Pubblicato da: virginialess | 3 marzo 2014

Educazione etica 5

Baby prostitute per una ricarica, allarme all'AquilaQuesta volta non me la sento proprio di farne il resoconto. I media danno il prevedibile risalto alle piccole prostitute di Ventimiglia. Ecco un link, del quotidiano ligure, per chi fosse proprio distratto: http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2014/02/28/AQFtDOwB-squillo_prostitute_liguria.shtml

Ma neppure riesco a passare sotto silenzio la constatazione,  drammatica quanto usuale,  che nessuno degli adulti (genitori, nonni e familiari vari, insegnanti) è stato in grado di notare la condizione miserevole di quelle giovanissime  coscienze. Per le quali, 14 e 15 anni, le squillo romane sono state un modello:  sullo stesso sito, hanno offerto prestazioni sessuali ad assai più basso prezzo, acquistando con il ricavato vestitucci e cosmetici. Famiglie normalissime, questa volta, genitori  stupefatti e piangenti. Tutti affidati alle cure degli psicologi!

Eppure tutti dovremmo ormai esserci fatti un’idea della portata del fenomeno. Gli addetti ai lavori se ne occupano da diversi anni; ho citato le loro tesi negli  articoli precedenti. Metto qui  un sorta di riassunto: risale ai fatti di Roma, ma nulla è cambiato http://www.unita.it/sociale/baby-prostituzione-br-troppi-anni-di-silenzio-1.532561

Colpevoli. Di essere assenti e ciechi. Distratti e predatori. Di aver abdicato completamente al ruolo di educatori, di non accorgersi o non volersi accorgere di come vivono e crescono i nostri figli.  Quel che la cronaca si mostra … è solo la punta di un iceberg che non è nato oggi e che vede sul banco degli imputati gli adulti. Tutti. Genitori e non.

I bambini non sono più bambini, l’erotizzazione è talmente precoce che, spiega la psicologa e psicoterapeuta Roberta Giommi che «i corsi di educazione sessuale nelle scuole si devono iniziare addirittura alle materne». Se le prime informazioni sul sesso – distorte, parziali o amplificate dal web e senza alcuna mediazione da parte degli adulti – iniziano a circolare così precocemente, come stupirsi del fatto che alcuni adolescenti vendano i propri favori sessuali? «Basta aprire gli occhi e viaggiare sui loro social, gli stessi dove viaggiano i pedofili – dice la giornalista Marida Lombardo Pijola, che si occupa dell’argomento dal 2005 -. Siamo tutti responsabili di questo, anche la classe politica che dovrebbe rendersi conto dei fenomeni sociali».

Ma dentro questa rete perversa non finiscono solo le ragazzine. Anche i maschi sono coinvolti.. «Questi fenomeni avvengono soprattutto tra ragazzini e nelle scuole dove si allestiscono incontri sessuali nei bagni, dove si spaccia e ci si dedica ad atti di bullismo . In questo caso maschi e femmine si assegnano parti ben definite: la donna che si lascia predare e l’uomo che si fa predatore o pappone. Per loro inizia come un gioco, non sono affatto consapevoli del male che si fanno. È una sessualità scissa dall’affettività».

Come si è arrivati a questo? «È successo che negli ultimi vent’anni in Italia i costumi si sono trasformati, c’è stato un degrado sociale, politico, umano e antropologico incarnato da una persona, da un regime e da una tv che ci hanno segnati – sostiene Lombardo Pijola -. I ragazzi sono cresciuti circondati da messaggi precisi sul sesso, lo strapotere del denaro, il disvalore del corpo delle donne. Sono stati accerchiati e martellati da queste informazioni fin da piccolissimi». E noi? «Non ci siamo, non vogliamo capire che anche chi non lo fa è immerso in quel mondo e non può neanche dissociarsi perché rischia l’emarginazione, il bullismo, la sofferenza». Ecco allora che vendersi per pochi spiccioli è in fondo ancora un gioco perché dal tuo corpo puoi dissociarti e sfilartelo di dosso per trasformarlo in qualcos’altro e attraverso questo cercare una misura del valore di sé.

Sarà il caso di riflettere su queste considerazioni, care nonne, e magari parlarne con i nostri figli, papà e mamme dei nostri nipoti. Forse possiamo ancora esserci, noi adulti, e capendo, provare a porre qualche rimedio.

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