Pubblicato da: virginialess | 16 settembre 2016

Un papà “vanitoso”?

lettera-ke4c-u43220852154784cme-1224x916corriere-web-sezioni-593x443Ne avete avuto senz’altro notizia! È la lettera giustificativa che il papà di Mattia ha scritto “come ogni anno” ai prof: suo figlio non ha fatto i compiti delle vacanze. Questa volta l’ha pubblicata su facebook, suscitando un ampio dibattito. Tutta la città ne parla, Rai3, gli ha dedicato per esempio una puntata, che ho avuto occasione di seguire solo per la parte che riassumo più avanti.

«I compiti estivi sono deleteri» afferma , citando pedagogisti e psicologi e sistemi scolastici di Paesi dove si punta tutto sul lavoro in classe «senza che poi ci sia bisogno di esercitarsi anche a casa». «Voi avete nove mesi per dargli nozioni e cultura, io tre mesi per insegnargli a vivere», ha scritto ai professori di suo figlio. Anche Mattia («curioso, intelligente, con molta voglia di imparare») è stato coinvolto nella decisione.  (Da “Il corriere della sera”)

Naturalmente sono intervenuti docenti e pedagogisti a sostenere le opposte tesi (i ragazzi “dimenticano”, un po’ di lavoro non guasta, si lavora già molto durante l’anno ecc.), un  genitore  afflitto (“ho solo una settimana di ferie a settembre e l’ho passata sì con mio figlio, ma  a ripassare inglese”!); le conclusioni credo siano state di conciliazione tra scuola e famiglia.

Quanto alla diffusione della lettera in rete, Mantegazza la ritiene una modalità «folle, tipica della nostra epoca»: «Su Facebook mi posso beare di aver vinto il torneo di bocce, non di aver sparato al cuore della scuola», sostiene. Peiretti non si lascia turbare: «Pensieri legittimi, ma opinabili», replica. «I compiti estivi non sono obbligatori. E la mia non è una posizione contro le istituzioni: sono per ampliare la rosa delle possibilità che vengono offerte ai ragazzi» (idem)

L’allarme di Mantegazza mi sembra eccessivo, la scuola ha sopportato ben altro. Tuttavia,  per dirla tutta, questo padre lo trovo un po’ “vanitoso”. Non perché ritenga inopinabili i compiti per le vacanze, da svolgere comunque con molta calma, non subito, alternati a tutto il resto,
compresi i salutari periodi di noia.
Mi chiedo quanto siano davvero autonome le scelte del figlio e se Mattia non provi un certo disagio nel presentarsi ogni anno a testimoniare
con una letterina in mano l’acutezza pedagogica del genitore. La quale dovrebbe essere operativa durante l’anno intero  evitando le esibizioni.

 

 

 

 

 

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