Pubblicato da: virginialess | 22 febbraio 2014

Suocere e nuore: “filosofia” dello sconforto

rapporto-nuora-suoceraVorrei tanto  accantonare  per un  po’ l’argomento, in favore di quelli che ritengo più consoni al titolo e orientamento del blog. E tuttavia se cura dei nipoti, educazione, attualità  e altro risultano abbastanza letti, sono però poco commentati, mentre il decalogo continua ad affollarsi di rattristanti resoconti. Provo empatia, si capisce, per le due donne che, tormentandosi, reciprocamente si affliggono; rispondo a tutte, cercando di sostenerle col ricondurre quei fastidiosi contrasti nei recinti della ragionevolezza. Consigli e precetti figurano di continuo su tutti i possibili media, e nel web  siamo in tanti a provarci: con esiti a quanto pare assai modesti.

Com’è infatti possibile che una futura suocera si comporti  nei confronti della ragazza del figlio con lo sciocco cattivo gusto lamentato da Laura?  Ho appena pubblicato il suo lungo commento e le risponderò presto nel dettaglio. Intanto leggetelo:  in primis voi, madri di figli maschi in età coniugale! Se ne ricava una sorta di vademecum su ciò che non dovete assolutamente dire e fare. Presa da rinnovato sconforto, ho fatto un giro in rete . La conoscenza aiuta molto a sdrammatizzare, si sa, e mi è sembrato utile rivedere (ne ho infatti parlato in altri post)  in qual modo scienza  e filosofia trattino il pruriginoso rapporto.

La 27ora, blog del Corriere della sera, offre  notizie ancor più  affligenti e magari tragicomiche, come queste: nel vicentino una donna di 69 anni ha perseguitato la nuora con incursioni in casa, pedinamenti, telefonate fino ad esasperarla; pochi mesi fa a Viterbo un’altra quasi suocera ha tormentato la ex ragazza del figlio implorandola di tornare con lui, ma con una tale insistenza da beccarsi una denuncia.

Le ho però  trovate in un articolo interessante, *  di cui citerò qualche passaggio utile. Il punto di partenza è un saggio (Le suocere, le nuore e le altre relazioni pericolose) di Aldo Naouri, pediatra parigino noto per i suoi studi sulle relazioni all’interno della famiglia. La  tesi è che il rapporto madre-figlio, potentissimo e esclusivo da sempre, sia arrivato oggi all’esplosione perché non più controbilanciato dal potere del patriarcato che lo ha tenuto in scacco per secoli. Nel senso, riassumo rozzamente, che il potere del maschio ha costretto le due donne, quasi sempre conviventi, a mascherarlo. * http://27esimaora.corriere.it/articolo/suocere-nuoreecco-perche-scatta-la-rivalita/

Si passa poi a esaminare, escludendole, le basi  biologiche  della rivalità.  Anche se, dice Telmo Pievani,  Non c’è dubbio che  il sesso forte sia quello femminile e il rapporto madre-figlio una specie di asse fondamentale di questo processo. Le conclusioni filosofiche  le trae Elena Pulcini: Credo che nella relazione fra suocera e nuora giochi un ruolo fondamentale l’invidia, un sentimento obliquo che è stato favorito dalla subalternità sociale della donna, almeno quale è stata finora. Ma non è più così, per fortuna, penso io, e  donne ormai emancipate  dovrebbero liberarsi dall’ invidia, o almeno riuscire a controllarla!

Non dico niente di nuovo, prosegue la Pulcini: basta pensare a Biancaneve e Grimilde, la regina cattiva, e alla posta in gioco fra le due: bellezza, giovinezza, potere. Il problema di oggi è che in questo conflitto non c’è più la mediazione di un mondo patriarcale. E il vuoto di ruoli certi e di autorità può far prevalere un’ambivalenza emotiva rischiosa quando la posta in gioco fra due donne diventa altissima: il rapporto con il figlio per l’una, quello con il marito per l’altra».

L’antidoto? Forse le rivalità affettive(…) si attutiscono uscendo dalla segregazione del privato e costruendosi un’identità sociale sempre più solida. Non credo infatti, conclude  (e siamo tutte d’accordo, spero), che le donne desiderino tornare al patriarcato perché incapaci  di moderare i loro conflitti.

In sintesi: consapevolezza (delle origini  dell’invidia), autocontrollo (per dominarla); buon inserimento sociale (autostima, autonomia) in modo da occuparsi d’altro. Volete almeno provarci, care suocere e nuore?

Advertisements

Responses

  1. Gentile Virginia,
    mi scuso per il ritardo della mia risposta. Ho letto più volte e meditato sulla risposta alla mia precedente lettera e l’articolo che ha scritto in seguito.
    Le posso raccontare come sono andati gli ultimi mesi.
    A luglio, ho avuto un importante lutto in famiglia e da quel momento, ho desiderato di ritagliare momenti solo per stare da sola. Vedere altre persone mi creava disagio, per il malessere che portavo dentro. Nonostante mio marito capisse la situazione, mi ha chiesto di poter trascorrere insieme 5 giorni dalla sua famiglia a fine agosto e per amor suo ho accettato controvoglia.
    Sono stati 5 giorni pesantissimi, perchè passare tempo con i vari familiari, pranzare e festeggiare con loro non era proprio ciò che desideravo. Mia suocera ha poi ecceduto in qualche episodio di invadenza e l’ultimo giorno, io sono scappata da casa sua esasperata ed in lacrime.
    La cosa positiva è che al momento della partenza mia suocera mi ha chiesto scusa per la sua invadenza, che capisce che ho bisogno di spazi, che abbiamo differenze culturali, ma che spesso non riesce a trattenersi. Io ho davvero apprezzato quelle parole! Sono tornata a casa finalmente serena per il fatto di averne parlato con lei. Da quel momento si è limitata con le chiamate nei miei confronti, lasciando a me la libertà di chiamarla quando ne sento il bisogno.
    Mio marito ha cercato di limitare le chiamate durante la cena o nei pochi momenti in cui siamo tranquilli a casa, visto che i nostri orari di lavoro sono esattamente complementari. Non che la situazione si sia ribaltata, ma mi sembra davvero che sia migliorata in molti fronti
    L’unico tasto dolente è con mia cognata. Non mi sono prorpio sforzata quando ero giù e le due volte che ci siamo viste, non le ho proprio rivolto parola. So di dover lavorare ancora molto su me stessa, sui miei limiti e difetti, ma soprattutto sul dover accettare il nuovo ruolo nella famiglia di mio marito.
    La ringrazio tanto per l’ascolto, per i suoi consigli e le sue parole!

    Con tanta stima,
    Serena

  2. Buonasera!
    Sono una ragazza di 27 anni sposata da due mesi e per caso mi sono imbattuta nel suo blog. Non per caso, in realtà stavo cercando qualche consiglio per il rapporto con mia suocera e con l’altra sua nuora.
    Ho letto diversi articoli, sul rapporto madre-figlio,suocera-nuora ma non riesco a trovare una soluzione alla mia situazione. Io e mia suocera/mia cognata viviamo agli estremi opposti dello stivale, ma nonostante gli 800 Km che ci separano non riesco ad essere serena.
    Il primo giorno che ho conosciuto mia suocera, lei mi ha riempito di critiche per un gesto che ho fatto. Mi sono da quel momento sempre sentita criticata, oltre che essere diversa (cosa che spesso mi ha fatto notare anche lei). Ammetto che la stimo come donna e madre, ha molte abilità che io non ho. Ma non riesco a stare a casa sua per le vacanze oltre i due giorni senza impazzire. Lo stesso se viene lei nella nostra casa. Non riesco a farle capire che ci sono dei limiti, ma lei spinta dal suo buon cuore, fa mille cose per me (non richieste e a me sgradite). Ho provato in mille modi a farglielo capire, anche chiedendo a mio marito che provasse lui (magari si capiscono). Parlandole del mio disagio nei confronti di certi suoi comportamenti, lei mi rispose: “Se non posso farti queste cose, allora non sei parte della nostra famiglia!” Io vivo nell’angoscia quando devo partire per andare da lei. E quest’anno, mi rifiuto. Nessuna delle soluzioni messe in atto finora ha portato alcun frutto. Considerando che non abbiamo fatto un viaggio di nozze, vorrei qualche giorno di relax, non di ansia dalla suocera.
    Altra cosa che mi turba sono le 10 chiamate al giorno al figlio, anche durante i pasti, quando magari vorrei parlare con mio marito e stare tranquilli. Posso capire che essendo lontani e non potendo vedersi, debbano chiamarsi. Ma 15 chiamate al giorno tra lei e il resto della famiglia, mi sembra esagerato.
    So che si è lamentata con mio marito perchè vorrebbe avere un rapporto diverso con me, che io mi rivolgessi più a lei,che fossimo amiche. Solo che se non faccio le cose come vuole lei, me lo fa pesare. Come posso esserle amica?
    E come secondo problema relazionale, l’altra nuora, la moglie di mio cognato, che abita nella stessa città di mia suocera. Dal momento in cui ci siamo conosciute, non mi ha mai dato confidenza ne cercato un rapporto, nonostante avessimo un anno di differenza. A me è sempre pesato ricevere confronti con lei dagli altri parenti del marito. Ai pranzi di famiglia mi sono sempre sentita un’esclusa (visto che parlano un dialetto per me incomprensibile) e ho passato ore a contemplare il vuoto o il mio telefono.
    Mi sarei aspettata una spalla da parte sua, visto che conosceva la famiglia da più tempo. Invece mai una parola. Se doveva chiedere qualcosa su di me, la chiedeva al mio fidanzato, anche con me presente.
    So che essendo la prima figlia e la prima nipote, ho sempre avuto il ruolo della prima donna nella mia famiglia. E mi spiazza questa situazione in cui sono seconda.
    Ora mia cognata aspetta una bimba, non riesco ad esser felice per lei. Provo invidia nei suoi confronti e non riesco a spiegarmi il motivo. Non ha una vita migliore della mia, anzi. Io sono soddisfatta di ciò che sono, sono un medico, ho unaq famiglia splendida, 5 fratelli, due genitori unici e due nonni super. Sono sposata, ho un marito ottimo, una casa, non mi manca nulla. Eppure non riesco ad esser felice per mia cognata e non riesco a fare nulla per migliorare il nostro rapporto!
    Quando penso a tutto questo, mi manca l’aria, perchè non so come affrontare questi rapporti. Sono importanti per mio marito, infatti lo spingo a vedere la sua famiglia ogni volta che può. Ma a me sembra di annullarmi ogni volta che vado dai suoi. E questa volta non ce la faccio davvero.
    Lei cosa mi suggerisce?

    Con profonda stima,

    Serena

    • Cara Serena, poiché il tuo matrimonio è recentissimo, hai ovviamente vissuto le esperienze che riferisci mentre eri fidanzata. Un periodo di quattro o cinque anni, suppongo, o forse più. E immagino che alcuni siano stati di convivenza (scrivi <Nessuna delle soluzioni messe in atto finora ha portato alcun frutto) e tua suocera abbia potuto farvi visita più volte, mostrando l'inopportuno zelo di cui (giustamente) ti infastidisci. In base al luogo comune che vuole le madri meridionali più "chiocce" ipotizzo infine che tu viva a nord con tuo marito e la sua famiglia a sud; non cambierebbe nulla se fosse il contrario.
      Se sono vicina alla realtà, l'elemento più "serio" da affrontare e risolvere è l'eccesso di telefonate: stacca il telefono fisso almeno durante i pasti e obbliga tuo marito a spegnere il cellulare.
      Differenze, estraneità, lontananza affettiva e le altre difficoltà di rapporto non mi sembrano così insolite tra persone che vivono lontano e forse si attenueranno nel tempo. Anche perché tua suocera non appare così maldisposta (vorrebbe avere un rapporto diverso con me, che io mi rivolgessi più a lei,che fossimo amiche.) Che poi si mostri critica se le cose non sono fatte nel modo che ritiene ottimale, è atteggiamento frequente da parte delle suocere. Poiché la incontri di rado il fastidio è modesto, mi sembra.
      La mia impressione complessiva è che, partendo con “il piede sbagliato” (il “gesto” cui ti riferisci era offensivo?), sentendoti criticata, messa a confronto con tua cognata ecc., ti sia irrigidita e tenda a massimizzare i disagi che la famiglia di tuo marito comporta.
      Non intendo negarli, ce ne sono senz’altro, ma devi considerarla con obiettività, senza inopportuni confronti con la tua di provenienza (“splendida”).
      Quale medico, avrai un’infarinatura di psicologia, specie comportamentale. Devi accantonare la “sindrome” della prima donna ( si nota e rende antipatici) , mostrarti cordiale con la cognata incinta dominando l’invidia (credo derivi dalla preferenza di cui gode e dal suo stato), sopportare i pochi giorni di permanenza da tua suocera. Ti riuscirà meglio se prima o dopo potrai trascorrere anche una breve vacanza con tuo marito.
      L’ho lasciato per ultimo, perché nel blog ci sono molti articoli che riguardano il coniuge. Abbondano le mogli che hanno un atteggiamento contraddittorio nei suoi confronti: comprendono quanto sia attaccato alla famiglia di origine, in teoria gli va anche bene (lo spingo a vedere la sua famiglia ogni volta che può,) o almeno non se la sentono di litigare perché si renda più autonomo, ma vorrebbero che fosse diversa (eppure la conoscevano!) e vanno in crisi quando debbono frequentarla.
      Perché no, dopotutto? Se davvero “ti senti impazzire” a casa di tua suocera, trova un pretesto e non andare (dubito che lo farai). Tienimi al corrente!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: