Pubblicato da: virginialess | 7 agosto 2015

Suocere e nuore: “filosofia” dello sconforto 2

rapporto-nuora-suoceraRipropongo il tema (link a fine testo), e anche la foto , per via del commento di Serena, che potete leggere sotto, nella colonna a destra, accompagnato dalla mia risposta.

Nell’altro articolo  raccoglievo alcuni episodi tragicomici di aggressività suoceresca e un po’ di spiegazioni acculturate sull’origine della rivalità tra le due donne. Qui la situazione è relativamente semplice. Serena trova la suocera piuttosto invadente, si vede posposta alla cognata e in generale male accetta dalla famiglia del marito. Per fortuna abita all’altro capo dello stivale e, minimizzo nel risponderle, le occasioni d’incontro sono limitate.

E’ sposata da appena due mesi, però fa riferimento a una frequentazione più lunga; va insomma a unirsi alla schiera della nuore cui viene voglia di chiedere “Ma non te ne eri accorta?” e “Perché non metti a punto una strategia di difesa insieme a tuo marito?”  Come da copione teme di mettere in crisi il rapporto di lui con i suoi.

Nel testo di Serena trovo però una notazione interessante, cioè autocritica (che le fa onore!)  quando scrive: So che essendo la prima figlia e la prima nipote, ho sempre avuto il ruolo della prima donna nella mia famiglia. E mi spiazza questa situazione in cui sono seconda. Finora non mi era capitato di sottolineare questo punto: significativo.

E sì, care nuore, capiterà spesso  che la famiglia di adozione non vi valorizzi come quella d’origine, anche se siete più in tutti i sensi. Ha già le sue “gerarchie” più o meno consolidate, difficile che le stravolga per collocarvi al vertice. In certo senso è naturale, magari scalerete le posizioni nel corso degli anni. Poco male in ogni caso, se vivete lontano.

Rassegnatevi, durante i non frequenti incontri, a sopportare qualche fastidio e siate  concilianti.  Pensate alle poverine che hanno la suocera nell’appartamento accanto e non sono libere, come voi,  di organizzare  al meglio e in santa pace la vita di coppia!

https://virginialess.wordpress.com/2014/02/22/suocere-e-nuore-filosofia-dello-sconforto/

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Responses

  1. Cara Virginia, come sono andate le vacanze? Ti scrivo per un consiglio: ho 25 anni, la mamma del mio ragazzo 60 ma è un tipo molto giovanile e alla mano, nonostante ciò io non riesco a chiamarla per nome e a darle del tu. Lei mi ha fatto questa richiesta un sacco di volte ma io proprio non ci riesco, la cosa mi imbarazza… Anche perché poi dovrei dare del tu anche al papà credo, e la cosa non mi riesce per niente facile, mi blocca… Come ci si comporta in questi casi? Secondo te può essere scambiato o percepito come una volontà da parte mia di tenere le distanze? Avrei una seconda domanda: come andrebbero gestite secondo te le vacanze tra noi coppia di fidanzati e i genitori di lui? Tieni conto che abitiamo distanti e ci ritagliamo un 2 giorni al mese per vederci, entrambi siamo prossimi alla laurea e quindi le occasioni sono poche, ma la mamma di lui ci tiene molto a stare insieme (lui abita con i genitori, io mi sono trasferita per studiare e sono fuori sede e facciamo a turno dei viaggetti per vederci), a me loro non dispiacciono per niente perché sono gentilissimi con me, simpatici, ogni tanto la mamma cede ad un “eccesso di zelo” ma nessuno screzio… Te lo chiedo perché la gente mi guarda stralunata quando dico che andiamo in giro noi quattro, io non ho niente in contrario, vorrei solo non diventasse una consuetudine fissa diciamo… Com’è difficile trovare l’equilibrio giusto… Un saluto e un abbraccio, avrei voluto tanto una nonna come te!

    • Cara Confusa, grazie, ti abbraccio anch’io. I miei nipoti sono un po’ più piccoli, tutti maschi: una brava nipote mi sarebbe molto gradita!
      Certo, trovare l’equilibrio giusto con le famiglie di origine è difficile per una coppia, specie se giovane, e anche ad avere questa fortuna, esso risulta sempre instabile, basta poco a comprometterlo.
      Vengo ai quesiti: non è “carino” da parte tua rifiutare l’invito della futura suocera a chiamarla per nome e, immagino, darle del tu. Devi vincere l’imbarazzo e abituarti; idem il suocero, se te lo chiederà.
      Nella nostra famiglia si usa da tanti anni, fin dalle prime fasi di “presenza” dei futuri generi, e lo stesso hanno fatto le figlie con i genitori dei loro allora fidanzatini. Persino la giovanissima ragazza del primo nipote chiama tutti per nome, come le abbiamo chiesto.
      Mi sembra invece eccessivo (e anche rischioso per il futuro di coppia!) che i rari incontri con il tuo ragazzo avvengano “sempre” a casa o comunque in compagnia dei suoi, per simpatici che siano. Niente di male se avviene talvolta, ma abita con i genitori, mi dici, dunque la mamma con lui ci sta già abbastanza. Tu invece vivi fuori sede, toccherebbe al ragazzo accompagnarti quando rientri a casa tua, magari durante le vacanze invernali o estive se non è possibile in altre occasioni.
      Credo appunto che le vacanze dovrebbero privilegiare la tua famiglia lontana (salvo impedimenti che ignoro) e che il “grosso” fareste bene trascorrerlo per conto vostro, avendo così poche occasioni per stare insieme da soli.
      Se la mamma si mostra scontenta e il tuo ragazzo restio a contrariarla, rifletti con calma. Suocere troppo presenti e mariti “mammoni” sono molto diffusi da noi: ti andrebbero bene nel prossimo futuro?


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