Pubblicato da: virginialess | 14 giugno 2015

Nipoti sotto test

manfredi

17 giugno Aggiorno per festeggiare il visitatore numero 100.000! Passato zitto zitto in notturna; stamani siamo sopra di una dozzina di unità. Grazie!

Non riesco a ingrandire l’immagine, mi spiace. E’ un grafico delle ultime prove Invalsi  di matematica per la scuola media. Al primo posto il Giappone, seguito dalla Finlandia; ultima la Spagna, noi subito prima… L’altra foto mostra, è chiaro, le proteste contro la “buona scuola” di Renzi.test-invalsi-valutazione

Non sono una paladina delle prove Invalsi (di sicuro modificabili/ migliorabili) e la proposta di riforma presentata da governo mi sembra piuttosto difettosa, non solo per via del preside “padrone”. I media se ne occupano spesso: noi nonne – se abbiamo nipoti  a scuola – siamo senz’altro interessate.

E mentre si polemizza e discute a vari livelli,  sta  passando un messaggio secondo me fuorviante: che i docenti boicottino ogni tentativo di valutazione cosiddetta oggettiva degli alunni, timorosi che i risultati siano enfatizzati per condannare  la qualità del loro lavoro.  Infatti un 10% ha rifiutato di somministrare i test e, cifre alla mano, non pochi osservatori autorevoli sostengono che non pochi prof. avrebbero aiutato  i ragazzi durante le prove.

Un  argomento molto gettonato contro i test è la loro “disumanità” o come chiamarla. Non tengono conto dei tanti elementi necessari per formulare il giudizio di merito.  Nel lavoro che svolgo – scrive accorata una docente  in un blog c’entra ogni giorno, a volte anche la notte, quando i problemi dei bambini tolgono il sonno. E per poterli risolvere non esistono crocette. Perchè non si tengono conto delle variabili sociali, economiche e geografiche in cui si opera? Tutti dovrebbero avere le stesse opportunità. Ma non è così.

Certo, le variabili sono importantissime e vanno considerate. Non mi risulta che gli alunni vengano bocciati in base alle prove Invalsi o ad altre “crocette”.  La valutazione complessiva è affidata a un collegio che di norma tiene ragionevole  conto delle condizioni oggettive e soggettive di ciascuno. Credo però che debbano acquisire conoscenze di base omogenee e abbiano addirittura il diritto (i ragazzi e le loro famiglie) di sapere, anche comparativamente, che punto sono (dal Piemonte alla Sicilia e, perché no?,  rispetto ai coetanei stranieri).

Nel mondo “globalizzato” (di solito competitivo e impietoso) in cui dovranno prima o poi cavarsela senza reti di protezione,  saranno infatti valutati, purtroppo, quasi sempre a prescindere dalle “variabili”  e mediante “crocette”: pure per ottenere la patente di guida!

Qualche link: http://www.linkiesta.it/test-invalsi-valutazione-scuola https://glioplitidiaristotele.wordpress.com/2015/06/08/il-giudice-ha-detto http://www.invalsi.it/invalsi/ri/pisa2015/doc/Fascicolo_presentazione_PISA2015.pdf

 

 

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