così semplice e intuitivo stabilire la “dannosità” del familiare e spesso, come nel caso qui commentato, i membri della coppia si trovano in disaccordo. Male, si capisce, dovrebbero anzitutto confrontarsi per trovare una linea di condotta comune.
      Ma è sufficiente l’eccesso di presenza, la sentenziosità, l’anacronismo pedagogico e simili per allontanare in via definitiva i genitori di lei o lui? Sembrerebbero adeguate le “classiche” cautele: frequentarli con parsimonia, non affidare i figli alle loro cure, evitare vacanze condivise ecc.
      Dovresti chiarire meglio cosa intendi per “disfunzionale, malsano, morboso”…
      https://virginialess.wordpress.com/2012/02/15/nonni-invadenti/
      https://virginialess.wordpress.com/2015/07/22/nonni-invadenti-2-2/

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      • Virginia, intendo che in alcuni casi (come il.nostro), la frequentazione “con parsimonia” non è possibile, perché i nonni in questione facevano continue piazzate per.il fatto.di non vedere.ogni giorno la nipote, di non fare vacanze insieme, di non passare tutte.le.domeniche da loro. Soste evano che gli.impedivamo di “fare i.nonni”, in quanto la loro mentalità prevede una presenza nonnesca TOTALE, ovviamente con ruoli decisivi su tutte.le questioni educatve, dall’alimentazione alla frequentazione della scuola. Infine, questa nonna ha cercato di disseminare zizzania tra me e il.padre (suo figlio), e infine ci ha minacciati per più di un anno di portarci al tribunale dei minori per far valere i suoi diritti, e lo ha fatto.con appostamenti davanti a scuola, pedinamenti e.incursioni in casa (anche davanti alla bimba ).

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        • Il vostro, cara Ofelia, è evidentemente un caso limite: mi dispiace davvero (non l’avevo realizzato) che le tue considerazioni provengano da un’esperienza diretta.
          Nonne del genere non hanno giustificazioni, finora mi si erano presentate soltanto nelle cronache e nel sito dell’AMI. L’associazione degli avvocati matrimonialisti è molto attiva sui temi parentali e può essere consultata anche on line.
          I miei inviti all’oculata moderazione si riferivano a contesti “normali”, nei quali eccessi tutto sommato modesti vengono enfatizzati anche/spesso a causa dei differenti “pesi” che lui e lei attribuiscono alle “difettosità” delle rispettive famiglie.
          Spero la vostra sia riuscita per così dire a liberarsi da una parentela siffatta e viva serena.
          I miei migliori auguri!

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        • Grazie Virginia! Non sa quante volte mo sento/mi.sono sentita dire che questi comportamenti, per noi inaccettabili, fanno parte della “normalita” delle suocere e che, in quanto madre avrei il dovere di far frequentare alla piccola quelle persone, sottoponendomi alla sofferenza già provata per ben due anni. Non c’è “parentela” che tenga, e meglio il senso di colpa che farsi torturare inutilmente! Ricambio gli auguri.

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        • Nella “normale nonnità” non rientrano di sicuro le pretese e i comportamenti che elenchi, cara Ofelia. E, visto il Natale alle porte -spesso foriero di tensioni parentali- ne tratterò (senza riferimenti personali, s’intende) in un prossimo articolo su ciò che i nonni devono assolutamente evitare per non essere (giustamente) allontanati dai nipoti.

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  2. sono daccordo. Aggiungo che la frequentazione di famigli disfunzionali, ricche di conflitti, rapporti tesi e scorrettezze, tensioni o altro, NON sono certo il bene per i nipoti. Dunque non esiste “frequentare i nonni fa bene”, perchè dipende sempre da “quali nonni” stiamo aprlando!!!!!

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    • Naturalmente concordo, cara Ofelia, sui danni psico- pedagogici delle famiglie disfunzionali. Ho persino dedicato alcuni articoli a sentenze giudiziarie che hanno (giustamente) impedito a nonni per così dire gravemente disadatti la frequentazione dei nipoti.
      Si tratta di casi limite. Spesso tuttavia anche i membri delle “normali” famiglie difettano di moderazione e buon senso.
      Tutti conosciamo nonne permalose, cognate nevrasteniche, zii strambi, nonni padronali, cuginetti maleducati… I bambini sono più “robusti” di quanto pensano i genitori e una moderata vicinanza parentale non compromette la loro corretta (si spera) impostazione educativa.
      Peggiore la scelta -sostengono gli esperti- che, nell’illusione di proteggerli, tende a isolare i figli dall’ambiente in cui (pensiamoci un attimo!) sono stati messi al mondo.

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      • Virginia, la casa in cui i bambini.sono stati messi al mondo è quella dei genitori: non dei nonni.
        Inoltre, non si tratta di isolamento ma di giusta tutela da rapporti e da persone malvagie, per evitare di passare di generazione in generazione rapporti malsani, rancore e tanto altro.

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        • Casa e ambiente non sono sinonimi (purtroppo, capita talvolta di pensare…) e nel secondo rientra anche la parentela più o meno allargata. Se ne fanno parte “persone malvagie”, o comunque dannose per i piccoli, è ovviamente giusto tenere lontani i figli.
          Potrebbe tuttavia non risultare semplicissimo e sfociare persino nell’intervento del giudice. In calce alcuni casi recenti.

          Accade di rado, per fortuna. In genere -e il blog nel suo piccolo lo documenta più di quanto mi sarebbe gradito- si tratta di contrasti banali, spesso caricati da insofferenze pregresse.
          L’origine è magari giustificata da taluni “difetti” dei familiari (invadenza, autoritarismo ecc.), quasi sempre sottovalutati dalla coppia fino alla nascita del primo figlio.
          Enfatizzarli per allontanare d’imperio i parenti non rappresenta, salvo eccezioni, la scelta migliore.

          https://www.laleggepertutti.it/140732_diritto-dei-nonni-di-vedere-i-nipoti#Esiste_un_diritto_del_nonno_a_vedere_i_nipoti

          https://www.laleggepertutti.it/190876_diritto-degli-zii-di-vedere-i-nipoti

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  3. Ciao, MagariWonder, apprezzo il commento e ne condivido i caposaldi.

    La “nonnità” non è un diritto, s’intende, i nipotini non vanno considerati figlioletti tardivi, i nonni non devono imporre la loro ingombrante (e magari dispotica) presenza alle nuove famiglie.

    Sintesi teorica, che la realtà talvolta conferma. Propongo, tra i molti, due esempi concreti: una mia amica deplora di continuo la mancanza di nipoti, mostrando scarso rispetto per figlia e nuora, entrambe con problemi di salute/fertilità; una (futura) nonna è intervenuta qui scrivendo testualmente: “temo che mia nuora non mi lascerà fare la nonna come desidero”!
    Però troviamo anche, all’estremo opposto, “nonni assenti” (c’è un articolo), tutti presi dai loro hobby, amici e viaggi, o che proprio non desiderano occuparsi di bambini.

    Idem se ci spostiamo dalla parte dei figli/genitori: alcuni ritengono un diritto il servizio a tempo pieno dei nonni nella cura dei nipoti, altri ricorrono al tribunale per liberarsi di nonni invadenti. Ai quali, comunque, la legislazione riconosce, salvo casi critici, un “diritto di fatto” sulla discendenza: frequentare i nonni, e in generale la famiglia allargata, fa bene ai bambini!

    Insomma, un comportamento razionale e vantaggioso per tutti gli aventi causa è purtroppo raro.
    Ho trattato più volte i vari temi, mi farà piacere se leggerai. Consiglio “cura dei nipoti” (dal neonato in poi) e il primo “nonni invadenti”, che ha molti commenti. A rileggerti!

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  4. Gli articoli sui rapporti con i nonni mi danno sempre molto da pensare, ho deciso di commentare perché questo mi sembra diverso dagli altri offrendo nuovi spunti di assunzione di responsabilità da parte di tutti. Nei “soliti articoli” (scritti solitamente da nonni entusiasti e pieni del proprio ruolo) ho notato infatti che c’è un punto che non cambia MAI: non si può non volere i nonni, la loro presenza in famiglia è data per scontata.

    Una frase che ho trovato che secondo me esprime bene il problema è: “avere dei nipoti è per loro l’immortalità, la seconda occasione di rivivere l’infanzia, senza il peso del ruolo educativo, che avevano quando sono diventati genitori…”. Questo mi terrorizza. Sono sentimenti forti e profondi che un nonno cerca di mettere in pratica come se fosse un diritto, dato che, come detto, nessuno si pone la questione che di diritto si parli.

    Essere nonni è un diritto o un privilegio? Se si parla di diritto, ci si può imporre, ma se si parla di privilegio lo si può perdere. (Se la domanda suona curiosa, dovremmo pensare ad una simile: essere genitori è un diritto o un privilegio? Nessuno si permetterebbe di affermare che è un diritto).
    In un mondo di modelli di eterna giovinezza che ormai ben si adattano non solo ai 50enni ma anche ai 70enni, siamo sicuri che cercare l’immortalità attraverso i nipoti, sia così sano?

    Alle volte mi domando se il rapporto nonni-nipoti, sia differente da il rapporto di qualsiasi persona con qualcun altro. Da dove scaturisce l’obbligatorietà?

    Credo che alla radice ci sia un “fraintendimento culturale” che porta ad incensare il “vecchio saggio”, possiamo fingere che non sia così, ma nel profondo lo penseremo sempre.

    Vorrei chiudere con un piccolo motto irriverente: “Essere nonni: il privilegio che ci è concesso”.

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