Pubblicato da: virginialess | 8 gennaio 2016

Nipoti sine… tablet

occhi mieiContrordine ragazzi! Tablet e supporti informatici  a scuola non sono un aiuto, anzi. L’idiozia digitale è una condizione pericolosa ormai ben verificata Non è la prima volta che Benedetto Vertecchi ne parla (e riprendo il tema)*: questa volta il suo discorso suona ancora più deciso. Attingo, con vari tagli, all’articolo pubblicato ieri da La repubblica.

 L’ultimo scritto (…) ha un titolo emblematico: Alfabeto a rischio. E fa un passo avanti rispetto alla ricerca (Nulla dies sine linea) condotta un paio di anni fa. Vertecchi sostiene che l’uso delle tecnologie determina «una caduta nella capacità di scrivere» non solo in senso meccanico, con grafie sempre più incomprensibili o strani mix di stili e caratteri nelle stesse parole: corsivo e stampatello, maiuscolo e minuscolo. Ma problemi anche nell’apprendimento. «Una caduta che investe sia la capacità di tracciare i caratteri, sia quella di organizzarli correttamente in parole, da usare per organizzare il messaggio». In pratica, «l’uso di mezzi digitali comporta l’attenuazione, e talvolta la perdita della capacità di coordinare il pensiero con l’attività necessaria per tracciare i segni»(…) E…
Il ricorso ossessivo alla funzione copia e incolla riduce la necessità di sviluppare una linea argomentativa ».
Ma per Vertecchi l’effetto più pericoloso è la caduta della memoria. «La tecnologia abitua i bambini a pensare che c’è sempre una risposta all’esterno», e non nella loro testa.
E negli addetti ai lavori comincia a farsi strada l’idea che tutta questa tecnologia all’interno delle aule scolastiche possa anche essere deleteria (…)

Manfred Spitzer, che nel 2013 ha scritto il saggio Demenza digitale, ha posto in rilievo i danni mentali che conseguono da un uso dissennato di strumenti tecnologici.  Perfino l’Ocse ha di recente ammesso che «nonostante i notevoli investimenti in computer, connessioni internet e software per uso didattico, non ci sono prove solide che un maggiore uso del computer tra gli studenti porti a punteggi migliori in matematica e lettura» nei test Pisa.  Tutto il contrario i quindicenni che mostrano le migliori performance in lettura e matematica sono quelli che utilizzano le tecnologie a scuola meno della media dei loro compagni. Per questo «in alcune scuole svizzere e statunitensi – conclude Vertecchi – l’uso delle tecnologie è inibito fino ad una certa età o fortemente limitato».

Spero tanto, care nonne, che la vostra befana non abbia portato un tablet al nipotino di sei anni! L’anno scorso ho avuto notizia di parecchi regali del genere…

 “La buona scuola” (nipoti digitali 3)
  Nipoti digitali: mah…
Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: