Pubblicato da: virginialess | 12 dicembre 2015

Nipoti a Parigi

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Ci giravo intorno da diversi giorni senza trovare la forma adatta: come affrontare con i nipotini un argomento così drammatico?

La dott.ssa Annabel Sarpato ci riesce benissimo. La ringrazio di cuore e riporto parte del  suo articolo:

“Di fronte alle terribili notizie di queste settimane (…) noi adulti siamo molto preoccupati e la tensione rischia di sfociare in allarmismo, se non in vera e propria psicosi.

Inevitabilmente, anche i bambini risentono di questo clima di tensione e ci chiedono cosa sta succedendo.

La prima reazione (…) è quella di proteggere i bambini da queste notizie, ma purtroppo le informazioni sono virali e spesso anche i più piccoli vengono a conoscenza di quanto accaduto dai mezzi di comunicazione o, banalmente, a scuola o al parco giochi.

Come comportarsi

E’ sempre importante evitare di creare un alone di mistero o di tacito silenzio su fatti di questa portata. I bambini potrebbero pensare che certi argomenti è bene non affrontarli e, quindi, si tengono le loro domande, insieme a sentimenti di paura e angoscia. Il rischio è che (…) vengano travolti dalle loro stesse domande, a cui non sanno da soli dare una risposta o alle quali provano a dare spiegazioni di fantasie (…) con possibili ripercussioni a livello comportamentale o somatico.

Proprio per questo, dunque, dobbiamo metterci in posizione di ascolto.  (…) Accogliamo le loro paure, facciamoli sentire accolti e compresi. I bimbi non devono pensare che ci siano domande stupide o banali: ogni domanda è legittima e loro devono sentirsi liberi di porci i loro quesiti senza paura o imbarazzo.

Come rispondere alle domande dei bambini?

Certo, non sempre è facile, soprattutto perché spesso le domande dei più piccoli ci possono lasciare interdetti, senza parole, per la loro schiettezza e profondità. È molto importante, quindi, adeguarsi all’età e al livello di sviluppo dei piccoli, spiegando con parole semplici e chiare. Non è importante scendere in dettagli inutili o che potrebbero spaventare ulteriormente i bambini, ma rispondere con molta naturalezza ai loro quesiti, sottolineando sempre gli aspetti positivi e di risorsa.

(…) Parlare insieme di quello che è accaduto, riflettere insieme (ovviamente sempre in base all’età e allo sviluppo del bambino) e condividere le emozioni collegate a un evento di questa portata aiuta i più piccoli a superare quel senso di impotenza che si vive in situazioni di questo tipo. Inoltre, permette di collaudare un rapporto di rispetto, fiducia e apertura al dialogo che i bambini si porteranno dentro per sempre.”

https://separazionedivorziodallapartedeibambini.wordpress.com/2015/12/10/attentati-di-parigi-come-rispondere-alle-domande-dei-bambini/

 

 

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