Pubblicato da: virginialess | 16 marzo 2017

Numeri, chicchi di riso, coniglietti (e nipoti)

L’origine degli scacchi è legata a una leggenda molto nota. Un principe annoiato (indiano o forse cinese) bandisce una sorta di concorso. Avrebbe esaudito qualunque desiderio di chi fosse riuscito a farlo divertire. Molti i personaggi  che tentano invano, finchè si presenta un mercante con la scacchiera e i pezzi. Il principe impara presto il gioco, si diverte moltissimo e vuole ricompensare il mercante. Il quale chiede un chicco di riso per la prima casella, due per la seconda, quattro per la terza e così via raddoppiando fino alla 64esima. Gli scribi fanno un po’ di conti e quando il principe apprende il risultato ordina di  giustiziare l’inventore degli scacchi!

Perché ripeto la storiella? Il  13 marzo è iniziata la settimana dei numeri. Molte le citazioni dei media e gli eventi dedicati, specie in rai. Meritatamente, anche se spesso ci sfugge quanto essi siano importanti nel nostro quotidiano. Il numero di chicchi di riso spettante al mercante è  264-1 (due alla sessantaquattro meno uno), una quantità  che l’intera superficie della terra non è in grado di produrre: 18.446.744.073.709.551.615.

Ottima cosa  se  i nostri nipoti amano la matematica, care nonne. Una disciplina bellissima che  mette in moto la fantasia e il senso artistico*; fino ai dieci anni funziona come un gioco e  piace a tutti i bambini. Poi ci si trova alle prese con dei meccanismi formali e  moltissimo dipende da come viene insegnata. Spesso male, purtroppo: una perdita intellettuale e un gran danno.  Oltre ai pregi teorici, la matematica ne ha in abbondanza di pratici, per la maggior parte evidenti a tutti noi,  quand’anche poco abili con i numeri.  Riflettiamo su questo, attualissimo, che trovo nel sito di rai3.

oggi si parla molto di verità, postverità, fake news, bufale mediatiche, false informazioni, come evitare che si formi un’opinione pubblica sempre eccitata e mai davvero consapevole? È sicuramente una questione di linguaggio e di responsabilità di chi comunica. Ma non è solo un problema di parole. È anche un problema di realtà, di fatti e dunque di numeri. Sì, di numeri perché le cifre possono essere fredde ma dicono spesso verità celate altrove o magari anche solo faticose da accogliere.
Leggere correttamente i dati e le statistiche può farci conoscere opportunità, acquisire consapevolezza dei rischi, adattare i nostri comportamenti e valutare, senza affidarci troppo agli umori, ai comportamenti altrui. Ma ci dà anche gli strumenti per capire quando un problema cambia, quando la complessità ha bisogno di nuovi indicatori e misure. Imparare a valutare un problema utilizzando anche i numeri può aiutare a difenderci dalle false notizie e dai ragionamenti fallaci.

Condivido. Ma torniamo a temi più divertenti. Carini, vero, i coniglietti aurei?  Lo sapevate che c’è uno stetto legame tra  origami e matematica? E il modello di questo semplice coniglietto ha niente meno a che fare con Leonardo Pisano (1180 circa – 1250) più noto come Fibonacci, quello della famosa successione 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, …, n F/n

Se volete saperne di più e magari eseguire l’origami, qui c’è tutta la sequenza (http://www.origami-cdo.it/articoli/files/ConigliettiAurei-CentomoGecchelin.pdf)  Buon divertimento!

 

 

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