Pubblicato da: virginialess | 12 maggio 2017

Coppia in crisi: quale ruolo ci compete (3)

Il mese scorso sono stata invitata quale “esperta” a Torto o ragione. La puntata verteva su un sorta di patto di ferro che due consuocere -peraltro amiche d’infanzia- avrebbero stipulato tra loro al fine di  riunire la coppia in crisi. I loro figlioli, sposati da dieci anni e genitori di due bambini, avevano infatti in corso una “pausa di riflessione”.

L’inopportuna (e pesante) ingerenza non ha avuto, manco a dirlo, effetti positivi: i due si sono separati.  TV a parte, le nonne reali dovrebbero capirlo da sole, ma a guardarsi attorno pare che i consigli degli esperti (veri, senza virgolette!), pur spesso riportati dai media,  non siano tenuti in gran conto. I genitori delle due parti continuano a interferire: venendo talvolta meno  all’unico ruolo che in questi casi disgraziati ci compete, cioè una maggior cura e impegno nei confronti dei nipotini.

Nel mio piccolo, avevo affrontato l’argomento già agli esordi del blog*;  riprendo alcuni stralci  dell’articolo: a noi nonne non compete altro che mostrarci ancor più fornite di prudenza e discrezione perché un  ruolo “medicamentoso” è mera utopia e anzi darei per scontato l’aggravamento della situazione a seguito dei nostri interventi, quand’anche “al di sopra di ogni sospetto”. (…) nemmeno possiamo avanzare (…) l’esigenza di essere informate nel dettaglio dei motivi della crisi, i quali appartengono al privato della coppia. Superfluo e umiliante costringerla a propinarci  versioni diplomatiche e imbarazzate mezze verità.

E, nella parte conclusiva: Escluso il caso (previsto anche dalla legge) in cui i nonni abbiano l’obbligo di assistere economicamente figli e nipoti privi di mezzi, il nostro intervento soccorrevole  può certo accentuarsi a favore dei bambini, ma per un periodo  limitato.  I coniugi  che si separano debbono assumerne gli oneri e organizzarsi con i figlioli. Non possiamo né dobbiamo sopperire con una disponibilità totale alle manchevolezze dei genitori. E se siamo le mamme del soggetto incolpevole e soccombente? Dubito che esista al riguardo una verità assoluta, che d’altronde  non ci compete di cercare. Daremo senz’altro un aiuto nella fase critica, se richiesto, ma poi tocca a papà e mamma gestire la situazione. Saremo  tristi per i nipoti, si capisce; ricordiamo però che spesso una separazione ben fatta li danneggia meno di una convivenza infelice.

Questi convincimenti li esprimevo nel 2011. Per me tuttora ragionevoli… O li trovate un po’ drastici?

 

 

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