Pubblicato da: virginialess | 16 giugno 2018

Smartphone e nipotini

I francesi, se n’è parlato da poco, lo hanno escluso dalle aule scolastiche; la nostra ex ministra dell’istruzione  Fedeli lo riteneva un utile strumento didattico…

Di sicuro lo smartphone imperversa ovunque, basta guardarci attorno, e non solo nelle mani di adulti e ragazzi.  Spesso si tratta di manine:  magari  di bimbi ancora seduti nel passeggino. A me fa un effetto straniante, confesso, però m’impegno a evitare il pregiudizio “passatista” cercando in giro  un po’ di documentazione autorevole.

L’ultima lo è senz’altro: ” la Società Italiana di Pediatria ha stilato una lista di raccomandazioni e rischi su tutti gli apparecchi tecnologici per i bimbi da 0 a 8 anni.” Seguono delle statistiche:  Negli Usa il 30% dei genitori usa lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, il 70% al secondo anno. In Italia 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori. E poiché solo il 29% si rivolge per consiglio al pediatra, ecco i consigli e le avvertenze in merito. Valgono, si capisce, anche per i nonni!

1. sconsigliato dare smartphone e tablet ai bimbi prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a dormire;

2. limitare l’uso a massimo 1 ora al giorno nei bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni;

3. al massimo 2 ore al giorno per quelli di età compresa tra i 5 e gli 8 anni;

4. no a programmi con contenuti violenti e no al cellulare “pacificatore” per calmare o distrarre i bambini;

5. si, invece, all’utilizzazione di applicazioni di qualità da usare insieme ai genitori.

Quanto ai rischi, li trovo piuttosto importanti… “Meno male,” – mi viene di pensare con un pizzico di egoismo- “i miei nipoti sono ormai ben oltre l’età considerata!”

1. interferenza con lo sviluppo cognitivo dei bambini perché hanno bisogno di un’esperienza diretta e concreta con gli oggetti;

2. bassi livelli di attenzione e anche minori relazioni sociali con i coetanei;

3. aumento del peso corporeo e problemi comportamentali;

4. cefalea e dolore muscolare (soprattutto a collo e spalle) dovuto alla inappropriata postura;

5. peggiore qualità del sonno, più paura del buio, incubi e dialoghi notturni;

6. secchezza oculare e una tipologia di strabismo;

7. alterata percezione dei suoni, con possibili interferenze nello sviluppo del linguaggio, nella socializzazione, nella comunicazione e nell’interazione con gli altri bambini.

Naturalmente, è la ragionevole conclusione dell’articolo*, non vanno criminalizzate le tecnologie digitali perché possono avere un impatto positivo sull’apprendimento, ma l’esperienza digitale dei figli deve passare da una partecipazione educativa dei genitore. I genitori dovrebbero dare il buon esempio, limitando l’utilizzo dei media device perché i bambini sono grandi imitatori.

Il buon esempio dovrebbe essere fornito, aggiungerei, dai familiari adulti che frequentano i bambini. I genitori poi, mi capita  di notarlo,  sono spesso messi  in crisi dalle (cattive) abitudini dei loro colleghi (Il papà di Pinco lo lascia giocare quanto vuole; la mamma di Pallina glielo ha regalato) e tendono a cedere nel timore, più o meno inconsapevole, di fare del figlio un “diverso”.  Sbagliato, si capisce: un comportamento giusto (e vantaggioso),  va mantenuto a onta degli errori altrui!

 

http://www.lastampa.it/2018/06/15/scienza/giusto-o-meno-dare-smartphone-o-tablet-ai-bambini-ecco-i-rischi-e-i-consigli-dei-pediatri-lCi6FWEeztIdohqAItgdnO/pagina.html

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