I miei tre libri

7 febbraio 2018   Unifico in questa pagina le mie pubblicazioni, in modo da semplificare la consultazione e l’aggiornamento. Le dispongo in ordine cronologico, separate e riconoscibili. Per primo il romanzo appena pubblicato, Declinazioni (Argento Vivo); a seguire Devi orzare, Baal! (Lettere animate); in fondo Mal di mare (Autodafé), la raccolta di sette racconti con il capitano Osvaldi, cui sono rimasta particolarmente affezionata. Ho scritto anche un sequel, il romanzo  Route du rhum, che non ho voluto finora pubblicare con un editore diverso dal primo (ci furono dei problemi) e a cui spero di assegnare presto una “dimora”. Ripristinerò in compenso la pagina “Letture e svaghi”, che ospiterà recensioni e notizie letterarie.

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Ecco l’ultimo arrivato. Non si tratta di un giallo marinaresco ma un mainstream al femminile, protagoniste tre signore  attempate, tutte nonne, che si ritrovano nel paese in cui sono nate e cresciute. Uno dei  temi fulcro del libro è infatti il ritorno alle “origini”.

Si conoscevano da ragazzine  perché frequentavano lo stesso liceo; separate da due o tre anni di età non erano però amiche e in seguito due di loro si sono trasferite altrove.  Riprendo a seguire la presentazione della copertina. Tra qualche giorno  link e notizie. Il tutto nella pagina autrice di facebook https://www.facebook.com/virginialess21/

Berta  vive insieme alla figlia e fa la nonna a tempo pieno; Gabriella, ancora affascinante, è la moglie di un esponente dell’alta finanza romana; Sandra, ex insegnante, invece da Fondi non si è mai mossa.
Tutte hanno un segreto più o meno importante, con il quale faticano a confrontarsi. In forza dell’imprevista “sorellanza” riusciranno a superare gli ostacoli interiori e le loro esistenze ne usciranno cambiate, in diversa misura.

 

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25 marzo 2017  È il titolo del mio giallo marinaresco, appena uscito per Lettere animate. Ecco la copertina e la spiegazione del termine “orzare”, dalla pagina autrice 

“…viene dalla pratica della vela. Significa “stringere il vento” cioè avvicinare la prua della barca alla direzione da cui proviene. Quando la barca naviga di bolina – così si chiama l’andatura- tende a inclinarsi sul fianco e se ne ricava ( un po’ erroneamente) l’impressione di maggior sforzo e rischio. Metaforicamente, affrontare il problema, mettersi in gioco. Ed è quello che tocca ai miei personaggi!”

Magari tra le nonne che frequentano il blog ce ne sono di amanti della vela, o dei gialli… In tal caso, buona lettura!

6 luglio Ho ricevuto diverse segnalazioni e commenti. Il tutto nella pagina facebook segnalata.

 

17 settembre Lo pubblico anche qui per completezzza e per  serbarne memoria. Da domani, insieme ad altre cinque autrici,  partecipo a un blog tour. Un’esperienza nuova che mi incuriosisce e spero sia divertente!  Passate per i siti elencati e  fateci visita…

 

 

 

 

 

 

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Aggiorno un po’ la pagina  libro, che ha ottenuto alcune recensioni positive, naturalmente gradite. (trovate tutto qui: http://www.autodafe-edizioni.com/catalogo/104-mal-di-mare)

Copio   quella de:“La stamberga dei lettori”. E’ lusinghiera, il che gratifica, ma soprattutto mi dà la gradevole testimonianza di aver comunicato quel che speravo. Lo stesso sito ha poi inserito un’intervista, come pure Torino libri e Noir italiano

Scrive Valetta:

Fare il capitano dei carabinieri in una cittadina marittima come Maraglia può essere particolarmente problematico se, come il Capitano Osvaldi, non avete una spiccata simpatia per le barche. Per il solito perverso senso dell’umorismo del destino, infatti, i vostri concittadini sembrano intestardirsi nel compiere atti criminosi in zona porto o, peggio ancora, in alto mare e si accaniscono ulteriormente su di voi tentando di stordirvi con termini come randa, terzaroli e fiocco di cui ignorate candidamente il significato. In situazioni come queste conviene affrontare ogni cosa con calma e distacco, seguendo l’esempio del nostro Osvaldi, protagonista di queste sette piccole ma gustose pillole di mistero. Nemesi di ogni carabiniere delle barzellette, il Capitano si presenta come un energumeno decisamente in sovrappeso e dalle movenze non proprio agilissime che però celano un intelletto acuto e una cultura fine ma mai esibita, fatto salvo per la debolezza per le citazioni di Bloch. “Nessun egittologo ha visto Ramsete” è infatti il leitmotiv che guida le sue indagini, una costante fatta apposta per tramutarsi in tormentone e che egregiamente riassume la tecnica investigativa di Osvaldi, basata sull’osservazione del dettaglio e l’ascolto paziente delle persone coinvolte che permettono la paziente ricostruzione degli eventi, come insegnava  “papà” Poirot. Infatti, come buona parte dei gialli italiani anche questi racconti seguono la linea del giallo “classico”, dove la tecnologia ha un ruolo tutto sommato minoritario, specchio della realtà italiana dove la scarsità di fondi non permette certo l’utilizzo di sistemi di indagine sofisticati ed avveniristici, soprattutto in località periferiche come l’immaginaria Maraglia. Se lo stile investigativo è classico, i crimini pescano ad ampio raggio dalla nostra attualità: mafia, corruzione, appropriazione indebita e più in generale tutto quel malcostume che infesta l’Italia in lungo e in largo e di cui Maraglia è ingloriosa sineddoche, quasi a voler celebrare quanto era solita dire un’altra creatura di Agatha Christie, l’anziana Miss Marple che, a chi le rimproverava di non conoscere la natura umana per avere trascorso l’intera esistenza in un piccolo ed appartato villaggio, soleva rispondere che  un villaggio è come uno stagno, in esso si possono ritrovare tutti gli archetipi delle personalità umane. Tramite le avventure del suo protagonista, Virginia Less tratteggia con ironia un ritratto del nostro paese pessimista ma non disfattista, in cui l’iniziativa del singolo non lascia spazio all’autocompatimento e lo fa con un linguaggio schietto, immediato e al tempo stesso curato e variegato, in grado di dimostrare che si può parlare del quotidiano in modo realistico senza per questo dover utilizzare una prosa spoglia, banale e ripetitiva. La struttura del racconto è sicuramente vincente per il tipo di storie che l’autrice vuole raccontare, così come mi sono sembrate azzeccate la disposizione dei sette racconti che compongono il libro,che segnano una sorta di diffidente percorso di avvicinamento del protagonista al mare, e la scelta di affidare la prima novella alla voce di un’abitante di Maraglia che compie una sorta di presentazione di luoghi e personaggi per poi lasciare il campo nei capitoli successivi al narratore onnisciente.
In definitiva quello del capitano Osvaldi è un’ottimo esordio sulle scene e non posso che augurarmi di rincontrarlo presto in libreria.

Giudizio *****


Articolo di Valetta

Mal di mare  è stato  pubblicato a maggio. Nel sito  dell’editore ( http://www.autodafe-edizioni.com/)  è possibile, tra l’altro, leggere uno dei testi, intitolato “Barca d’epoca”.

Si tratta di una raccolta di sette racconti gialli ambientati in una immaginaria cittadina costiera del Mezzogiorno, afflitta -come tante delle nostre-  da corruzione e malgoverno. Investigatore “fisso” è il capitano dei carabinieri Osvaldi, il quale unisce all’acume investigativo una solida coscienza morale. Inventarlo mi ha consentito di compensare un po’, sia pure  idealmente,  la mia  profonda insoddisfazione per il degrado etico in cui si trovano a crescere, con gli altri,  i nostri nipoti. Ma il  personaggio è anche (spero) divertente: pur essendo sempre a dieta,   ha l’hobby della cucina raffinata, battibecca con il fidato maresciallo Pellicciotta e risolve delitti curiosi, collegati alle barche e persino alla letteratura.

**Aggiungo una spiegazione del titolo, domanda che mi è stata rivolta durante una presentazione (V. sotto). In senso proprio ne soffre il capitano, ovvero mi è piaciuto attribuirglielo, per conferire un tocco comico alle sue investigazioni in ambienti marinareschi. In senso metaforico ne soffriamo, secondo me, tutti noi cittadini  ragionevolmente “giusti”, tanto spesso feriti dai comportamenti di amministratori, politici e anche di nostri compagni di civica sventura, che li appoggiano. Illusi dalla promessa pubblicitaria –   a  parte l’offesa all’etica e al diritto,  si tratta di un’assurdità logica – che la massa possa diventare casta…  Ne parla a suo modo  ” La deriva del sindaco” , il primo racconto.

Pubblicizzando il  lavoro soddisfo, ovviamente, una piccola vanità. Ho cominciato a scrivere testi di fantasia dopo il pensionamento, con molto vaghe aspettative di effettiva pubblicazione. Aver trovato un piccolo editore serio, “free” e interessato al sociale, è stata una piacevole sorpresa. Mi auguro che il libro sappia intrattenere   il lettore (in primis le nonne!) e suggerire qualche opportuna riflessione.

Ma ci tengo soprattutto a ripetere  la considerazione che spesso trovo modo d’inserire negli articoli del blog. Noi nonne dobbiamo tenerci occupate “del nostro”, trovando qualche attività che ci gratifichi. Se riflettiamo un momento, ne esiste di certo almeno una: praticarla ci renderà sicuramente nonne migliori. Disponibili e sollecite quando e quanto occorre; tranquille e discrete se non c’è bisogno di noi, perché abbiamo anche “altro” da fare.

Il 18 giugno ho presentato il libro presso la biblioteca comunale, assistita da un collega giornalista che lo ha “criticato”, animando una discussione piuttosto vivace. Confrontarsi con i lettori offre  spunti di riflessione utili e talvolta inconsueti, che ho molto apprezzato. Infatti è difficile per l’autore collocarsi dalla parte di chi lo legge e le sorprese non  mancano…

C’erano infatti degli amici, con i quali avevo già discusso del  lavoro, ma anche molte persone che non conoscevo e alcune mi hanno rivolto domande interessanti: sia sulle motivazioni della scrittura che sulle implicazioni etiche e politiche del discorso letterario.

Un signore ha lamentato la difficoltà di confrontarsi con altri lettori, in quanto” il rapporto con il libro dovrebbe essere condiviso e verificato”, il che mi sembra molto giusto. E si è parlato della possibilità di  organizzare, a settembre, un circolo di lettura.

Molto belle le fotografie di mare offerte da un appassionato velista e proiettate in sequenza sullo schermo. Ecco un’immagine  della riunione.

Aggiungo un’altra foto, scattata in una seconda occasione e provo a inserire un articolo. Considerato l’argomento marinaresco, ho molto gradito le segnalazioni da parte delle riviste del settore, che ringrazio e nomino: Nautica, Fare Vela, Barche, Yacht capital.


Il pezzo qui mal copiato è  tratto da ” Latina oggi”. Lo scelgo per “onorare” la mia provincia.

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Responses

  1. sono le ore 21:00 come mai il tuo orologio fa le 7:12 ?

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    • Vedo! Ora controllo l’impostazione dell’ora*, ammesso che ci riesca. Leggerò il post che mi segnali nell’altro commento. * Fatto, è sempre indietro di due ore e passa. Qualcosa non va…

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  2. Brava Virginia! per l’impegno profuso in questo blog e per il libro che, date le premesse, probabilmente leggerò (se lo troverò in libreria) . Brava anche per il commento/i su vibrisse che ho apprezzato e a mia volta sottolineato.Se vuoi proseguire il dibattito sono a tua disposizione anche via e-mail. ciao fabio

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    • Grazie per l’apprezzamento! Molto lieta di essere letta, si capisce; difficile trovare un piccolo editore in tutte le librerie, ma gli ordini sul sito vengono smaltiti rapidamente. Guardo su Vibrisse come prosegue il dibattito, al caso ti manderò una mail. Ciao

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  3. sei grande!!! un vero pungolo verso la crescita …mi sto riorganizzando intorno ad una nuova realtà e ogni input aiuta nella fatica di non mollare…

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