Pubblicato da: virginialess | 19 maggio 2018

Nipoti maleducati e nonne “fragili”

Poco tempo fa ho assistito in autobus a una scena esemplare da proporre a noi nonne. Mi sapeva però di deja vu, pur essendo (quasi) certa di non averne memoria diretta. E infatti ne avevo scritto nel’13, riprendendo però un articolo non mio che ho infine trovato (Alessandra Stella La fragilità dei nonni non fa bene a nessuno!). Situazione non identica, ma tanto simile e così ben descritta che vale la pena di riutilizzare le sue parole.

“A volte, per troppo affetto, i nonni dimenticano le basi di una buona educazione, a partire dal rispetto che i nipoti devono avere per loro. Ne è un esempio l’esperienza narrata qui di seguito.
Salgono sull’autobus in grande confusione. La nonna non appare proprio in gran forma e l’autista è di quelli spericolati che amano le curve e le fermate brusche. Sono seduta e li guardo, pensando che forse escono dall’istituto privato che ha sede lì vicino.
I bambini sono tre, due femmine e un maschio: l’età sembra di scuola elementare, forse quello più grande frequenta già la media. 
Tutti e tre si buttano a sedere nei posti liberi e la nonna oblitera la tessera e poi si attacca a un sostegno. I ragazzini sono simpatici, scherzano su qualcosa che non conosco, si agitano e sono felici. 
La nonna tiene lo zaino di quella più piccola. Francamente le avrei lasciato il posto perché faceva davvero molta fatica ma non ho avuto il coraggio. Era come se non le venisse neppure in mente che uno dei nipoti dovesse farla sedere. Dopo tre fermate annuncia che sono arrivati e si avvicina all’uscita. Tutti si precipitano, spintonandosi, per arrivare per primi. Lei scende per ultima con una certa fatica così capisco la scelta della porta vicino all’autista: lui la vede e può darle tempo.
Sono rimasta tristissima a lungo. Ma perché a volte non si ha il coraggio di insegnare la buona educazione ai nipoti? Sicuramente esistono rapporti ingarbugliati anche con i genitori.
Era una signora dall’aspetto gentile, travolta dall’energia ma anche dalla maleducazione di bambini che evidentemente sono abituati a fare così. Nessuno di loro ha pensato alla sua fatica: neppure lei. 
La colpa non è certo solo dei bambini, tuttavia è un episodio che fa pensare!”

Il grassetto è mio. Esistono nonne così, come no, io stessa ne conosco qualcuna. La giornalista è rimasta tristissima a lungo. Anch’io, sia  cinque anni fa immaginando la scena, che adesso, dal vero; tuttavia alla tristezza si è mescolata una discreta quantità di rabbia. Lei si dimostra più benevola e, azzardo, non è nonna: insegnare la buona educazione ai nipoti  in verità compete ai loro genitori. Che evidentemente non lo fanno, avvalendosi però dei propri (noi nonne!) per svariate incombenze. E -osserva infatti con buon senso l’articolo- Sicuramente esistono rapporti ingarbugliati anche con i genitori.

Noi nonne non dobbiamo essere “fragili”, tutt’altro. I rapporti, almeno per quanto riguarda i nipoti che ci vengono affidati, pretendiamoli ben chiari: educazione, rispetto, gratitudine per le nostre premure.

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