Pubblicato da: virginialess | 15 gennaio 2017

Nipoti “mostri”

ragazzi-pix-kmeg-u43270833941963jcf-1224x916corriere-web-sezioni-593x443Quando i ragazzi sono protagonisti di  gravi fatti di cronaca non posso evitare -credo sia lo stesso per molte di noi- di sentirmi addosso i “panni” delle loro nonne. Fu una nonna di Cittadella  la destinataria dell’ultimo messaggio di Amnesia*, adolescente suicida nel ’14 a causa del cyberbullismo:  fa paura immaginare il suo stato d’animo.

Questa volta abbiamo due “nipoti” assassini. Il sedicenne Riccardo Vincelli ha pagato un amico di un anno più grande perché uccidesse i suoi genitori. E questi ha eseguito; erano insieme e l’ascia, a quanto pare, la impugnava Manuel Sartori. Omicidio premeditato e per futili motivi. Si rimane annichilite dall’orrore. Perché lo hanno fatto?  Continuiamo a chiedercelo e ogni parola di spiegazione appare banale, logora, quasi offensiva.

Per Crepet, i due adolescenti non dovevano andare in carcere: è impossibile che non ci siano state avvisaglie di quella violenza che stava crescendo. Il delitto dei genitori spesso matura in famiglie prive di problemi economici o disagiate, ma con ragazzi cresciuti nell’indifferenza emotiva. Come non sentissero più alcun sentimento. È una vera e propria malattia psichiatrica.

Ma Luca D’Auria, docente di diritto, la esclude: Il diritto, nell’aula, deve necessariamente trattare costoro come degli assassini, persino spietati. Capaci di uccidere i genitori, i fratelli, chiunque si opponga al loro narcisismo autoreferenziale (…) non ci sonoinfermità mentali (…) “vie di fuga” giuridiche

L’amicizia asimmetrica di sempre. Riccardo, il leader, ricco, cattivo studente stufo dei rimproveri paterni;  Manuel, timido, di famiglia modesta, “adorava” l’amico al punto da uccidere per lui. Però c’entravano anche i soldi, molti a quanto ho letto, e sarebbero stati trovati in casa.

«Ha sbagliato, è pentito – hanno detto in lacrime (i genitori) –. Non ha ucciso solamente Nunzia e Salvatore ma anche se stesso e tutta la nostra famiglia. Non lo lasceremo solo, è nostro figlio e gli vogliamo bene nonostante tutto»
Li compatiamo e vorremmo anche capire: com’è possibile prevedere che un  ragazzo possa avviarsi per  una strada del genere?

Con scarsa convinzione, provo a  mettere insieme qualche fonte “autorevole”; intanto continuano a venirmi in mente le quattro nonne…

I nipoti nella rete feroce (per la nonna di Amnesia)

 

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