Pubblicato da: virginialess | 8 maggio 2014

Nipoti lettori

Oggi si è aperto il salone del libro di Torino, tra deplorazioni e speranze. I lettori infatti diminuiscono e la crisi tocca per la prima volta la fascia infantilenonna papera, che finora reggeva; in compenso si registra un modesto aumento quanto a libri elettronici e relativi supporti. Troverete tutto sui giornali e in rete. Qui vorrei cogliere l’occasione per stimolare noi nonne: facciamo leggere i nostri nipoti!

Di più. Pur senza  senza pregiudizi nei confronti di pc e tabet, che essi usano meglio di noi, portiamoli in biblioteca. Perché sia utile lo spiega in cinque punti  questo articolo dell‘Huffington post, che ho trovato qui http://www.libreriamo.it/a/7281/5-ragioni-per-cui-dovete-portare-i-vostri-bambini-in-biblioteca.aspx. Lo riporto con qualche omissione  e piccola modifica.

 1 Visite regolari in biblioteca, aumentano inevitabilmente le letture: la lettura, a quanto pare, è cibo per la mente! Le ultime ricerche effettuate sull’argomento, dimostrano che leggere favorisce lo sviluppo dell’attività cerebrale, soprattutto nei bambini fino a cinque anni di età. Quando ai bambini vengono lette delle storie, le loro cellule cerebrali si accendono immediatamente: vengono rinforzati i collegamenti tra cellule esistenti e, soprattutto, ne vengono creati di nuovi.  Inoltre, la lettura è molto efficace nello sviluppo del linguaggio e dell’alfabetizzazione. Senza dimenticare che la lettura a voce alta crea un legame molto intimo tra lettore e ascoltatore. Quando leggete a voce alta, trasmette questo messaggio: “Tu sei importante, questo tempo è dedicato solo a te”.

 

2- Visitando una libreria, esponete i bambini ad una vasta scelta di libri e riviste. Sicuramente più di quanto potreste permettervi di acquistare per loro: certo, potreste portarli  alla libreria più vicina a casa e far scegliere loro ciò che più apprezzano. Ma se siete come la maggior parte delle famiglie, e quindi dovete stare molto attenti al budget a disposizione, cosa c’è di meglio che ‘svaligiare’ una biblioteca? Inoltre, la ‘scelta casuale’ che offre la libreria – ovvero sfogliare e assaporare un libro senza la pressione dell’acquisto – permette ai bambini di vivere la lettura più serenamente. Non si può mai avere la certezza di quale storia può catturare l’attenzione : la biblioteca vi dà proprio la possibiltà di fare ‘test drive’ a basso rischio.

3- Il libraio della biblioteca potrà suggerire nuovi libri che voi  non conoscete… ogni lettore ha la propria personalità, non potete quindi avere la certezza matematica che ogni libro che avete voi a casa (o che a voi è piaciuto moltissimo) possa avere lo stesso effetto anche sui bambini. L’aiuto di un libraio, quindi, potrebbe esservi molto utile per avere suggerimenti su libri che voi non conoscevate e che magari sono più affini alla “neonata “personalità del lettore.

4- Il tempo passato in biblioteca è attivo, non passivo: spesso, pensando ad una biblioteca, si immagina un grande palazzo pieno di libri in cui bisogna stare rigorosamente in silenzio, senza toccare nulla. Ma vi sbagliate, perché lo spazio delle biblioteche dedicato ai ragazzi non ha niente a che vedere con tutto questo. Oggi, infatti, molte biblioteche organizzano attività creative e ludiche per avvicinare i più piccoli al mondo dei libri (pensate ai burattini, alle storie lette ad alta voce, ai costumi, ai giochi, ai cantastorie).

5- Possedere la tessera della biblioteca, insegna ai bambini il senso di responsabilità: come utenti della biblioteca tesserati, i ragazzi imparano da subito a maneggiare con cura oggetti che appartengono ad altri. Quando un ragazzo ritira un libro a suo nome, si sente più responsabile e degno di fiducia.

E se non abbiamo finora frequentato biblioteche  nè leggiamo abitualmente? Retorica la domanda, ovvia la risposta, care nonne: proviamo ad andare con un nipote, forse scopriremo un mondo anche noi!

 

 

 

 

 

 

 

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Responses

  1. Eccellenti suggerimenti, e poi siamo nel mese di maggio, il mese dei libri! mi permetto solo di osservare che in biblioteca non c’è il “libraio”, ma il “bibliotecario”…

    • Oppppssss! Certo, non avevo fatto caso all’incongruenza. L’articolo proviene dall’edizione americana dell’Huffington post: traduzione imperfetta.


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