Pubblicato da: virginialess | 13 giugno 2016

Gli uomini della famiglia

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15549313-lavoro-di-squadra-concettoEd ecco la storia di Raffaella che, come da titolo,  è però di segno diverso. La suocera risulta coinvolta ma rappresenta,  per così dire, il casus belli.  Ne cito  i punti più significativi;  la prima parte si trova  tra i commenti  al decalogo originario, le successive in calce al secondo.

….appena sposata mia mamma è prematuramente scomparsa e mi sono legata molto a mia suocera, mio marito è legatissimo alla sua famiglia e io ho sempre accettato di buona grazia la situazione pur non accettando la mentalità ottocentesca dei miei suoceri (suocero soprattutto), quando i loro consigli o pensieri non mi piacevano ho sempre fatto finta di nulla

Si configura dunque un contesto classico, tanto più che il marito di Raffaella  lavora con suo padre.  Lei, come Claudia, ha  evitato di dissentire e suscitare discussioni. Non penso, sia chiaro, che le  nuore debbano da subito “litigare” con i suoceri… Ma neppure rinunciare a mostrarsi (possibilmente già prima del matrimonio!) quali in realtà sono, esponendo con il debito garbo le loro idee quando l’occasione si presta. Magari non replicheranno indignate appena viene espresso un parere “ottocentesco”, però troveranno in seguito il modo per far capire che  la pensano diversamente.

Quanto al (futuro) marito “legatissimo” alla famiglia, bene se si tratta di affetto e sollecitudine, male se egli non ha raggiunto un’effettiva autonomia di giudizio e comportamento. Anche ciò  andrebbe valutato a mente fredda, a scanso di dispiaceri  futuri. Mi rivolgo ovviamentele alle lettrici più giovani; per Raffaella, tra fidanzamento e matrimonio,  sono trascorsi  ormai sedici anni. E’ accaduto che …

mia suocera ha avuto un infarto e io con mia cognata, che però lavora (Raffaella no), abbiamo assistito nostro suocero che non sa far bollire neanche l’acqua, mio padre parlando con mio cognato ha evidenziato la necessità di trovare una soluzione stabile perché io ho 2 bimbi piccoli, 6 anni e 2 e mezzo, e la moglie lavora anche se i figli sono più grandi, 9 e 10 anni. (…)  in più mio padre ha fatto un osservazione di troppo sul peso di mia suocera, concordo sull’essere maleducata come cosa… 

E qui  ha inizio, a mio parere, una sequela di errori. A occuparsi del suocero sono le nuore (cui toccherebbe, al caso, di protestare/proporre), invece interviene il padre di Raffaella che ne parla con il fratello di suo genero, dando per giunta (sembrerebbe) della grassona alla consuocera.  Il cognato ne riferisce al proprio padre, talché… mio suocero mi ha fatto una sfuriata telefonica usando epiteti di vario titolo sull’assenza di cervello di mio padre e sullo stare fuori dalle cose della sua famiglia

La forma è naturalmente deplorevole, anche se  nella sostanza il suocero ha ragione (benché Raffaella, va detto, non sia la “tutrice” di suo padre), però egli non si limita a redarguirla  in privato: la sera stessa si ritrovano in ospedale  e… lui mi fa una scenata pubblica riattaccando lo stesso discorso, al che per la prima volta in 16 anni reagisco rispondendo per le rime. Lui va via, io resto ancora un po’ tra i commenti dei presenti… Una figuraccia! Raffaella riteneva di aver diritto a delle scuse, che non sono arrivate.  Quanto alla suocera, non è intervenuta nella questione, ma per telefono si è mostrata fredda e in seguito ha evitato i contatti.

Raffaella ha naturalmente raccontato la cosa al marito, senza ottenere l’appoggio desiderato.  In tutto ciò mio marito non fa nulla, non so cosa fare, vorrei che lui si adoperasse per placare gli animi e per riavvicinare me e i suoi genitori ma lui nulla, spettatore indifferente che non parla, come se la cosa non lo riguardasse, ma cmq dalla parte del padre. Secondo mio marito il padre ha sbagliato solo i modi, ma le ragioni sono giuste, e quindi anche lui arrabbiato con mio padre ma evita discussioni. Lo capisco: la sua situazione è tutt’altro che facile!

Raffaella si addolora, è chiaro, anche perché… chi ci rimette sono i miei figli, a breve sarà il compleanno del grande e di certo mancheranno i nonni paterni, ovviamente mio marito ha facoltà di invitarli ma sono certa che non ci saranno. E io passo per la nuora cattiva e senza cuore. Che fare in una situazione simile? Io credo di aver fatto la mia parte…

Sono partecipe e dispiaciuta, ma non ho saputo consigliare granché a Raffaella. Credo che la cosa migliore sia lasciar passare del tempo: le “offese” sbiadiranno e si riprenderà il ritmo consueto. Non ottimale, purtroppo,  tuttavia ormai consolidato e ben difficilmente modificabile.

Gli errori in cui è incappata sono comprensibili e/o remoti. Molte donne, ho scritto nelle risposte, sottovalutano sia le differenze di fondo con la famiglia acquisita che i rischi della vicinanza. E, avendo ingoiato per anni i proverbiali rospi, capita che sbottino nell’occasione meno adatta.

Quanto agli uomini, il suocero si mostra  un padre-padrone  maleducato (che la moglie non penso possa contrastare) e  il padre non brilla per discrezione. Il marito, infine, sembra far parte del numeroso gruppo di  uomini rimasti- per necessità o “prudenza”- nell’orbita della famiglia,  “strattonati” da mogli che li vorrebbero più autonomi e da genitori incapaci di considerarli davvero adulti. Tuttavia se poco si può fare nella pratica, è  sempre possibile rinnovare in meglio la relazione di coppia: confidarsi  come ci si sente “dentro”, analizzare con serenità i problemi, concedersi delle pause liete in compagnia dei figli… Animo, Raffaella!

 

 

 

 

 

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Responses

  1. L’analisi è più o meno giusta, e, giusto per chiarire, la maleducazione nonché colpa di mio padre è quella di aver chiesto (per la seconda volta) il peso di mia suocera, che per sua stessa conoscenza, essendo andata da un dietologo, è un obesa grave. Da aggiungere che mio marito alcuni anni fa ha avuto un offerta di lavoro che mia suocera gli fece rifiutare perché c’era bisogno del suo aiuto nell’attività, o forse, mi perdoni la cattiveria, perché altrimenti sarebbe stato difficile tenerlo sottomesso. Mio padre si trova in una situazione difficile, mi vede in difficoltà e si rende conto che i miei suoceri ci prendono in giro e ci tengono sottomessi dal punto di vista economico, e se è vero che io non mi lamento per orgoglio lui si sente altrettanto preso in giro visto che la cosa era stata discussa prima del matrimonio assicurandoci piena indipendenza. Forse il mio errore più grave però è quello di non “strattonarlo” o “averlo strattonato” a sufficienza, e come dice lei ora è tardi per cambiare alcune cose.

    • Ho tentato una “narrazione”, tratta dalle tue note, e volta soprattutto a rimarcare gli inconvenienti di un certo tipo di familismo, tuttora diffuso in Italia.
      Il messaggio che vorrei mandare alle giovani coppie non è “alla larga dai genitori”: in alcuni casi è inevitabile, giusto e magari vantaggioso per tutti inserirsi in attività economiche ben avviate e/o abitare nelle case disponibili.
      Occorre però sentirsi e mostrarsi fin dall’inizio adulti e autonomi e, se necessario, porre un freno cortese quanto deciso all’eventuale invadenza/autoritarismo della famiglia d’origine.
      Tutt’altro che facile, si capisce.

      Il “maleducato” si riferisce al suocero, per via della scenata in ospedale; tuo padre si è mostrato più che altro indiscreto, con l’intenzione di giovarti.
      Ma, appunto, non spetta a lui farlo. La “situazione difficile” (che certo lo coinvolge affettivamente) è vostra, non sua: prendendo iniziative per tutelarvi assume anch’egli un ruolo improprio.
      Quanto agli “strattoni”, dubito che avrebbero a suo tempo giovato; di solito mettono in crisi il marito/figlio gravato da opposte pressioni.
      I migliori risultati in termini di autonomia e “rispetto” si ottengono quando la coppia è solidale e riesce ad agire collaborazione per tenere a bada i membri “dominanti” della famiglia.
      E se la situazione di base è ormai stabilita, non è detto sia ormai troppo tardi per voi, almeno riguardo alle piccole cose, peraltro importanti, del vivere quotidiano.


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